Scuola e prevenzione: come l’educazione al rispetto combatte i femminicidi

Rosalia Cimino

6 Giugno 2025

Banchi di scuola contro violenza sulle donne

Scuola e prevenzione: come l’educazione al rispetto combatte i femminicidi

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Contrastare la violenza di genere è compito essenziale del sistema educativo, che oggi svolge un ruolo sempre più strategico nella costruzione di una cultura del rispetto. 

Le nuove linee guida di educazione civica, introdotte nel 2024, hanno reso obbligatori i percorsi sulle relazioni sane e sulla prevenzione della violenza contro le donne. 

I dati dell’anno scolastico 2024/25 mostrano un’adesione massiccia delle scuole superiori e un impatto positivo sul comportamento degli studenti, mentre dal prossimo anno partirà un ambizioso piano di formazione per gli insegnanti.

Educazione al rispetto nei licei: numeri e primi risultati

Nel sistema scolastico superiore, l’insegnamento al rispetto reciproco e alla parità di genere è diventato parte integrante dei curricoli di educazione civica. 

Durante il primo anno di applicazione, circa 54.000 classi hanno coinvolto oltre 860.000 allievi, con il 96,9% degli istituti che ha attivato specifiche lezioni sul tema. La quasi totalità dei percorsi è diventata parte integrante del programma scolastico e valutata come qualsiasi altra materia.

I risultati non si sono fatti attendere: in quasi il 70% delle scuole si è osservato un significativo miglioramento nelle relazioni e nei comportamenti degli studenti. 

Le zone meridionali hanno registrato livelli di adesione quasi totali, con il Lazio in testa, seguito da Sicilia e Calabria. Si delinea così un cambiamento profondo nel clima scolastico, basato su consapevolezza e responsabilità condivisa.

Formazione di docenti e prospettive di trasformazione

Da settembre partirà un investimento di 15 milioni di euro destinato alla formazione dei docenti in materia di educazione alle relazioni e prevenzione della violenza di genere. 

Affidato a Indire, questo progetto ambizioso punta a trasformare gli insegnanti in vere “sentinelleeducative, in grado di promuovere empatia e confronto nelle classi.

Gli insegnanti saranno formati con modalità partecipative e laboratoriali, superando le iniziative episodiche del passato. 

L’obiettivo è radicare queste tematiche negli ambienti scolastici, rendendoli luoghi costantemente impegnati nella costruzione di legami rispettosi. 

Chiarimenti dal Ministero: non si tratta di teorie di genere

La confusione con le “teorie gender” viene chiaramente smentita dal Ministro Valditara: l’iniziativa riguarda esclusivamente il rispetto e l’educazione relazionale di base, senza contenuti ideologici, e senza necessità di consenso parentale, tranne nei casi di approfondimenti sulla sessualità.

Qui parliamo di integrazione dell’educazione al rispetto nei programmi scolastici che segna un passo significativo nella lotta contro i femminicidi e le violenze di genere. 

Grazie a migliaia di classi coinvolte, alla formazione diffusa tra i docenti e ai primi segnali di cambiamento tra gli studenti, la scuola si conferma come crocevia essenziale per una società più equa e sicura

Il piano in atto non solo ribalta comportamenti insani, ma costruisce una cultura millimetrica di empatia e prevenzione, ponendo solide basi per comunità future più consapevoli e rispettose.