Scuole più attente alla qualità del cibo: il mangiare sano diventa una priorità nelle mense scolastiche. A tal proposito, la 14ª Commissione Agricoltura della Camera dei deputati propone novità importanti, dall’eliminazione dei cibi ultra-processati alla reintroduzione del latte intero, nell’ambito della revisione della Politica Agricola Comune (PAC). L’obiettivo è combinare nutrizione, educazione alimentare e sostenibilità, creando un ambiente più sano e consapevole per gli studenti.
Scuole più attente alla qualità del cibo: niente più cibi ultra-processati
Eliminare i cibi ultra-processati dalle mense non è solo una scelta nutrizionale: è un atto educativo che comporta scuole più attente alla qualità del cibo.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre il 30% degli zuccheri e dei grassi saturi consumati dai bambini italiani proviene da alimenti ultra-processati, con effetti negativi sulla crescita e sul metabolismo.
Sostituire questi prodotti con frutta, verdura e alimenti freschi permette agli studenti di sperimentare gusti autentici, imparare la stagionalità dei prodotti e sviluppare una maggiore consapevolezza alimentare.
Inoltre, favorire filiere corte e prodotti locali sostiene l’economia del territorio e rafforza la cultura del cibo genuino.
Testimonianza di un insegnante:
“Abbiamo introdotto più frutta e verdura nella nostra scuola e i bambini hanno iniziato a conoscere nuovi sapori e ad apprezzare cibi freschi. È sorprendente quanto la qualità del pasto possa influenzare anche il rendimento in classe”, racconta Laura, maestra di primaria a Bologna.
Le scuole più attente alla qualità del cibo scelgono il latte intero e i progetti educativi
La proposta della Commissione include la possibilità di servire latte intero nelle mense. Nonostante linee guida precedenti privilegiassero latte scremato o parzialmente scremato, il latte intero è ricco di proteine, calcio, vitamina D e grassi necessari per la crescita sana dei bambini.
Studi nutrizionali dimostrano che, se inserito in una dieta equilibrata, può aiutare a prevenire carenze nutrizionali senza aumentare il rischio di sovrappeso.
Oltre agli aspetti nutrizionali, il documento promuove iniziative didattiche come orti scolastici, fattorie didattiche e laboratori sul cibo locale. Secondo il nutrizionista Marco Rinaldi: “Coinvolgere gli studenti nella produzione e nella conoscenza dei cibi li rende più consapevoli delle loro scelte alimentari. È un investimento educativo che va oltre la mensa.”
Cosa accadrà?
Il documento che parla di scuole più attente alla qualità del cibo e approvato dalla Commissione italiana sarà ora inviato al Parlamento europeo e alla Commissione UE.
L’obiettivo è che le osservazioni italiane possano influenzare le future linee guida europee sul programma di distribuzione di frutta, verdura e latte nelle scuole.
Se approvate, queste modifiche rappresenterebbero un passo concreto verso un’alimentazione scolastica sana, equilibrata e educativa, con benefici a lungo termine per la salute dei bambini e la cultura alimentare nel Paese.



