Sicurezza del personale nelle scuole: l’allarme di Ancodis dopo l’aggressione di una vicepreside a Grosseto

La Scuola Oggi

17 Novembre 2025

Sicurezza del personale nelle scuole: una vicepteside insieme ad uno studente e al padre davanti ad una scuola

Sicurezza del personale nelle scuole: l’allarme di Ancodis dopo l’aggressione di una vicepreside a Grosseto

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La recente aggressione avvenuta a Grosseto riaccende con urgenza il dibattito sulla sicurezza del personale nelle scuole e sulla vulnerabilità delle figure di sistema all’interno degli istituti italiani. In merito al grave episodio, che ha visto una vicepreside colpita al volto da uno studente quindicenne, è intervenuta l’Ancodis (Associazione Nazionale dei Collaboratori Dirigenti Scolastici e delle figure di sistema), che ha sottolineato come la scuola, che dovrebbe rappresentare una “zona franca” da ogni violenza, sia sempre più spesso teatro di aggressioni improvvise.

Il caso di Grosseto e l’intervento della vicepreside

Come riportato nel dettaglio in un nostro precedente approfondimento, la vicenda si è consumata all’esterno di un istituto superiore toscano. 

La docente, nello svolgimento delle sue funzioni di collaboratrice del Dirigente Scolastico, aveva notato l’alunno in evidente stato confusionale e disorientato al di fuori dei cancelli. 

Mossa da spirito di servizio e preoccupazione per l’incolumità del minore, la vicepreside non ha esitato ad avvicinarsi per accertarsi delle sue condizioni, preoccupandosi contestualmente anche di allertare la famiglia.

Tuttavia, l’arrivo del genitore ha scatenato una reazione imprevedibile nel ragazzo che, in presenza del padre, ha sferrato un pugno alla docente, causandole una profonda lacerazione alla bocca. 

Un gesto che evidenzia quanto la sicurezza del personale scolastico sia appesa a un filo, spesso dipendente da variabili emotive e psicologiche difficilmente controllabili, anche in contesti che dovrebbero essere protetti.

Il ruolo del vicepreside: responsabilità operative e vuoto normativo

La nota diffusa da Ancodis, attraverso le parole del suo Presidente Rosolino Cicero, pone l’accento su un aspetto determinante e spesso trascurato: la posizione giuridica del vicepreside

Si tratta di figure che, pur garantendo il funzionamento organizzativo della scuola, operano in una sorta di limbo contrattuale.

“Come accade in tutte le scuole – ha dichiarato il Presidente Cicero – si constata l’importante presenza della figura del vicepreside che, senza avere alcun riconoscimento giuridico e contrattuale, interviene di fronte ad una improvvisa emergenza assumendo l’onere di trovare la soluzione sia sul piano organizzativo, educativo e relazionale”.

Tale riflessione apre uno scenario complesso riguardante la sicurezza del personale nelle scuole dedicato alla gestione delle emergenze

I collaboratori del Dirigente, infatti, si trovano quotidianamente a gestire front office, rapporti con le famiglie “difficili”, studenti problematici e situazioni di crisi, esponendosi in prima persona ai rischi che ne derivano, senza che il loro ruolo sia formalmente inquadrato con tutele specifiche proporzionate al rischio assunto. 

L’assenza di un riconoscimento formale rende il loro operato un atto di volontariato professionale ad alto rischio.

Sicurezza del personale nelle scuole: docente in classe durante una lezione

Un’etica della cura oltre la burocrazia

L’episodio di Grosseto dimostra come, al di là delle procedure burocratiche, la scuola si regga sull’etica della responsabilità dei singoli. L’intervento della vicepreside non è stato un atto amministrativo, ma un gesto di cura educativa. 

“L’intervento tempestivo nei confronti di un alunno in apparente stato confusionale – sottolinea Ancodis – ci pone di fronte all’evidenza che la collega, non tirandosi indietro rispetto alla sua funzione, è intervenuta con l’intenzione di prendersi cura dell’alunno”.

La docente ha cercato di interpretare un disagio, provando a risolvere una situazione che aveva impedito al ragazzo di entrare in classe. 

In un contesto in cui la sicurezza del personale nelle scuole è minacciata, la tentazione di “voltarsi dall’altra parte” potrebbe essere forte, ma l’etica professionale ha prevalso, mettendo al centro il benessere dello studente, purtroppo a caro prezzo per l’insegnante.

Sicurezza del personale nelle scuole: tra inasprimento delle pene e prevenzione

La solidarietà espressa attraverso un comunicato stampa da Ancodis, che augura alla collega una pronta guarigione e allo studente una rapida presa di coscienza del gesto compiuto, si inserisce in un quadro normativo in evoluzione. 

È bene ricordare che, proprio per arginare fenomeni simili, il legislatore è intervenuto recentemente con la legge n. 25 del 4 marzo 2024 e la legge n. 150 dell’ottobre 2024, inasprendo le sanzioni penali e amministrative per chi aggredisce il personale della scuola.

Eppure, le leggi da sole sembrano non bastare se non accompagnate da un riconoscimento strutturale delle figure che, come i vicepresidi, sono in “trincea“. 

Garantire la sicurezza del personale scolastico significa anche riconoscere la dignità e la complessità del lavoro svolto da chi gestisce la governance scolastica intermedia.

L’auspicio di Ancodis per un “ritorno alla serenità per la comunità scolastica” è un appello affinché la scuola torni ad essere quel presidio di legalità e formazione dove il dialogo prevale sulla violenza, e dove chi lavora per il futuro dei giovani possa farlo senza temere per la propria incolumità fisica.