Lo stipendio di aprile 2025, per il personale docente e ATA, subirà una riduzione dell’importo netto rispetto allo stesso periodo del 2024, nonostante l’introduzione dell’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC).
La situazione ha suscitato ampio malcontento tra i lavoratori del settore scolastico, soprattutto considerando le spese aggiuntive tipiche del periodo pasquale.
Introduzione dell’Indennità di Vacanza Contrattuale nel 2025
A partire da aprile 2025, NoiPA ha implementato l’Indennità di Vacanza Contrattuale.
L’incremento retributivo, previsto dal Decreto Legislativo n. 165/2001, viene corrisposto ai dipendenti pubblici nel periodo tra la scadenza di un contratto collettivo nazionale di lavoro e il suo rinnovo.
Secondo le disposizioni della Legge di Bilancio 2025, gli aumenti mensili dell’IVC sono stati fissati allo 0,6% dal 1° aprile al 30 giugno 2025 e all’1% a partire dal 1° luglio 2025 .
Riduzione del netto in busta paga: cause e implicazioni
Nonostante l’introduzione dell’IVC, molti dipendenti hanno notato una diminuzione del netto percepito ad aprile 2025.
Il fenomeno è attribuibile al mancato adeguamento della piattaforma informatica di NoiPA alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2025.
In particolare, la trasformazione del taglio del cuneo contributivo in un bonus fino a 20.000 euro e in una detrazione aggiuntiva per i redditi tra 20.000 e 40.000 euro ha generato discrepanze negli stipendi .
Il sindacato FLC CGIL ha evidenziato che, a causa di queste modifiche, alcuni lavoratori hanno subito una riduzione del netto in busta paga anche superiore a 100 euro. A tal proposito, pubblichiamo il comunicato stampa inoltrato proprio dalla FLC CGIL.
Comunicato Stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL
“Cuneo fiscale, ad aprile busta paga ridotta per scuola e AFAM. FLC CGIL: Governo restituisca immediatamente quanto sottratto
Roma, 9 aprile – Con il cedolino del mese di aprile un consistente numero di lavoratori della scuola e dell’Afam, pagati tramite Noipa (il sistema informatico e di calcolo del Ministero dell’Economia) si vedrà ridotto il netto in busta paga anche di oltre 100 euro netti, senza alcuna spiegazione da parte dell’ente pagatore.
“Ciò è dovuto– si legge in una nota della FLC CGIL- al mancato adeguamento della piattaforma informatica rispetto alle novità della Legge di Bilancio introdotte da gennaio 2025. Da quella data, infatti, è entrato in vigore il nuovo meccanismo di riduzione del cuneo fiscale che ha sostituito il precedente, di riduzione del cuneo contributivo”.
“Questa modifica voluta dal Governo, non assicura per tutti lo stesso vantaggio in busta paga garantito dal precedente sistema e in alcuni casi potrebbe essere peggiorativa, poiché basata sui nuovi scaglioni fiscali, introdotti dal governo Meloni, che riducono la progressività della tassazione a vantaggio dei redditi più alti. E inoltre – continua la nota- il mancato adeguamento di NOIPA sta comportando uno stipendio più basso”.”Ancora una volta il Governo colpisce le retribuzioni più basse e più vulnerabili con interventi che vanno ad aggravare una situazione già segnata da comportamenti pesantemente penalizzanti in termini di tutela del potere d’acquisto. Basti pensare ai contratti pubblici non ancora rinnovati dove si vuole imporre un aumento di un terzo rispetto all’inflazione certificata (inflazione a 17% e aumenti del 6%) o al ritardo con cui vengono pagati i supplenti temporanei. Si metta subito riparo al grave danno procurato ai lavoratori con la restituzione immediata di quanto sottratto”. Conclude la nota”.



