Stipendi Docenti in Europa: L’Italia Resta Indietro

Giuseppe Montone

3 Ottobre 2025

Immagine divisa in 5 parti, con altrettanti docenti con stipendio e busta paga in mano: felici (con freccia verde verso il basso) Germania, Francia e Spagna; tristi (con freccia rossa verso il basso) Italia e Romania.

Stipendi Docenti in Europa: L’Italia Resta Indietro

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Il dibattito sugli stipendi docenti in Europa si riaccende con la pubblicazione del rapporto Eurydice per l’anno scolastico 2023/2024. L’analisi comparativa mette in luce un quadro complesso, dove il trattamento economico degli insegnanti varia in modo significativo tra i 37 Paesi monitorati. Emerge una chiara disparità che posiziona l’Italia tra le nazioni con le retribuzioni iniziali più basse nel settore pubblico e solleva interrogativi sul riconoscimento della professione.

Il Rapporto Eurydice: Una Panoramica sugli Stipendi Docenti in Europa

Il nuovo aggiornamento del portale Teachers’ and school heads’ salaries and allowances in Europe, curato dalla rete Eurydice in collaborazione con l’OCSE/NESLI, offre un quadro dettagliato e comparativo delle retribuzioni nel settore scolastico pubblico. 

La piattaforma fornisce un insieme di dati navigabili, che permettono di analizzare non solo lo stipendio base, ma anche le eventuali indennità e i compensi aggiuntivi previsti in 37 sistemi educativi europei. 

Gli utenti possono filtrare le informazioni per livello di istruzione, anzianità di servizio e altre variabili, così da ottenere confronti mirati. 

Una funzionalità di grande utilità consente di seguire l’evoluzione dei salari nel tempo, in modo da offrire una prospettiva storica sulle politiche retributive adottate dai singoli Stati. 

I dati, riferiti all’anno scolastico 2023/2024, rappresentano uno strumento essenziale per comprendere le dinamiche economiche che regolano la professione docente in Europa.

Stipendi Docenti in Europa: la pagina del rapporto Eurydice

Le Retribuzioni a Inizio Carriera nella Scuola Secondaria Inferiore

Un’analisi specifica riguarda gli stipendi docenti in Europa della scuola Secondaria inferiore (ISCED 24) a inizio carriera. Per garantire un confronto omogeneo e realistico tra Paesi con costi della vita differenti, i dati sono espressi in Parità di Potere d’Acquisto (PPA)

Tale indicatore permette di neutralizzare le differenze nei livelli dei prezzi e di offrire una visione più accurata del reale valore delle retribuzioni. 

Dalla classifica emerge un divario notevole. Paesi come il Lussemburgo e la Germania si collocano ai vertici, con stipendi iniziali che sfiorano i 60.000 euro annui lordi. Seguono altre nazioni dell’Europa centro-settentrionale, che assicurano ai propri insegnanti un trattamento economico di partenza decisamente competitivo. 

La situazione italiana, come vedremo, si discosta in modo significativo da questi standard, posizionandosi nella fascia bassa della classifica, insieme a diversi Paesi dell’Europa orientale.

PAESESTIPENDIO ANNUO LORDO (PPA)
Lussemburgo59.585 €
Germania59.000 €
Svizzera51.000 €
Danimarca43.000 €
Austria41.000 €
Paesi Bassi39.000 €
Norvegia38.000 €
Francia38.000 €
Belgio34.000 €
Spagna33.000 €
Svezia 33.000 €
Italia27.079 €
Croazia27.000 €
Cipro27.000 €
Romania26.000 €
Ungheria24.000 €
Slovacchia23.000 €
Bulgaria20.000 €
Albania11.200 €

Tabella 1: Stipendi annui lordi a inizio carriera per docenti della scuola secondaria inferiore (a.s. 2023/2024). Dati Eurydice espressi in Parità di Potere d’Acquisto (PPA).

Il Posizionamento dell’Italia nel Contesto Europeo

I dati confermano una posizione di netto svantaggio per l’Italia. Lo stipendio annuo iniziale di un docente di scuola secondaria inferiore, pari a 27.079 euro (PPA), è più che dimezzato rispetto a quello di un collega in Lussemburgo o in Germania. 

Il divario risulta evidente anche se confrontato con Paesi dall’economia simile, come la Francia (38.000 euro) o la Spagna (33.000 euro). 

La retribuzione italiana si allinea maggiormente a quella di nazioni come la Croazia e Cipro, superando di poco la Romania e l’Ungheria. Siffatta collocazione solleva interrogativi profondi sul valore attribuito alla professione docente nel nostro Paese e sulla sua capacità di attrarre e trattenere talenti. 

La questione degli stipendi docenti in Europa non è soltanto economica, ma riflette una scelta di politica educativa che incide direttamente sulla qualità del sistema formativo e sulle prospettive future delle nuove generazioni.

Oltre lo Stipendio Base: Indennità e Prospettive di Carriera

Il trattamento economico di un insegnante non si esaurisce nello stipendio di partenza. Un elemento determinante per valutare l’attrattività della professione è rappresentato dalle prospettive di progressione salariale e dalle indennità aggiuntive

Il rapporto Eurydice consente di esplorare anche questi aspetti, mettendo in luce come in molti Paesi europei siano previsti compensi specifici per l’assunzione di responsabilità gestionali, il coordinamento di progetti o il possesso di titoli di studio avanzati. 

In Italia, sebbene esistano forme di retribuzione accessoria, la progressione di carriera legata all’anzianità di servizio rimane lenta e contenuta rispetto ad altre realtà. 

L’assenza di un sistema di valorizzazione del merito strutturato e adeguatamente finanziato contribuisce a mantenere gli stipendi docenti complessivamente bassi lungo tutto l’arco della vita professionale, con un impatto negativo sulla motivazione e sul riconoscimento sociale della figura dell’insegnante.