Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027: la scuola al centro della comunità educante

Rosalia Cimino

3 Ottobre 2025

Piano Nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza 2025-2027: studenti felici

Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027: la scuola al centro della comunità educante

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Il Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027 è il documento strategico che guiderà le politiche giovanili in Italia nei prossimi due anni. 

Giunto alla sua sesta edizione, il Piano nazionale di azione e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva viene elaborato dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, organismo afferente al Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il Piano offre un approccio trasversale e innovativo, volto a promuovere la collaborazione tra amministrazioni, enti, Terzo settore e realtà territoriali, impegnati sul fronte dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. 

Tre macro-aree e 16 azioni all’interno del Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027

Il Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027 si articola in tre macro-aree tematiche ritenute fondamentali per l’attuazione efficace delle politiche giovanili:

  • Genitorialità.
  • Educazione.
  • Salute.

All’interno di queste macro-aree sono previste 16 azioni specifiche, che spaziano dalla formazione genitoriale alla promozione della cultura del benessere, passando per interventi psicologici, prevenzione delle dipendenze, educazione alla parità di genere.

Un punto centrale è che il Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027 non aggiunge “risorse straordinarie” rispetto alla normativa vigente, ma punta a riorganizzare, coordinare e integrare le risorse già presenti nel sistema pubblico.

Ruolo della scuola: nodo della “comunità educante”

La scuola è ribadita come un attore chiave: non per sostituirsi alla famiglia, ma per integrarsi con essa. 

Il Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027 promuove la scuola come spazio in grado di tessere connessioni tra soggetti del territorio — enti locali, servizi sociali, terzo settore — in un’ottica di rete educativa integrata (o “comunità educante”). Tra le leve previste dal Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027:

  • istituzione stabile della figura dello psicologo scolastico, con un fondo nazionale dedicato (10 milioni nel 2025, 18,5 milioni annui dal 2026 in poi)
  • percorsi di prevenzione sul tema delle dipendenze
  • educazione alla parità di genere, mediazione dei conflitti e valorizzazione delle differenze
  • monitoraggio del disagio giovanile, con attenzione particolare al fenomeno dell’hikikomori (ritiro sociale)

In questo modo la scuola diventa non solo luogo di apprendimento, ma presidio di prevenzione e promozione del benessere psicologico.

La Conferenza nazionale a Roma: “Custodire il presente, costruire il futuro”

Il 2 e 3 ottobre 2025 a Roma, presso le Corsie Sistine del complesso dell’Arcispedale di Santo Spirito in Sassia, c’è la Conferenza nazionale sull’infanzia e l’adolescenza dal titolo “Custodire il presente, costruire il futuro”.

Scopo e contesto

L’evento, promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, rappresenta un momento di confronto tra istituzioni, esperti, associazioni e società civile per discutere e validare le linee strategiche del VI Piano nazionale.

Alla cerimonia di apertura ha partecipato la Ministra Eugenia Roccella, insieme ai saluti istituzionali (anche del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio).

Il premier Giorgia Meloni ha inviato un videomessaggio in cui ha annunciato l’intenzione di istituire un gruppo di lavoro a Palazzo Chigi dedicato ai temi dell’infanzia e dell’adolescenza.

I temi al centro del dibattito

Tra i temi discussi all’interno del Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027 spiccano:

  • La necessità di dare attuazione concreta alle risorse previste per psicologia scolastica e servizi territoriali.
  • Il rafforzamento del coordinamento tra istituzioni centrali e locali.
  • L’ascolto diretto delle voci dei bambini e degli adolescenti, affinché le politiche siano costruite «dal basso».
  • Le sfide poste dalla contemporaneità: nuove povertà educative, disagi psicologici giovanili, dipendenze, discriminazioni, esclusione sociale.

Punti critici e sfide da monitorare del Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027

Pur ambizioso, il Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027 presenta alcuni nodi irrisolti:

  • Risorse limitate: come già segnalato, il Piano riparte da risorse esistenti senza prefigurare stanziamenti straordinari, il che potrebbe rallentarne l’attuazione concreta.
  • Copertura territoriale disomogenea: nelle diverse regioni e realtà locali potrebbero manifestarsi forti differenze nella capacità di attuazione delle misure.
  • Coordinamento e governance: il successo dipenderà dalla capacità di coordinare amministrazioni centrali, enti locali, scuole e istituzioni del terzo settore, senza duplicazioni o conflitti di competenza.
  • Valutazione e monitoraggio: sarà fondamentale predisporre indicatori chiari e sistemi di rendicontazione efficaci per verificare impatti e criticità nel corso del triennio.
  • Partecipazione autentica dei giovani: affinché le politiche abbiano efficacia, è necessario garantire che bambini e adolescenti non siano passivi, ma protagonisti nella definizione delle azioni che li riguardano.

In conclusione, il Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza 2025-2027 rappresenta un’opportunità ambiziosa e necessaria per ripensare il patto educativo tra scuola, famiglia e comunità. 

La Conferenza nazionale a Roma è un palcoscenico istituzionale di grande rilievo, ma poi spetterà alle istituzioni territoriali, scuole e enti sociali tradurre le parole in azioni concrete sul campo.