Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio ha respinto il ricorso presentato da FLC CGIL e Gilda-UNAMS contro il Decreto Ministeriale n. 32 del 2025, che consente la conferma dei docenti di sostegno a tempo determinato su richiesta delle famiglie per l’anno scolastico 2025/2026.
La decisione rappresenta un passo significativo verso la tutela della continuità educativa per gli studenti con disabilità.
Il decreto ministeriale e le motivazioni del TAR
Il Decreto Ministeriale n. 32/2025, attuativo del DL 71/2024, prevede che i dirigenti scolastici raccolgano entro il 31 maggio le richieste di continuità didattica presentate dalle famiglie e comunichino l’esito entro il 15 giugno.
La misura, che coinvolge anche il parere dell’alunno, ha acceso il dibattito tra chi la considera una tutela per gli studenti e chi teme derive clientelari e violazioni dei principi di imparzialità e trasparenza.
Il TAR ha respinto l’istanza cautelare, evidenziando plurimi profili di inammissibilità del ricorso.
In particolare, il Tribunale ha rilevato che le organizzazioni sindacali non sono legittimate ad agire in giudizio quando la questione non riguarda un interesse omogeneo dell’intera categoria, ma può dividere i docenti in posizioni contrastanti.
L’ordinanza conferma la validità delle misure adottate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per la continuità dei docenti di sostegno, sottolineando la mancanza di presupposti giuridici per la sospensione del decreto.
Le reazioni delle associazioni e le parole di FISH
La decisione del TAR è stata accolta con favore da diverse associazioni che operano nel campo dell’inclusione scolastica.
In particolare, la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) ha espresso grande soddisfazione per l’ordinanza, sottolineando l’importanza della continuità educativa per garantire il diritto all’istruzione degli studenti con disabilità.
FISH, infatti, si è costituita in giudizio a fianco del Ministero dell’Istruzione e dell’Autorità Garante per i Diritti delle Persone con Disabilità, sostenendo con fermezza la legittimità e l’urgenza delle misure previste dal decreto.
Il Comunicato stampa di FISH
“Roma, 26 maggio – FISH accoglie con grande soddisfazione l’ordinanza del TAR Lazio che ha respinto l’istanza cautelare promossa da FLC CGIL e Gilda-UNAMS contro il decreto ministeriale 32/2025, volto a garantire la continuità dei docenti a tempo determinato sui posti di sostegno per l’anno scolastico 2025/2026.
Costituitasi in giudizio a fianco del ministero dell’Istruzione e del Merito e dell’Autorità Garante per i Diritti delle Persone con Disabilità, FISH ha sostenuto con fermezza la legittimità e l’urgenza delle misure previste dal decreto.
Con questa decisione, il TAR riconosce non solo la fondatezza giuridica della norma, ma soprattutto l’importanza cruciale della continuità educativa per garantire il diritto all’istruzione degli studenti con disabilità.
La decisione del TAR segna un passaggio decisivo nel cammino verso una scuola realmente inclusiva. Sancisce che la continuità non è un’opzione organizzativa, ma una condizione indispensabile per percorsi di apprendimento coerenti e relazioni educative significative.
È il superamento di una visione frammentaria dell’inclusione, in favore di un approccio fondato sulla progettualità, sulla competenza e sulla stabilità. Non si tratta di creare corsie preferenziali per alcune categorie di docenti, ma di garantire il pieno esercizio di un diritto per migliaia di studenti con disabilità.
Una scuola che cambia continuamente figure di riferimento indebolisce il percorso educativo, disperde competenze e relazioni, mina l’efficacia dell’inclusione.
Questa vittoria giuridica rappresenta un passo avanti concreto. Ma molto resta da fare. Ora è necessario vigilare sull’applicazione omogenea della norma, rafforzare la formazione dei docenti, investire risorse adeguate affinché l’inclusione scolastica non resti un principio astratto ma si traduca in prassi quotidiane.
“Questa sentenza afferma con chiarezza che la continuità educativa non è un optional o una semplice comodità organizzativa, bensì una condizione essenziale per garantire il diritto all’istruzione.
Troppo spesso abbiamo assistito allo svilimento di percorsi educativi faticosamente costruiti, vanificati dal continuo avvicendarsi di figure di riferimento. Ora viene sancito un principio inequivocabile: la stabilità della relazione educativa costituisce parte integrante e imprescindibile del processo di apprendimento per gli studenti con disabilità”. A dirlo il presidente FISH e consigliere CNEL, Vincenzo Falabella”.






