Durante la VI edizione della Borsa Mediterranea Formazione e Lavoro, tenutasi a Giffoni tra il 3 e il 5 dicembre, è emersa con forza la necessità di una concreta valorizzazione del personale scolastico. Il Segretario Nazionale UGL Scuola, Ornella Cuzzupi, ha infatti sottolineato l’urgenza di riconoscere il ruolo fondamentale di chi opera quotidianamente per garantire l’inclusione nelle aule italiane, ponendo l’accento su come tale riconoscimento rappresenti un esempio educativo per le nuove generazioni. L’intervento del Segretario, che ricopre anche il ruolo di Componente del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, si colloca significativamente in concomitanza con la Giornata internazionale delle persone con disabilità.
La Valorizzazione del Personale Scolastico come Pilastro dell’Inclusione
L’evento di Giffoni ha offerto l’opportunità di riflettere su tematiche essenziali per il futuro del sistema educativo nazionale.
Al centro del dibattito, la relazione tenuta da Ornella Cuzzupi ha evidenziato come le politiche dell’inclusione non possano prescindere da un adeguato riconoscimento delle professionalità che operano nella scuola.
Un argomento che assume una rilevanza strategica in un momento storico in cui la scuola è chiamata a rispondere a sfide sociali sempre più complesse.
La valorizzazione personale scolastico non è da intendersi meramente come un atto amministrativo o sindacale, bensì come un segnale culturale potente da trasmettere alla società civile e agli studenti.
Riconoscere il merito e l’impegno di chi lavora per integrare le fragilità significa, di fatto, costruire le basi per una democrazia sostanziale.
Il Segretario Nazionale ha ribadito che l’educazione e il rispetto per la vita devono costituire le fondamenta di ogni prospettiva di crescita.
In tale ottica, il personale della scuola diventa determinante nella formazione dei giovani sui valori dell’accoglienza.
La scuola agisce come una “cartina tornasole” della salute sociale del Paese: quando al suo interno si verificano episodi di intolleranza o discriminazione, è l’intero sistema a perderne in credibilità.
Diventa, quindi, prioritario strutturare interventi che non lascino il personale solo nella gestione di dinamiche delicate, ma che ne esaltino la funzione di guida e di presidio di civiltà.
Il Contesto Normativo e le Risorse per l’Inclusione
Per comprendere appieno la portata della richiesta di valorizzazione avanzata dall’UGL Scuola, è utile osservare il quadro normativo e finanziario attuale.
La Manovra 2025 ha introdotto alcune novità per il mondo della scuola, tra cui un fondo per la promozione dell’inclusione sociale.
Nello specifico, la Commissione Bilancio ha approvato un intervento che stanzia 1,5 milioni di euro per il 2025 destinati a enti e associazioni che favoriscono l’integrazione e tutelano i diritti delle persone con disabilità.
L’obiettivo dichiarato è consolidare la rete di servizi per chi affronta condizioni di fragilità.
Parallelamente, si registrano incrementi nei fondi per le scuole paritarie che accolgono studenti con disabilità, con una dotazione aumentata di 50 milioni di euro per il 2025.
Tuttavia, la valorizzazione delle risorse umane passa anche attraverso la garanzia di un supporto psicologico adeguato all’interno degli istituti, per il quale è previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro per il prossimo anno.
Gli investimenti strutturali sono necessari, ma la proposta sindacale suggerisce che senza un investimento parallelo sul capitale umano, ovvero su docenti e personale ATA, le sole risorse economiche potrebbero non bastare a garantire una vera inclusione.

Formazione e Competenze: Una Sfida Aperta
La valorizzazione del personale scolastico passa inevitabilmente anche attraverso la qualità della formazione e il reclutamento.
Il ruolo del docente di sostegno, ad esempio, richiede competenze sempre più specifiche per rispondere alle esigenze degli alunni con disabilità. Attualmente, il dibattito è acceso riguardo ai percorsi di specializzazione.
Da un lato vi sono i tradizionali percorsi TFA, che richiedono una preparazione rigorosa su competenze socio-psico-pedagogiche, empatia e intelligenza emotiva. Dall’altro, si discute sui nuovi percorsi gestiti da Indire, che prevedono un carico formativo ridotto a 30 CFU.
Le preoccupazioni espresse da diverse parti politiche e sindacali riguardano il rischio che percorsi troppo semplificati possano creare disparità tra i docenti e non garantire una risposta adeguata agli studenti.
Valorizzare il personale significa, dunque, anche proteggere la qualità della loro preparazione professionale, evitando che la necessità di coprire i posti vacanti vada a scapito della competenza. Un docente ben formato e valorizzato è la prima risorsa per un’inclusione scolastica efficace e non solo formale.
Un Modello Virtuoso per le Nuove Generazioni
L’aspetto forse più innovativo della riflessione portata a Giffoni riguarda l’impatto pedagogico della valorizzazione professionale.
Secondo Cuzzupi, mostrare ai giovani che l’impegno verso l’inclusione viene riconosciuto e premiato dallo Stato è un modo per insegnare che un modello sociale virtuoso è possibile e “ripagante”.
La coerenza nei comportamenti delle istituzioni è essenziale: se la scuola predica inclusione ma non valorizza chi la pratica, si rischia di generare cinismo e disillusione nelle future generazioni.
Il messaggio finale è un monito per il futuro: senza coerenza, si rischia di vivere in una società pronta a rinnegare i valori democratici.
Auspicare che ciò non accada non basta; serve agire concretamente affinché il lavoro di docenti, dirigenti e personale ATA sia posto al centro dell’agenda politica, non solo come voce di spesa, ma come investimento sulla tenuta etica e sociale del Paese.



