Violazione Carta Sociale europea: l’Italia condannata per il precariato sul sostegno

La Scuola Oggi

22 Dicembre 2025

Violazione Carta Sociale europea. Immagine divisa in due: foglio con sentenza e martello giudice; disabile docente di sostegno ad una manifestazione contro il precariato.

Violazione Carta Sociale europea: l’Italia condannata per il precariato sul sostegno

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Il Comitato europeo dei diritti sociali (CESD) ha sancito ufficialmente che la gestione del precariato scolastico in Italia costituisce una violazione della Carta Sociale europea. La decisione, arrivata in accoglimento del reclamo presentato dal sindacato Anief, certifica come l’abuso di contratti a termine per gli insegnanti di sostegno leda gravemente il diritto all’istruzione inclusiva degli alunni con disabilità e impone ora un cambio di rotta legislativo immediato.

La Violazione della Carta Sociale europea e la pronuncia del Comitato

L’accoglimento del reclamo n. 195/2021 da parte dell’organismo di Strasburgo – annunciato da Anief con un comunicato stampa pubblicato sul proprio sito – segna un punto di svolta giuridico e politico per la scuola italiana. 

I giudici europei hanno stabilito all’unanimità che il sistema di reclutamento attuale determina una palese violazione della Carta Sociale europea, specificamente in relazione all’articolo 1§2 e all’articolo 15§1. 

Il verdetto evidenzia come l’impiego reiterato di personale precario e la mancanza di una specializzazione adeguata per un docente su tre non garantiscano le condizioni necessarie per un’effettiva integrazione scolastica.

L’instabilità lavorativa del personale di sostegno, costretto a cambiare istituto o classe ogni anno, compromette la continuità didattica, pilastro fondamentale per il successo formativo degli studenti più fragili. 

La condanna europea mette in luce come la copertura di posti vacanti attraverso supplenze su posti in deroga non sia una soluzione emergenziale accettabile, bensì una pratica strutturale che contrasta con gli obblighi internazionali assunti dall’Italia in materia di diritti sociali e tutela della disabilità.

Violazione Carta Sociale europea: infografica riassuntiva

I numeri dell’emergenza e l’impatto sui posti in deroga

L’analisi dei dati forniti dal Centro Studi Anief conferma la gravità della situazione che ha portato alla violazione della Carta Sociale europea. 

A fronte di un aumento costante degli alunni con disabilità certificata, che sono passati da circa 316mila nel 2021 a quasi 360mila nell’anno scolastico 2023/2024, il Ministero ha risposto incrementando il numero di contratti a tempo determinato con scadenza al 30 giugno. 

Le cattedre in questione, definite “in deroga”, rappresentano posti di fatto vacanti che dovrebbero, invece, confluire nell’organico di diritto per permettere assunzioni stabili.

La seguente tabella illustra nel dettaglio l’evoluzione del fenomeno negli ultimi tre anni scolastici:

Anno ScolasticoSupplenze Annuali TotaliSupplenze al 31/08 (Ruolo)Supplenze al 30/06 (Deroga)Alunni con Disabilità
2021/22122.26426.50995.755~ 316.000
2022/23129.29726.263103.034~ 338.000
2023/24136.38025.039111.341~ 359.000

I dati evidenziano una tendenza preoccupante: mentre le supplenze su posti vacanti e disponibili (al 31 agosto) diminuiscono, quelle su posti in deroga (al 30 giugno) esplodono, superando quota 111mila. 

Si tratta, nello specifico, di una dinamica che conferma la natura strutturale del precariato e che priva gli studenti di figure di riferimento stabili e alimenta la violazione della Carta Sociale europea sanzionata dal Comitato.

Dalla Violazione della Carta Sociale europea alla stabilizzazione: le richieste al Parlamento

La pronuncia europea impone ora al Governo e al Parlamento italiani di adottare misure concrete per sanare l’illegalità riscontrata. 

Il Presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, ha ribadito la necessità di trasformare i posti in deroga in organico di diritto, in modo da permettere l’immissione in ruolo dei docenti precari che da anni garantiscono il servizio. 

La semplice conferma dei supplenti da parte delle famiglie, misura introdotta di recente, non appare sufficiente a risolvere il problema alla radice, in quanto non garantisce la stabilità contrattuale necessaria per una didattica di qualità.

Per affrontare la carenza di personale specializzato, il Ministero ha previsto l’avvio di nuovi percorsi formativi gestiti da Indire, che dovrebbero partire nella primavera del 2026 e specializzare decine di migliaia di docenti. 

Tuttavia, tali corsi, che prevedono un carico didattico di 30 CFU, devono essere accompagnati da un piano straordinario di assunzioni

L’obiettivo temporale per un adeguamento completo alla normativa europea potrebbe essere il 2028: entro tale data, l’Italia dovrà dimostrare di aver superato la violazione della Carta Sociale europea, garantendo a tutti gli insegnanti di sostegno diritti pieni e agli alunni la continuità educativa che meritano.