Il 16 giugno scorso, una superficie di circa 20 metri quadrati del solaio di un’aula in una scuola di Napoli è improvvisamente crollata. Fortunatamente, non erano presenti alunni all’interno della classe, ma l’episodio rilancia in tutta Italia l’allarme sulle condizioni strutturali e la scarsa manutenzione degli edifici scolastici.
Un’emergenza nazionale
L’evento napoletano si inserisce in un quadro tutt’altro che isolato. Dallo scorso settembre si contano ben 69 crolli in scuole – il maggior numero registrato negli ultimi sette anni – distribuiti in maniera pressoché uniforme tra Nord, Centro, Sud e Isole.
Spesso, gli episodi sono preceduti da avvisaglie evidenti, come crepe, infiltrazioni o intonaco scrostato.
Attualmente, oltre la metà degli istituti manca del certificato di agibilità e prevenzione incendi, e il 41% non ha superato il collaudo statico.
Nonostante la crescente consapevolezza, solo il 3% delle strutture ha subito interventi sismici e l’11% risponde alle normative anti-terremoto.
Il punto di vista degli insegnanti
Un sondaggio svolto da Cittadinanzattiva tra circa 360 insegnanti mette in luce una situazione drammatica: in tre casi su cinque sono presenti segni di degrado come umidità, infiltrazioni e distacco di materiali.
Solo metà delle segnalazioni ricevono un intervento, e le esercitazioni di emergenza, pur diffuse (soprattutto antincendio e sismiche), non sono ancora una consuetudine in tutte le scuole.
Il rischio, tra intonaci cadenti e controsoffitti instabili, diventa un problema quotidiano, non più un evento eccezionale.
Cosa si può fare per prevenire crolli e garantire la sicurezza
Per invertire la rotta, è urgente un piano integrato di intervento. Innanzitutto vanno potenziati i controlli strutturali e garantiti i collaudi statici: ogni istituto deve essere messo nelle condizioni di rispondere ai requisiti minimi di sicurezza.
In secondo luogo, serve accelerare gli interventi sismici e antisismici, sfruttando risorse come i 61 milioni stanziati dal Ministero dell’Istruzione per adeguamenti strutturali.
Le manutenzioni ordinaria e straordinaria devono diventare routine, non straordinarie emergenze.
Infine, è necessario coinvolgere attivamente docenti e personale nella segnalazione delle criticità, facendo in modo che ogni allarme porti a un intervento tempestivo e visibile.
La sicurezza scolastica è un investimento sul futuro: garantire edifici salubri e stabili non è un costo, ma un dovere verso studenti, docenti e famiglie.





