Carta Docente ai Precari: La Corte Costituzionale Supera i Vincoli di Bilancio

Giuseppe Montone

23 Luglio 2025

Docenti precari con uno striscione (Carta del docente per i precari) esultano per la Carta Docenti

Carta Docente ai Precari: La Corte Costituzionale Supera i Vincoli di Bilancio

Banner Articoli Aggiornamento ATA 2027

La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza fondamentale sulla Carta Docente ai precari, il bonus annuale da 500 euro destinato alla formazione. La sentenza n. 121/2025 stabilisce che il diritto alla Carta Docente spetta anche ai docenti precari, indipendentemente dalle obiezioni relative alla copertura finanziaria. Una decisione che conferma le precedenti pronunce della giustizia europea e nazionale, e che apre nuove prospettive per migliaia di insegnanti con contratto a tempo determinato.

L’Intervento della Corte Costituzionale sulla Carta Docente

La questione Carta Docente ai precari è giunta all’attenzione della Corte Costituzionale a seguito di un’ordinanza del Tribunale di Torino, che ha sollevato dubbi sulla compatibilità di alcune norme della legge 107/2015, la cosiddetta “Buona Scuola”, con i principi costituzionali. 

Il punto essenziale del dibattito riguardava l’esclusione dei docenti con contratto a tempo determinato dal beneficio della Carta Docente, uno strumento pensato per l’acquisto di libri, software, corsi di aggiornamento e biglietti per eventi culturali. 

Negli ultimi anni, un numero crescente di supplenti ha rivendicato tale diritto, sulla base di un principio di parità di trattamento

L’azione legale, sostenuta con determinazione dall’ANIEF tramite gli avvocati Walter Miceli e Nicola Zampieri, ha messo in luce una discriminazione ritenuta inaccettabile, poiché i docenti precari svolgono le medesime mansioni di quelli di ruolo.

Carta Docente ai precari: logo della Carta del docente

Il Contesto Giuridico: Dalla Corte di Giustizia UE alla Cassazione

Il percorso che ha portato alla decisione della Consulta in merito alla Carta Docente ai precari è stato lungo e articolato. 

Un passaggio determinante è stata la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del maggio 2022, che ha sancito l’illegittimità dell’esclusione dei supplenti dal bonus. 

Successivamente, la Corte di Cassazione, nel 2023, ha rafforzato tale principio, specificando che la Carta spetta a tutti i docenti con incarichi annuali o fino al termine delle attività didattiche. 

Nonostante i precedenti, il Tribunale di Torino ha sollevato un nuovo problema: la copertura finanziaria

I fondi stanziati (circa 381 milioni di euro annui) erano stati calcolati solo sul personale di ruolo. 

L’estensione del beneficio ai precari, secondo il tribunale, avrebbe potuto violare l’articolo 81 della Costituzione, che impone la necessaria copertura per ogni spesa pubblica.

La Decisione della Corte: un Diritto che Prevale sul Bilancio

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 121/2025, ha dichiarato non fondate le questioni sollevate dal Tribunale di Torino, chiudendo di fatto la discussione concernente la Carta Docente ai precari. 

Il pronunciamento chiarisce alcuni punti basilari:

  • il diritto dei supplenti a ricevere la Carta Docente è pienamente confermato, in linea con le sentenze europee e nazionali;
  • la norma non diventa incostituzionale anche se i fondi stanziati in origine risultano insufficienti a coprire la platea allargata di beneficiari;
  • l’individuazione delle risorse finanziarie necessarie per sanare la situazione è un compito che spetta al Parlamento e al Governo, non alla magistratura.

Carta Docente ai precari: supplenti festeggiano dopo la sentenza della Corte Costituzionale

La Corte ha, inoltre, ricordato che l’ordinamento giuridico prevede già strumenti per far fronte a simili esigenze di spesa, come l’approvazione di nuove disposizioni legislative o interventi specifici del Ministero dell’Economia. 

La risposta del Governo in aula aveva già anticipato una linea simile, evidenziando che nel 2025 la copertura è stata incrementata per includere i nuovi aventi diritto.

Le Implicazioni Pratiche per i Docenti Precari

La decisione della Consulta ha conseguenze operative immediate e significative

Tutti i docenti che hanno svolto incarichi di supplenza annuale o fino al termine delle attività didattiche hanno diritto a ricevere il bonus da 500 euro, anche per gli anni pregressi in cui non ne hanno usufruito. 

Coloro che non hanno ricevuto la Carta possono, di conseguenza, rivolgersi al giudice del lavoro per ottenerne il riconoscimento e l’accredito delle somme spettanti. 

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito non potrà più opporre la mancanza di fondi come motivazione per negare il beneficio

Da parte sua, intanto, ANIEF ha già annunciato l’intenzione di proseguire con le azioni legali per garantire che tutti i supplenti, inclusi quelli con incarichi brevi e saltuari, ottengano quanto dovuto, sostenendo che i 60 milioni aggiuntivi stanziati per il 2025 rappresentano solo un primo passo.