Precariato Docenti: La Storia di Thomas, Insegnante tra Concorsi e Incertezze

Giuseppe Montone

5 Agosto 2025

docente con il volto pixellato davanti ad un edifico scolastico sfocato e la scritta "Precariato docenti: la storia di Thomas, tra concorsi e incertezze"

Precariato Docenti: La Storia di Thomas, Insegnante tra Concorsi e Incertezze

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L’instabilità generata dal precariato docenti rappresenta una delle sfide più sentite nel sistema scolastico italiano. Il fenomeno non colpisce solo le aspirazioni professionali, ma incide profondamente anche sulla vita personale di migliaia di insegnanti che, pur possedendo titoli e competenze, si trovano intrappolati, nel migliore dei casi, in un interminabile ciclo di supplenze annuali. La storia di Thomas (nome di fantasia a tutela della sua privacy) è emblematica di questa condizione logorante.

Il Precariato Docenti e il Paradosso della Formazione Continua

Thomas, 35 anni, è l’esempio perfetto di un aspirante docente che ha investito tutto nella sua formazione. Con una laurea in Lettere, un master di secondo livello e diverse certificazioni, tra cui il CLIL, ha superato due concorsi ordinari

Nonostante un curriculum impeccabile, la sua carriera è un susseguirsi di incarichi a tempo determinato, che lo costringono a spostarsi ogni anno tra istituti diversi. 

La sua esperienza mette in luce un paradosso del sistema: la richiesta di una formazione continua e di un aggiornamento costante non si traduce in una garanzia di stabilità. 

“È frustrante – confida Thomas – sembra di partecipare a una corsa senza traguardo. Ogni anno devo dimostrare il mio valore, accumulare punteggio e sperare, ma la cattedra di ruolo resta un miraggio. Tale situazione non penalizza solo me, ma anche la continuità didattica degli studenti, che vedono cambiare insegnante a ogni inizio d’anno”. 

Un elemento determinante del suo percorso è proprio la frammentazione, che impedisce la costruzione di un legame solido con la comunità scolastica.


Mentre l’immissione in ruolo continua a rimanere un miraggio e l’unica certezza è proprio l’instabilità generata dal precariato docenti.

Precariato docenti: insegnante precaria arriva nel cortile di una scuola pieno di alunni e docenti, con l'auto carica di valigie.

L’Impatto della Precarietà sulla Vita Professionale e Personale

Il ciclo di instabilità legato al precariato docenti ha riflessi inevitabili tanto sulla dimensione lavorativa quanto su quella privata. 

Professionalmente, la mancanza di continuità impedisce a Thomas di sviluppare progetti didattici a lungo termine o di assumere ruoli di responsabilità all’interno degli istituti. 

Ogni settembre si ritrova a essere “il nuovo arrivato“, con la necessità di adattarsi a contesti, colleghi e dinamiche sempre diverse. 

Sul piano personale, le conseguenze sono ancora più pesanti. L’incertezza economica e l’impossibilità di pianificare il futuro rendono difficile qualsiasi progetto. 

Vivere ‘in sospeso‘ è la definizione più adatta – spiega – Ogni scelta, dall’affitto di una casa a un impegno a lungo termine, è condizionata dalla consapevolezza che a giugno tutto potrebbe cambiare. Tale condizione logora psicologicamente e rende complesso costruire una stabilità affettiva e familiare, un aspetto essenziale per chiunque”.

Un Sistema che non Valorizza il Merito: Normative e Supplenze

La vicenda di Thomas si inserisce in un quadro normativo complesso, governato dalle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) e da meccanismi di reclutamento che spesso non premiano il merito e che generano, piuttosto, un sistema in cui l’anzianità di servizio e i titoli non sempre portano alla stabilizzazione. 

Per molti insegnanti, il percorso diventa un labirinto burocratico

“Ho accumulato titoli, superato selezioni, dedicato anni allo studio e al lavoro sul campo – commenta Thomas con amarezza – A volte mi chiedo cosa manchi ancora. Il sistema sembra richiedere un sacrificio continuo senza offrire in cambio la sicurezza di un futuro. Tale prospettiva non solo demotiva i singoli professionisti, ma indebolisce l’intero sistema educativo, che dovrebbe basarsi su certezze e progettualità”.

La Contraddizione del Sistema: tra Concorsi Vinti e Supplenze Assegnate

L’aspetto più sconcertante della condizione di Thomas emerge quando si confronta con i colleghi. 

Aver superato brillantemente i concorsi ordinari, prove selettive che dovrebbero certificare la competenza a insegnare, non è stato sufficiente per garantirgli una cattedra a tempo indeterminato. Ragion per cui deve accontentarsi delle supplenze. 

Il paradosso, tuttavia, si manifesta nel vedere anche altri docenti, che non hanno superato le medesime prove concorsuali, ottenere incarichi di supplenza attraverso le graduatorie. 

Lo Stato, di fatto, li ha giudicati non idonei tramite il concorso, ma li richiama in servizio per coprire le cattedre vacanti. Una simile contraddizione solleva una domanda fondamentale che mette in discussione l’intera architettura del reclutamento: questi docenti sono ritenuti capaci di insegnare oppure no

“Il sistema fornisce risposte opposte a seconda delle circostanze – conclude Thomas – alimenta un profondo senso di sfiducia e mina la credibilità delle stesse procedure di selezione pensate per garantire la qualità dell’insegnamento”.