In molte scuole italiane, parlare di emozioni, corpo e relazioni resta ancora un tabù. La campagna Non vedo l’ora di Save the Children rompe questo silenzio attraverso un gesto simbolico e potente: quaderni rossi con pagine bianche distribuiti negli spazi pubblici, per invitare studenti, insegnanti e cittadini a riflettere sull’importanza di introdurre l’educazione all’affettività e alla sessualità nei percorsi scolastici.
L’obiettivo è creare una cultura del rispetto, prevenire violenza e stereotipi e promuovere relazioni consapevoli.
L’iniziativa simbolica dei quaderni rossi nella campagna Non vedo l’ora
Il cuore della campagna Non vedo l’ora consiste nell’appendere agli alberi o nel posizionare sulle panchine di piazze e spazi pubblici, dei quaderni rossi con il titolo “Non vedo l’ora”.
Le pagine bianche rappresentano ciò che manca nei programmi scolastici: spazi dedicati all’apprendimento delle emozioni, delle relazioni e del rispetto reciproco.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design di Roma, si collega alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e vuole stimolare una riflessione concreta su come la scuola possa diventare un luogo sicuro dove parlare di affettività in maniera graduale e adeguata all’età degli studenti.
I quaderni rossi sono protagonisti non solo a Roma, ma anche in 15 città italiane, tra cui Milano, Torino, Venezia, Napoli e Palermo. In ciascun territorio saranno accompagnati da attività educative e momenti di confronto, pensati per coinvolgere ragazze e ragazzi in prima persona.
Perché l’educazione all’affettività e sessualità è fondamentale
Secondo la ricerca “Le ragazze stanno bene” di Save the Children (2024), più della metà degli adolescenti ha subito comportamenti violenti dal partner, mentre il 30% percepisce la gelosia come segno d’amore.
I dati sottolineano l’urgenza di intervenire precocemente nelle scuole con percorsi educativi che insegnino il rispetto reciproco e il consenso, favoriscano lo sviluppo di relazioni sane e libere da violenza, forniscano informazioni corrette su corpo, sessualità e emozioni e contrastino stereotipi e discriminazioni di genere.
L’educazione all’affettività diventa quindi uno strumento di prevenzione, contribuendo a formare adolescenti più consapevoli, capaci di gestire emozioni, relazioni e conflitti in modo rispettoso.
Strumenti pratici per portare l’educazione in classe
Parallelamente alla campagna Non vedo l’ora, il Movimento Giovani per Save the Children mette a disposizione un toolkit, scaricabile online o tramite QR code presente sui quaderni.
Il toolkit contiene materiali pratici, esercizi e spunti di riflessione per affrontare temi di affettività e sessualità in classe, stimolando dialoghi aperti e attività partecipative.
L’obiettivo è dare agli insegnanti e agli studenti strumenti concreti per discutere di emozioni, relazioni e consenso, trasformando la teoria in esperienze reali, sicure e formative.
In definitiva, la campagna Non vedo l’ora dimostra che anche piccoli gesti simbolici possono diventare leve per grandi cambiamenti. Introdurre l’educazione all’affettività e sessualità nelle scuole non è solo un dovere educativo, ma un passo fondamentale per prevenire la violenza di genere e formare adolescenti consapevoli, rispettosi e preparati ad affrontare le relazioni in maniera sana e sicura.





