Il CCNI su assegnazioni provvisorie e utilizzazioni 2026/27 di personale docente, educativo e ATA lascia spazio ai contratti integrativi regionali per adattare i criteri alle esigenze del territorio. L’art. 3, comma 5 del contratto nazionale 2025/2028 individua i casi in cui le intese regionali possono introdurre regole specifiche: progetti didattici in corso, scambio di cattedra tra coniugi, aree colpite da eventi sismici o alluvionali, sperimentazione del metodo Montessori.
Cosa prevede l’art. 3, comma 5 del CCNI 2025/28
La norma nazionale elenca le situazioni per cui i contratti regionali possono discostarsi dai criteri generali. Rientrano tra queste le iniziative progettuali già avviate, la cui prosecuzione abbia riconosciuta rilevanza educativa e sociale, e lo scambio di cattedre o posti tra coniugi o parti dell’unione civile, anche tra province diverse.
Un’altra categoria riguarda le situazioni locali legate a eventi calamitosi (vedi sezione dedicata più sotto). Rientra infine tra i casi previsti l’applicazione dell’art. 2 della legge 150/2024, che ha ricondotto a ordinamento la sperimentazione del metodo Montessori nella scuola secondaria di primo grado.
I contratti integrativi regionali firmati finora
Ad oggi, risultano firmati i contratti integrativi di sette regioni, con testo consultabile sui rispettivi siti degli Uffici Scolastici Regionali:
L’elenco è in aggiornamento: altre regioni dovrebbero sottoscrivere il proprio contratto integrativo nelle prossime settimane.
Il caso Veneto: continuità sul sostegno dopo il trasferimento dell’alunno
Il contratto integrativo del Veneto introduce una previsione specifica per i docenti di sostegno con rapporto 1 a 1. Chi segue un alunno per l’intero orario di cattedra può presentare domanda, in caso di trasferimento dello studente in un’altra scuola, per essere utilizzato nella nuova sede frequentata dall’alunno.
La facoltà serve a garantire la continuità didattica e, a differenza delle normali finestre di assegnazione, può essere esercitata durante tutto l’anno scolastico.
Le aree interessate dalle deroghe per eventi sismici e alluvionali
Tra le situazioni locali richiamate dall’art. 3 comma 5 rientrano diverse aree colpite da eventi calamitosi degli ultimi anni: le Regioni Abruzzo, Marche e Umbria e le province di Bologna, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo, oltre a Rieti.
Vi rientrano anche i comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio d’Ischia (sisma 2017 ed eventi franosi 2022), le province di Pesaro, Urbino e Fano coinvolte dall’alluvione del maggio 2023, e l’area Flegrea della Campania, interessata dagli eventi sismici del 2024-2025.
Per un quadro completo del CCNI nazionale su assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, si veda Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2026: cosa prevede il nuovo CCNI 2025-2028. Per le regole generali sulla domanda, la Guida Completa all’assegnazione provvisoria resta il riferimento.





