Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), chiamato a delineare le nuove procedure per gestire le sanzioni disciplinari, ha regolamentato nel dettaglio le attività di cittadinanza attiva e solidale destinate agli studenti allontanati dalle lezioni. Con la Nota n. 6339 del 1° dicembre 2025, l’Amministrazione centrale definisce i requisiti rigorosi che gli enti del Terzo settore devono possedere per accogliere i ragazzi sottoposti a provvedimenti disciplinari di durata compresa tra i 3 e i 15 giorni.
Le Nuove Linee Guida per le Attività di Cittadinanza Attiva e Solidale
L’intervento normativo si inserisce nel quadro di riforma dello Statuto delle studentesse e degli studenti, come modificato dal DPR n. 134 dell’8 agosto 2025.
L’obiettivo primario è quello di trasformare il periodo di allontanamento dalla comunità scolastica in un’occasione di crescita e responsabilizzazione, in modo da superare la logica puramente punitiva della sanzione.
Le attività di cittadinanza attiva e solidale diventano così lo strumento pedagogico privilegiato per favorire il recupero educativo dello studente, attraverso un impegno concreto verso la comunità.
Agli Uffici Scolastici Regionali (USR) spetta ora un compito determinante: dovranno pubblicare con la massima celerità gli avvisi pubblici per la costituzione degli elenchi di enti idonei.
Tali elenchi rappresenteranno il bacino unico da cui le scuole potranno attingere per attivare le collaborazioni.
La procedura mira a garantire che ogni soggetto esterno coinvolto nel processo rieducativo risponda a standard elevati di sicurezza, trasparenza e competenza formativa, tutelando in primis il benessere dei minori coinvolti.
Requisiti Indispensabili per gli Enti del Terzo Settore
L’Allegato 1 alla Nota ministeriale n. 6339 del 1° dicembre 2025stabilisce criteri tassativi per l’ammissibilità degli enti.
Non tutte le associazioni potranno candidarsi: il filtro è stretto e mira a selezionare solo realtà strutturate e affidabili.
Condizione preliminare e imprescindibile è l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), elemento che certifica la regolarità formale dell’ente.
Tuttavia, l’aspetto burocratico non è sufficiente; lo Statuto dell’organizzazione deve prevedere esplicitamente finalità coerenti con le attività di cittadinanza attiva e solidale, escludendo categoricamente ogni fine di lucro.
Particolare attenzione viene riservata alla sicurezza. Le strutture ospitanti devono garantireambienti privi di rischi e pienamente conformi al decreto legislativo 81/2008 sulla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Un ulteriore passaggio fondamentale riguarda la tutela dei minori: gli enti sono tenuti al rigoroso rispetto del decreto legislativo 39/2014 sulla lotta alla pedofilia.
Tale norma impone la verifica del casellario giudiziale per tutto il personale che, a qualsiasi titolo, entrerà in contatto diretto e regolare con gli studenti, al fine di assicurare l’assenza di condanne o sanzioni interdittive.

Criteri di Valutazione e Selezione delle Strutture Ospitanti
La selezione operata dagli Uffici Scolastici Regionali non si baserà esclusivamente sul possesso dei requisiti minimi, ma premierà la qualità e l’esperienza pregressa.
Il Ministero ha indicato parametri specifici per valorizzare le realtà che hanno già dimostrato competenza nel settore educativo.
Nello specifico, verranno valutate positivamente le esperienze di collaborazione con le istituzioni scolastiche, in particolare su progetti di educazione civica, service learning o iniziative di inclusione sociale.
Costituisce, inoltre, titolo preferenziale la partecipazione a programmi nazionali o europei di rilievo, quali il Piano Scuola Estate, i fondi PON/FSE+ o il programma Erasmus+.
Anche la capacità di lavorare in rete rappresenta un valore aggiunto: l’avere in essere protocolli d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito o collaborazioni con università e centri di ricerca sarà considerato un indice di affidabilità pedagogica.
L’intento è chiaro: affidare gli studenti a organizzazioni che non offrano solo un “luogo fisico”, ma un contesto educativo strutturato e capace di incidere positivamente sul percorso di crescita del ragazzo.
Gestione Operativa: Convenzioni e Obbligo di Vigilanza
Una volta definiti gli elenchi regionali, la palla passerà alle singole istituzioni scolastiche.
Nell’ambito della propria autonomia, le scuole dovranno stipulare apposite convenzioni con gli enti selezionati per disciplinare nel dettaglio lo svolgimento delle attività di cittadinanza attiva e solidale.
Il documento contrattuale dovrà definire i tempi, le modalità operative e, soprattutto, il progetto formativo personalizzato per lo studente sanzionato.
Non si tratta di un semplice affidamento, ma di una co-progettazione educativa.
Un aspetto legale di primaria importanza riguarda la responsabilità sugli alunni. La Nota ministeriale chiarisce in modo inequivocabile che, durante lo svolgimento delle attività esterne, l’obbligo di vigilanza ricade interamente sulla struttura ospitante.
L’ente dovrà non solo garantire la sicurezza fisica del minore, ma anche monitorarne la presenza, comunicando tempestivamente alla scuola eventuali assenze o comportamenti non consoni.
È, inoltre, richiesta anche l’individuazione di un referente interno qualificato, che agirà come tutor e punto di contatto costante con l’istituzione scolastica.
Alternative in Caso di Indisponibilità delle Strutture
Il Ministero ha previsto anche lo scenario in cui non sia possibile attivare percorsi esterni.
Potrebbe accadere, infatti, che in un determinato territorio vi sia carenza di enti idonei, oppure che gli elenchi regionali non siano ancora stati completati al momento dell’irrogazione della sanzione.
In tali circostanze, o qualora le strutture disponibili non possiedano i requisiti specifici necessari per accogliere un determinato studente, il percorso di recupero non viene annullato.
Le attività di cittadinanza attiva e solidale dovranno essere svolte all’interno della comunità scolastica stessa.
La scuola, in questi casi, organizzerà attività funzionali alla vita dell’istituto, che possano comunque stimolare la riflessione e la riparazione del danno, mantenendo intatta la finalità educativa della sanzione.
Di seguito, una sintesi dei requisiti fondamentali per gli Enti del Terzo Settore:
- Iscrizione al RUNTS: obbligatoria per attestare la natura dell’ente;
- Finalità Statutarie: coerenti con l’educazione alla cittadinanza e senza scopo di lucro;
- Sicurezza: ambienti conformi al D.Lgs 81/2008;
- Antipedofilia: rispetto del D.Lgs 39/2014 per tutto il personale;
- Referente Interno: presenza di un tutor qualificato per la vigilanza e il supporto;
- Privacy: rispetto della normativa GDPR (D.Lgs 196/2003 e Reg. UE 2016/679).
Si tratta, a ben vedere, di una riorganizzazione normativa che segna un passo determinante verso una scuola che, anche nel momento della sanzione, non rinuncia al suo ruolo educativo, cercando alleanze strategiche con il territorio per formare cittadini consapevoli.






