La Carta del Docente, il bonus annuale per l’aggiornamento professionale degli insegnanti, subirà profondi cambiamenti a partire dall’anno scolastico 2025/2026. Grazie a una storica sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (C‑268/24), viene riconosciuto il diritto al bonus anche per i supplenti con contratti brevi, ponendo fine a un’esclusione considerata discriminatoria.
Il pronunciamento della Corte ha affermato che tutti i docenti, a prescindere dalla durata del contratto, svolgono le stesse mansioni e devono quindi poter accedere agli stessi benefici.
Questo ha spinto il Ministero dell’Istruzione a rivedere l’intera struttura del bonus, con l’approvazione del decreto-legge 45/2025, ora convertito in legge. Ma, l’estensione della Carta del Docente provocherà una riduzione dell’importo? Lo scopriamo.
Estensione della Carta del Docente: chi ne ha diritto
Fino al 2024, il bonus da 500 euro era riservato ai soli docenti di ruolo e ai supplenti annuali con contratto al 31 agosto. Con la nuova normativa e le recenti sentenze, la situazione cambia radicalmente:
- Supplenti fino al 31 agosto 2025: riceveranno il bonus automaticamente grazie alla Legge di Bilancio 2025.
- Supplenti fino al 30 giugno 2025: la sentenza n. 29961/2023 della Cassazione riconosce il diritto, ma serve ricorso legale per ottenerlo.
- Supplenti brevi o saltuari: grazie alla Corte UE, anche chi ha insegnato per pochi giorni può avere diritto al bonus intero, ma l’accesso avviene solo tramite ricorso giudiziario.
L’assenza di una norma attuativa per le supplenze brevi rende necessaria l’azione legale, anche se molti Tribunali hanno già emesso sentenze favorevoli. Chi ha già una sentenza esecutiva, ma non ha ancora ricevuto il bonus, può chiedere un giudizio di ottemperanza.
Bonus non più fisso: possibile riduzione dal 2025/2026
Il cambiamento più importante per il futuro riguarda l’importo del bonus stesso. A partire dal 2025/2026:
- Il bonus non sarà più fisso a 500 euro.
- Sarà definito annualmente con decreto congiunto Ministero dell’Istruzione – MEF, in base al numero complessivo di beneficiari.
- L’estensione ai supplenti brevi comporta un aumento della platea, rendendo probabile una riduzione dell’importo pro capite, a meno che non vengano stanziati fondi aggiuntivi.
Questa dinamica ha già sollevato preoccupazioni sindacali e potrebbe diventare oggetto di ulteriori dibattiti politici, specialmente in vista della prossima Legge di Bilancio.
In definitiva, la Carta del Docente 2025/2026 rappresenta una conquista storica per i docenti precari, ma introduce anche nuove incognite: l’importo variabile, l’incertezza sull’erogazione automatica per tutti e il peso crescente del contenzioso legale.
Resta ora da capire se il Ministero stanzierà fondi adeguati per garantire il pieno riconoscimento dei diritti senza penalizzare nessuna categoria.





