Carta del Docente 2024: Estensione Permanente ai Supplenti Annuali

Rosalia Cimino

30 Dicembre 2024

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Carta del Docente 2024: Estensione Permanente ai Supplenti Annuali

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La Legge di Bilancio 2024, appena approvata, ha introdotto un’importante novità per i docenti italiani, estendendo – in maniera permanente – il beneficio della Carta del docente anche ai supplenti annuali su posto vacante. 

Questa misura, che era stata inizialmente introdotta solo come deroga temporanea nel 2023, è ora strutturale e si applica anche a chi ricopre incarichi annuali fino al 31 agosto. 

Con un importo massimo di 500 euro all’anno, il provvedimento risponde a una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che ha dichiarato non conforme la limitazione del beneficio ai soli docenti di ruolo. Scopriamo le principali novità e implicazioni di questa estensione.

Cos’è la Carta del Docente e Perché è Importante per i Supplenti Annuali

La Carta del docente è stata introdotta nel 2015 dalla Legge n. 107 con l’obiettivo di sostenere la formazione continua e il miglioramento professionale degli insegnanti. 

Inizialmente, il beneficio era destinato esclusivamente ai docenti di ruolo, che potevano beneficiare di una somma annuale di 500 euro per attività di aggiornamento e formazione. 

Nel 2023, il Decreto Salva-Infrazioni aveva esteso temporaneamente la misura ai supplenti con incarichi annuali, ma solo fino al 31 agosto. 

La Legge di Bilancio 2024 ha ora reso questa estensione definitiva, rispondendo anche alle richieste provenienti dall’Unione Europea, che aveva sottolineato l’inadeguatezza di escludere i supplenti dalle stesse opportunità di aggiornamento e formazione professionale.

Le implicazioni giuridiche

La questione della Carta del docente solleva anche alcuni interrogativi riguardo alla categoria dei supplenti fino al 30 giugno

Sebbene la Legge di Bilancio non sembri includere questa tipologia di contratto, recenti sentenze della Corte di giustizia dell’Unione Europea e della Corte di Cassazione indicano che i supplenti fino al termine delle attività didattiche, ovvero fino al 30 giugno, dovrebbero comunque beneficiare della Carta. 

Le due Corti hanno infatti sostenuto che l’esclusione di questa categoria potrebbe violare i principi di parità di trattamento e non discriminazione, poiché i docenti con supplenze temporanee condividono con i colleghi di ruolo le stesse necessità di formazione.

Inoltre, la legge prevede che, a partire dal 2025, saranno necessari 60 milioni di euro all’anno per finanziare la misura, che si traduce in un importo massimo di 500 euro per supplente

Questo cambiamento è destinato a ridurre il gap tra i docenti di ruolo e quelli precari, dando un segnale forte di attenzione verso la valorizzazione professionale anche del personale non stabile.

Dunque, con l’estensione permanente della Carta del docente ai supplenti annuali, il governo italiano risponde a una necessità di allineamento con le normative europee e al riconoscimento delle stesse esigenze di aggiornamento professionale anche per i docenti precari. 

Sebbene permangano alcune incertezze, soprattutto per quanto riguarda i supplenti fino al 30 giugno, la nuova normativa rappresenta un passo significativo verso una maggiore equità nel trattamento dei docenti in Italia.