Domanda 150 preferenze GPS 2026: i quattro dubbi che confondono tutti

Rosalia Cimino

24 Luglio 2026

domanda 150 preferenze GPS 2026

Domanda 150 preferenze GPS 2026: i quattro dubbi che confondono tutti

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Aperta la finestra temporale per presentare la domanda 150 preferenze GPS 2026 e gli stessi equivoci tornano a circolare tra chi lo fa per la prima volta e tra chi invece la compila da anni ma non ha mai avuto occasione di verificare come funzioni davvero il meccanismo dietro le quinte. 

Non si tratta di dettagli marginali: capire male anche uno solo di questi punti può significare ritrovarsi con un incarico diverso da quello desiderato, o perdere l’accesso alle supplenze per un intero anno scolastico senza nemmeno rendersene conto. 

La finestra per presentare la domanda 150 preferenze GPS 2026 per l’anno scolastico 2026/27 si è aperta il 16 luglio e resta attiva su Istanze OnLine fino alle ore 14.00 del 29 luglio 2026: riguarda tutti gli aspiranti inseriti nelle GaE o nelle GPS valide per il biennio 2026/28, che possono così concorrere per supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto 2027. 

Proprio perché il tempo a disposizione si è ormai ridotto, vale la pena chiarire subito i quattro nodi che, puntualmente, generano più confusione.

Non sono 150 scuole, sono 150 preferenze

Il primo equivoco riguarda proprio il nome della procedura. Molti aspiranti, soprattutto al primo inserimento in graduatoria, si convincono che la domanda 150 preferenze GPS 2026 richieda di indicare obbligatoriamente un lungo elenco di istituti, magari coprendo l’intera provincia per timore di restare esclusi. 

Non è così: le caselle a disposizione sono preferenze, non scuole da riempire per obbligo, e nessuna norma impone di esprimerne un numero minimo. Chi compila la domanda 150 preferenze GPS 2026 può costruirla secondo la propria situazione reale, partendo dagli istituti più vicini a casa, ampliando poi a comuni e distretti limitrofi, e arrivando all’intera provincia solo se questa è una soluzione davvero praticabile per la propria vita quotidiana.

Il punto delicato è che questa libertà è anche un rischio: chi riempie meccanicamente tutte le 150 caselle, pensando che “più preferenze uguale più sicurezza”, finisce spesso per accettare implicitamente la disponibilità a lavorare anche a decine di chilometri da casa, in comuni che non avrebbe mai scelto consapevolmente. 

Il numero di preferenze compilate non misura le probabilità di ottenere un incarico in astratto, ma il ventaglio geografico e contrattuale che si è disposti ad accettare: prima di scrivere la 150ª preferenza, conviene sempre chiedersi se davvero si accetterebbe quella soluzione, non se “conviene metterla per sicurezza”.

Come ragiona l’algoritmo: si ferma alla prima soluzione utile

Il secondo punto è quello con le conseguenze più concrete, e il meno intuitivo. Il sistema che assegna le supplenze non confronta tutte le preferenze contemporaneamente per scegliere la più vantaggiosa.

L’algoritmo legge la domanda nell’ordine esatto in cui è stata scritta, riga per riga, e si arresta alla prima soluzione che trova disponibile in quel momento, senza proseguire oltre e senza tornare indietro per verificare se una preferenza successiva sarebbe stata più conveniente.

Chi punta – ad esempio – a un contratto pieno, ed è disposto a spostarsi tra più scuole per ottenerlo, dovrebbe evitare di alternare le tipologie di incarico scuola per scuola: la sequenza più efficace, in questo caso, è elencare prima tutte le scuole di interesse con la tipologia di contratto preferita (ad esempio il 31 agosto), e solo dopo aver esaurito quell’elenco ripetere le stesse scuole con la tipologia successiva (il 30 giugno), e così via. 

È una differenza di impostazione che vale la pena chiarirsi bene prima di premere invio, non dopo aver ricevuto la nomina: una volta assegnato un incarico secondo questa logica, non è possibile tornare indietro e recuperare una preferenza saltata.

Un esempio concreto

Facciamo un esempio concreto. Un aspirante inserisce, per la stessa scuola, tre preferenze in sequenza: prima il contratto al 31 agosto, poi quello al 30 giugno, infine la disponibilità a uno spezzone. 

Se al momento dell’elaborazione in quella scuola è disponibile solo lo spezzone, il sistema lo assegna immediatamente e chiude la ricerca per quell’aspirante, anche se magari una cattedra intera al 31 agosto si sarebbe liberata pochi minuti dopo in un istituto più in fondo alla lista. 

In questo caso, l’aspirante ha di fatto comunicato all’algoritmo che preferisce lavorare a tutti i costi in quella sede specifica, anche accettando uno spezzone, piuttosto che ottenere un contratto pieno altrove: ha fatto prevalere la preferenza territoriale su quella contrattuale.

Rifiutare la nomina al ruolo da GPS sostegno: cosa cambia davvero con la domanda 150 preferenze GPS 2026

Il terzo dubbio riguarda chi, dalla prima fascia GPS sostegno, riceve una proposta di nomina finalizzata al ruolo. La procedura è disciplinata dalla circolare ministeriale n. 11814 del 6 maggio 2026, che richiama l’articolo 399, comma 3-quater, del D.Lgs. 297/1994.

Una volta assegnata una delle sedi indicate in domanda, il docente ha l’obbligo di accettazione espressa entro 5 giorni, o comunque entro il 1° settembre se l’assegnazione arriva a partire dal 28 agosto. La mancata accettazione entro questo termine viene considerata d’ufficio come rinuncia, e comporta la decadenza dall’incarico.

Qui si trova la sorpresa più comune: accettare o rifiutare la nomina produce, per l’anno scolastico in corso, esattamente lo stesso effetto sul fronte delle supplenze. 

Chi riceve l’assegnazione di una sede non potrà più ottenere alcun incarico a tempo determinato per l’anno 2026/27, che accetti la proposta o che la rifiuti espressamente, e la preclusione vale per qualunque classe di concorso o tipologia di posto, inclusi gli eventuali interpelli successivi disciplinati dalla normativa vigente. 

La sola differenza pratica riguarda il futuro, non il presente: chi rinuncia non subisce sanzioni permanenti sulla propria posizione in graduatoria e può ripresentarsi regolarmente l’anno successivo, mentre chi accetta entra nel percorso verso l’immissione in ruolo. 

Chi si trova davanti a questa scelta dovrebbe quindi valutarla pensando alla propria carriera nel medio periodo, perché sul fronte delle supplenze immediate il risultato, accetti o rifiuti, non cambia.

Supplenze da GPS e Concorsi: le prospettive future

L’ultimo dubbio è quello più diffuso tra chi guarda con preoccupazione all’ondata di concorsi e assunzioni in atto, temendo che le occasioni per una supplenza si stiano riducendo di conseguenza. 

Per capire perché questo timore sia solo parzialmente fondato, bisogna distinguere tra due concetti spesso confusi tra loro. L’organico di diritto è il numero di posti stabilmente previsti per ogni scuola, calcolato a inizio anno sulla base degli alunni iscritti: è su questi posti che agiscono principalmente le immissioni in ruolo da concorso. 

L’organico di fatto, invece, è l’insieme di esigenze aggiuntive e spesso temporanee che emergono durante l’anno scolastico — un aumento imprevisto di iscritti, un progetto specifico, una necessità di sostegno non preventivabile a giugno — e resta la fonte principale da cui derivano le supplenze assegnate tramite le GPS.

I concorsi in corso, quindi, incidono soprattutto sul primo tipo di organico, riducendo nel tempo il numero di cattedre vacanti stabili. È probabile che si riducano soprattutto le disponibilità con contratto fino al 31 agosto, quelle più legate a posti effettivamente vacanti in organico di diritto. 

Gli incarichi fino al 30 giugno e quelli su organico di fatto, invece, continueranno a essere numerosi anche nei prossimi anni scolastici, perché rispondono a esigenze che nessun concorso può prevedere o assorbire in anticipo. 

Chi compila la domanda 150 preferenze GPS 2026, quindi, non dovrebbe scoraggiarsi pensando che i concorsi svuoteranno le occasioni disponibili: il quadro reale è più equilibrato di quanto sembri a prima vista, e continuerà a essere così anche quando l’attuale piano straordinario di assunzioni sarà completato.