Prima di aprire la domanda circa le 150 preferenze GPS 2026 (disponibile fino alle ore 14.00 del 29 luglio sul portale Istanze On Line), molti docenti cercano istruzioni su come si compila materialmente il modulo. Ma il modulo, da solo, non decide niente: decide chi lo compila.
Più che una guida ai passaggi tecnici, quello che serve davvero è un momento per rispondere ad alcune domande su di sé, perché la lista giusta per un collega non è quasi mai quella giusta per te. Ecco le domande da porsi prima ancora di guardare la piattaforma.
Le 150 preferenze GPS 2026: quanto sei distante dalla soglia storica di chiamata?
Durante la compilazione della domanda circa le 150 preferenze GPS 2026, la prima cosa da chiedersi è proprio quanto si è distanti dalla soglia di chiamata. Se il tuo punteggio nelle GPS è nettamente sopra la soglia con cui, negli anni passati, si è stati chiamati nella tua provincia e classe di concorso, puoi permetterti di essere selettivo.
Se invece sei sotto, o vicino al limite, ogni casella lasciata vuota è una possibilità in meno: la priorità diventa coprire, non scegliere.
Sei disposto a spostarti, o la vicinanza a casa non si tocca?
Qui non c’è una risposta giusta, solo una risposta onesta. Quando si compila la domanda delle 150 preferenze GPS 2026, ci ha famiglia, un secondo lavoro, o semplicemente non vuole passare ore in viaggio, dovrebbe costruire la lista partendo da una mappa dei comuni davvero raggiungibili, prima ancora di pensare a quali scuole scegliere dentro quell’area.
Allargare il raggio per principio, senza che sia una scelta sostenibile nella vita reale, porta quasi sempre a rinunciare o abbandonare l’incarico più avanti.
Hai bisogno di lavorare da subito, o puoi aspettare la sede giusta? Un altro elemento da valutare con le 150 preferenze GPS 2026
Chi ha urgenza economica dovrebbe orientare la lista verso la copertura ampia — preferenze sintetiche su comuni o distretti, disponibilità a spezzoni — anche a costo di una sede meno comoda.
Chi invece può permettersi di aspettare un anno per la scuola desiderata può concentrare le preferenze puntuali sulle sedi che contano davvero, accettando il rischio di restare senza incarico se quelle non si liberano.
La tua classe di concorso è rara o affollata?
Se insegni una materia con pochi aspiranti, o sei specializzato su sostegno, la domanda supera spesso l’offerta: puoi permetterti margini di selettività che chi insegna una materia comune non ha.
Chi si trova in una classe di concorso molto affollata dovrebbe invece assumere che il punteggio conterà più della scelta della sede, e regolarsi di conseguenza.
Accetteresti un incarico su più scuole o su orario incompleto?
È la domanda che più spesso si rimanda all’ultimo momento, e non dovrebbe. Dichiararsi disponibili a spezzoni e a cattedre su più istituti amplia concretamente le occasioni di nomina, perché gli incarichi completi e concentrati in un solo posto sono numericamente meno frequenti di quanto si pensi.
Chi esclude questa possibilità senza valutarla rischia di restare fuori non per il punteggio, ma per una casella non spuntata.
Metti insieme le risposte, non le caselle
Una volta risposto a queste cinque domande, la lista viene quasi da sé: chi ha punteggio basso e urgenza di lavorare punterà su ampiezza e disponibilità; chi ha punteggio alto e può aspettare punterà su precisione e selettività; chi ha vincoli familiari costruirà tutto attorno a un’area geografica limitata.
Il modulo, a quel punto, è solo lo strumento che traduce in caselle una decisione già presa.





