Interpelli Scuola: come funzionano? Cosa sono? La guida completa

Rosalia Cimino

14 Ottobre 2024

Docente che aspetta una chiamata sperando nell'interpello

Interpelli Scuola: come funzionano? Cosa sono? La guida completa

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Gli interpelli rappresentano una procedura recentemente introdotta nel mondo scolastico per coprire le supplenze, dopo lo scorrimento e l’esaurimento delle Graduatorie (GaE, GPS e GI). 

Introdotto con l’Ordinanza Ministeriale n. 88 del 2024 – successivamente integrato con l’OM n. 114 del 10 giugno 2024 – scopriamo come funziona l’interpello a scuola.

Cosa sono gli interpelli nelle scuole?

Gli interpelli nelle scuole sono avvisi pubblicati dagli istituti scolastici per ricercare supplenti docenti. A differenza del sistema delle MAD, in cui sono gli aspiranti a proporre la propria candidatura, con gli interpelli è la scuola che pubblica un avviso quando necessita di coprire posti vacanti. 

Possono partecipare agli interpelli sia i docenti abilitati che quelli con titoli idonei, come la laurea magistrale. L’interpello è uno strumento utilizzato quando le graduatorie di riferimento, GaE, GPS e GI, non riescono a coprire le esigenze di supplenza, specialmente in alcune aree geografiche o in determinate discipline.

Per rispondere a un interpello, gli aspiranti docenti devono inviare il proprio curriculum vitae, oltre alla documentazione richiesta all’istituto che ha emesso l’avviso. Se selezionati, devono prendere servizio entro 24 ore dall’accettazione

Gli interpelli sono pubblicati sui siti web delle scuole o degli uffici scolastici territoriali, e spesso rimangono aperti per pochi giorni, quindi è necessario consultare spesso le piattaforme di riferimento e rispondere rapidamente​.

Interpello o MAD? Quali sono le differenze? 

Gli interpelli e la MAD – Messa a Disposizione – sono due procedure distinte per il reclutamento di supplenti nelle scuole. La MAD è un’iniziativa spontanea del docente che invia la propria candidatura alle scuole, sperando di coprire una supplenza. 

L’interpello, di contro, è una procedura più strutturata introdotta con l’Ordinanza Ministeriale n. 88 del 2024: in caso di esaurimento delle graduatorie, le scuole pubblicano avvisi ufficiali sulle loro bacheche di ricerca supplenti. 

Rispetto alla MAD, l’interpello è più trasparente, garantendo che vengano ricercati candidati qualificati e che le scuole possano reperire personale in modo più mirato. I docenti, soprattutto quelli abilitati o specializzati, possono rispondere agli interpelli anche fuori dalla propria provincia di iscrizione GPS, velocizzando il processo di assegnazione delle supplenze e rendendo più equo il sistema di reclutamento.

Un vantaggio dell’interpello è la sua pubblicazione sui siti istituzionali, facilitando la ricerca di posti disponibili e riducendo il numero di candidature inviate a scuole che non necessitano di supplenti. 

Inoltre, i docenti che hanno già ricevuto incarichi per l’anno scolastico non possono partecipare, evitando situazioni di sovrapposizione. Al contrario, la MAD non garantisce la trasparenza e la gestione centralizzata offerta dagli interpelli.

L’Interpello ha preso il posto della MAD, grazie all’OM n.114 del 10 giugno 2024, garantendo un sistema di supplenze più organizzato, limitando l’uso delle MAD a situazioni eccezionali e migliorando l’efficienza e la trasparenza del reclutamento

Come funzionano gli interpelli a scuola?

L’interpello, a differenza della MAD, può essere considerato a tutti gli effetti come una “richiesta d’aiuto”, una sorta di SOS lanciato dalle istituzioni scolastiche per coprire posti temporaneamente vacanti. 

Mentre con la MAD è l’aspirante docente ad inviare la propria candidatura spontanea per coprire cattedre vacanti, nel caso degli interpelli sono le scuole a pubblicare un avviso, sui propri siti istituzionali, con la proposta di supplenza diramandolo alle altre scuole e agli Uffici Scolastici Provinciali di tutta Italia. 

Con l’interpello non esistono limitazioni legate alla provincia, in quanto tutti gli aspiranti possono rispondere a qualsiasi chiamata, anche chi non è ancora in possesso di titolo. Ovviamente, però, è bene specificare che i docenti aventi titolo hanno la precedenza

Con l’interpello si vuole, difatti, cercare di assicurare, soprattutto per i posti di sostegno, solo personale qualificato. Questo cambio di procedura mira a rendere più trasparente e strutturato il processo di selezione dei docenti in assenza di candidati idonei nelle graduatorie esistenti. 

L’accesso all’interpello è precluso a chi ha già ricevuto un contratto a tempo determinato per l’anno in corso e, per i posti comuni, anche a chi è già inserito nelle GPS.

Chi pubblica gli interpelli per la scuola?

Quando tutte le Graduatorie sono esaurite, è la scuola a pubblicare un interpello sul proprio sito istituzionale, quindi nell’albo online e sull’apposita pagina che dovrà essere attivata sui siti degli uffici scolastici provinciali. Su queste pagine, dovrà essere comunicato il numero di cattedre vacanti relativo alle specifiche classi di concorso, nonché il termine d’inizio e fine contratto.

Chi è iscritto anche nelle GPS di un’altra provincia, ma non sta lavorando, può rispondere all’interpello e può, quindi, partecipare alla procedura per ottenere quell’incarico. 

Questi avvisi sono finalizzati al reclutamento di docenti forniti dell’abilitazione – per i posti di sostegno, della relativa specializzazione per l’insegnamento agli alunni disabili – o, in subordine, del titolo di studio. 

Una copia degli avvisi viene altresì inviata all’Ufficio scolastico territorialmente competente, che provvede alla pubblicazione sul proprio sito in un’apposita sezione. Non è consentito partecipare alla procedura a coloro che sono già stati individuati quali destinatari di contratto a tempo determinato. 

A chi sono rivolti gli interpelli? 

Gli interpelli a scuola sono generalmente rivolti a:

  • Personale docente, quindi insegnanti di ruolo e docenti inseriti nelle graduatorie (GAE, GPS e GI);
  • Personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario), sia di ruolo che precario; 
  • Dirigenti scolastici – DS – (in casi specifici).

Gli interpelli vengono utilizzati in diverse situazioni, tra cui:

  • Copertura di cattedre o posti vacanti non assegnati attraverso le normali procedure di nomina;
  • Sostituzione di personale temporaneamente assente;
  • Assegnazione di incarichi specifici o progetti particolari.

Le modalità di partecipazione e i requisiti specifici possono variare in base al tipo di interpello e alle esigenze dell’istituto scolastico.

La procedura per ottenere una supplenza tramite interpello

La procedura per ottenere una supplenza tramite interpello prevede diversi passaggi, attivabili solo quando le graduatorie scolastiche risultano esaurite. In tali casi, la scuola pubblica un avviso di interpello per cercare docenti disponibili. 

Questo avviso viene diffuso sul sito istituzionale della scuola e inviato all’Ufficio scolastico regionale, che lo pubblica a sua volta. Gli insegnanti interessati, purché non abbiano già accettato un incarico a tempo determinato, possono rispondere all’avviso e candidarsi per la supplenza.

Viene data precedenza ai docenti con abilitazione o specializzazione nel sostegno. Dopo aver ricevuto le candidature, la scuola seleziona i docenti in base a criteri definiti, come il possesso di qualifiche specifiche o l’ordine cronologico di risposta. 

Una volta selezionato, il docente viene contattato per confermare la disponibilità e deve prendere servizio entro 24 ore. Questa procedura è diventata un’alternativa alle MAD, con lo scopo di garantire maggiore trasparenza e un controllo più rigoroso sulle assegnazioni.

Chi può rispondere agli interpelli?

All’interpello, a differenza della MAD, potranno partecipare i docenti inseriti nelle GPS purché, come accennavamo sopra, non siano stati destinatari di contratti a tempo determinato. La precedenza verrà data ai docenti in possesso di abilitazione/specializzazione sostegno.

Da considerare, poi, che il contratto stipulato da interpello avrà le stesse caratteristiche della supplenza conferite da GPS, compresi i provvedimenti relativi all’eventuale mancata presa di servizio o abbandono dello stesso. Le sanzioni saranno applicate nella provincia in cui si è inseriti nelle GPS.

I requisiti per rispondere agli interpelli scuola per docenti

Per rispondere agli interpelli scolastici, i docenti devono possedere specifici requisiti, che variano a seconda del tipo di scuola e della classe di concorso. 

In genere, le priorità sono riservate ai docenti abilitati o specializzati per il sostegno. In assenza di queste qualifiche, le scuole possono valutare i candidati con titoli di studio idonei per l’insegnamento, come una laurea magistrale nella disciplina richiesta per la classe di concorso.

Il punteggio in GPS è rilevante per essere chiamato da una scuola tramite interpello?

Il punteggio ottenuto nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) ha un impatto rilevante nel processo di interpello, poiché le scuole seguono criteri di selezione che tengono conto di abilitazioni e punteggi. 

Tuttavia, l’interpello viene attivato principalmente quando le graduatorie sono esaurite o non sufficienti, il che significa che il punteggio GPS potrebbe non essere il fattore decisivo per l’assegnazione.

In definitiva, il punteggio ottenuto nelle GPS non è direttamente rilevante per gli interpelli, ma si può essere avvantaggiati se si hanno più punti in quanto:

  • Un punteggio elevato in GPS può essere considerato come indicatore di esperienza e competenza.
  • Alcune scuole potrebbero dare priorità ai candidati con punteggi più alti in caso di parità di altri requisiti.

I requisiti per gli interpelli per ATA

Per il personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario), i requisiti generalmente includono:

  • Titolo di studio richiesto per il profilo specifico.
  • Eventuali certificazioni o competenze specifiche esplicitate dall’istituto.
  • Non avere in corso altre supplenze incompatibili.

I requisiti per gli interpelli per DSGA

In merito agli interpelli relativi alla posizione di Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA), i requisiti sono più stringenti:

  • Laurea specialistica in giurisprudenza, scienze politiche, sociali e amministrative, economia e commercio.
  • Esperienza pregressa in ruoli amministrativi scolastici.
  • Conoscenza approfondita della normativa scolastica e della gestione amministrativo-contabile.

Quando escono gli interpelli?

Gli interpelli vengono pubblicati in diversi momenti dell’anno scolastico:

  • All’inizio dell’anno scolastico (settembre-ottobre) per coprire i posti rimasti vacanti.
  • Durante l’anno per sostituzioni temporanee o nuove esigenze.
  • In periodi di particolare necessità, come durante emergenze o implementazione di nuovi progetti.

Fino a quando è possibile rispondere per ottenere una supplenza?

Il tempo per rispondere agli interpelli è limitato, variando da pochi giorni a una settimana. È fondamentale monitorare costantemente i siti degli Uffici Scolastici Provinciali o delle singole scuole per non perdere le scadenze, poiché i termini sono brevi e vincolanti.

Nello specifico, la possibilità di rispondere agli interpelli per ottenere una supplenza rimane aperta fino a quando:

  • Non viene raggiunto il termine indicato nell’avviso di interpello.
  • Non viene individuato un candidato idoneo.
  • Non termina l’anno scolastico.

È importante notare che le scuole possono emettere interpelli anche verso la fine dell’anno scolastico per esigenze specifiche come i progetti estivi.

Dove trovare gli interpelli?

Gli interpelli possono essere trovati attraverso diversi canali, quali:

  • Siti web ufficiali degli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali.
  • Albi online delle singole istituzioni scolastiche.
  • Portali dedicati al reclutamento del personale scolastico (es. Istanze Online del MIUR).
  • Canali social ufficiali degli istituti scolastici o degli uffici scolastici.

Per essere sicuri di non lasciarsi sfuggire l’opportunità di essere chiamati ad una supplenza tramite interpello, è consigliabile:

  • Controllare regolarmente questi canali, specialmente all’inizio dell’anno scolastico e nei periodi di maggiore movimento.
  • Iscriversi a eventuali newsletter o servizi di notifica offerti dagli uffici scolastici.
  • Mantenere aggiornato il proprio profilo professionale su piattaforme come Istanze Online.

Ricordiamo che la tempestività nella risposta agli interpelli può essere cruciale, data la natura spesso urgente delle esigenze scolastiche.