La Carta del Docente è uno strumento centrale per la formazione continua degli insegnanti italiani: si tratta, infatti, di un bonus da 500 euro per l’acquisto di libri, corsi di aggiornamento, software, hardware e servizi legati alla didattica. Tuttavia, la piattaforma per accedere ai fondi non è ancora operativa, e ciò sta creando un ritardo senza precedenti e un significativo malcontento tra i docenti.
La situazione ha spinto il Movimento 5 Stelle a presentare un’interrogazione parlamentare Carta del Docente, sollecitando il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a intervenire per garantire l’effettiva fruizione del bonus e il diritto alla formazione professionale.
I ritardi per la fruizione della Carta del Docente
Il Decreto Scuola n.127/2025 prevede l’aggiornamento della Carta del Docente con importanti novità:
- possibilità di utilizzare il bonus per hardware, software e servizi di trasporto;
- cadenza quadriennale per acquisti tecnologici;
- estensione ad ulteriori categorie di insegnanti e non soltanto ai docenti con contratto a tempo indeterminato.
Le modifiche sono state previste ma la piattaforma per accedere al bonus non è ancora operativa. Le nuove assegnazioni potranno avvenire solo dopo l’individuazione dei supplenti annuali, quindi a partire dal nuovo anno, mentre l’importo e le modalità di utilizzo saranno definiti tramite decreto interministeriale entro il 30 gennaio 2026.
La situazione ha generato frustrazione tra gli insegnanti, in particolare i supplenti annuali e chi lavora fino a giugno, rischiando di rendere il bonus praticamente inutilizzabile per gran parte del personale scolastico.
I residui delle annualità precedenti, invece, potranno essere spesi entro il 31 agosto 2026, ma non è possibile accumulare nuovi buoni fino all’emanazione del decreto.
L’interrogazione parlamentare Carta del Docente: motivi e richieste
L’interrogazione parlamentare Carta del Docente è stata presentata dal Movimento 5 Stelle per evidenziare criticità gravi nella gestione della Carta:
- Ritardi nell’attivazione della piattaforma, che impediscono l’accesso ai bonus;
- Importi ridotti sotto i 500 euro, con scarsa utilità per i supplenti e il personale precario;
- Tempi ristretti per l’utilizzo dei residui delle annualità precedenti.
Antonio Caso, capogruppo M5S in Commissione Cultura, ha definito la situazione “oggettivamente allarmante” e ha chiesto al Ministro Valditara di garantire trasparenza, rapidità e accesso universale al bonus.
L’interrogazione parlamentare Carta del Docente mira a evitare che il Bonus sia percepito come uno strumento inefficace, proteggendo il diritto dei docenti alla formazione continua.
Cosa chiedono i sindacati in linea con l’interrogazione parlamentare Carta del Docente
I sindacati, come Anief, hanno ribadito la necessità di risorse adeguate nella Legge di Bilancio 2026, denunciando l’assenza di fondi sufficienti per garantire il bonus a tutti gli insegnanti. Le richieste principali includono:
- accesso universale per tutti i docenti, compresi i supplenti;
- mantenimento dell’importo minimo di 500 euro;
- riconoscimento del lavoro gravoso del personale scolastico;
- creazione di fondi per indennità di sede e trasferte;
- maggiore trasparenza e rapidità nella gestione della piattaforma.
Il presidente di Anief, Marcello Pacifico, ha dichiarato che sono stati presentati circa 70 emendamenti in Parlamento per rafforzare il comparto istruzione e ricerca, garantendo strumenti concreti per valorizzare il lavoro dei docenti.
L’interrogazione parlamentare Carta del Docente evidenzia criticità importanti che minacciano l’efficacia del bonus formazione per gli insegnanti italiani.
Tra ritardi della piattaforma, importi non definiti e malcontento dei docenti, l’intervento politico e sindacale è fondamentale per assicurare l’accesso universale al bonus e garantire una formazione continua di qualità.
Confronto con sistemi europei
A livello europeo, la formazione continua degli insegnanti è gestita in modi diversi rispetto al Bel Paese:
- In Finlandia, i docenti ricevono un forte supporto formativo e tempo dedicato alla crescita professionale, con bonus e incentivi individuali legati a programmi di aggiornamento strutturati.
- In Germania, esistono fondi regionali per corsi di aggiornamento, con incentivi fiscali e rimborsi per materiali didattici.
- In Francia, i docenti hanno diritto a un budget annuale per formazione e strumenti digitali, simile alla Carta del Docente, ma con procedure più rapide e trasparenti.
Il confronto mostra che, pur essendo la Carta del Docente uno strumento innovativo, l’Italia deve ancora ottimizzare tempi e gestione per renderlo pienamente efficace e paragonabile ai sistemi europei più avanzati.
FAQ sulla Carta del Docente 2025 e l’interrogazione parlamentare
Ecco una serie di FAQ tra quelle maggiormente richieste arrivate in redazione:
Cos’è l’interrogazione parlamentare sulla Carta del Docente?
È una richiesta formale rivolta al Ministro dell’Istruzione, in questo caso presentata dal M5S, per chiarire i ritardi e sollecitare interventi urgenti sulla gestione della Carta.
Chi può ottenere la Carta del Docente?
Tutti gli insegnanti di ruolo e i supplenti con contratto a tempo determinato, secondo le modalità che saranno definite dal decreto interministeriale.
Quali novità sono state introdotte dal Decreto Scuola n.127/2025?
Il bonus può essere usato per hardware, software e servizi di trasporto, con acquisti tecnologici quadriennali, e alcune categorie di insegnanti precedentemente escluse sono ora incluse.
Quando sarà attiva la piattaforma per la Carta del Docente?
L’attivazione è prevista dopo l’individuazione dei supplenti annuali, quindi presumibilmente da Gennaio/Febbraio 2026, con importi e modalità definiti entro il 30 Gennaio 2026.
Cosa succede ai residui delle annualità precedenti?
Possono essere spesi fino al 31 agosto 2026, ma non è possibile accumulare nuovi buoni prima dell’emanazione del decreto che stabilisce l’importo individuale.






