Lingua e cultura italiana nel mondo: Valditara rilancia scuole estere, didattica innovativa e riforma dei programmi

Rosalia Cimino

16 Aprile 2025

Bandiera italiana

Lingua e cultura italiana nel mondo: Valditara rilancia scuole estere, didattica innovativa e riforma dei programmi

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Nella promozione della lingua, della cultura e dei valori italiani nel mondo, le scuole italiane all’estero rivestono un ruolo di primaria importanza. 

A ribadirlo è stato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso degli Stati Generali della Lingua Italiana, evento ospitato al Maxxi di Roma. 

Durante il suo intervento, il Ministro ha delineato le priorità del governo nel settore educativo internazionale e nazionale, puntando su innovazione didattica, valorizzazione del patrimonio linguistico e aggiornamento dei programmi scolastici.

Le scuole italiane all’estero: un patrimonio da valorizzare

Valditara ha definito le scuole italiane nel mondo un elemento centrale per la diffusione dei valori e del “saper fare” nazionale, sottolineandone il valore non solo culturale, ma anche economico. 

La promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, infatti, è considerata una leva per rafforzare la presenza del nostro Paese nelle relazioni internazionali e per sostenere il sistema produttivo nazionale.

Il Ministro ha annunciato l’intenzione di ampliare il numero delle scuole italiane oltre confine e di potenziare la formazione dei docenti stranieri, rendendo più solido e capillare il sistema educativo italiano nel mondo. 

L’azione rientra in una strategia più ampia di espansione culturale e diplomatica che punta a rafforzare il senso di identità e appartenenza all’Italia anche tra le nuove generazioni di italiani all’estero e tra gli stranieri che scelgono di studiare la nostra lingua.

Nuove indicazioni nazionali e innovazione didattica: verso una scuola più forte

Valditara ha posto l’accento anche sull’attenzione internazionale verso i modelli didattici italiani, considerati tra i più competitivi e originali in Europa. In particolare, ha presentato il percorso “4+2”, introdotto con la riforma dell’istruzione tecnico-professionale

Si tratta di un modello articolato in quattro anni di formazione di base, seguiti da due anni di specializzazione, che sta suscitando l’interesse di diversi Paesi africani come Tunisia, Egitto ed Etiopia.

Oltre all’innovazione metodologica, il ministro ha illustrato alcune novità previste dalle Nuove Indicazioni Nazionali, tra cui:

  • Una maggiore attenzione alla storia italiana, dalle origini all’antica Roma, dai primi secoli del Cristianesimo ai popoli italici.
  • La possibilità di reintrodurre il latino dalla seconda media, come disciplina facoltativa.
  • Più spazio a letteratura, poesia ed educazione musicale, strumenti fondamentali per sviluppare il pensiero critico e le competenze comunicative degli studenti.

Le modifiche nascono dalla consapevolezza che, se all’estero cresce l’attrattiva per la lingua italiana, all’interno del Paese permangono criticità: dati Censis mostrano infatti che un terzo degli italiani incontra difficoltà nella comprensione di un testo scritto

Per questo motivo, Valditara ha sottolineato la necessità di restituire centralità a grammatica e sintassi, considerate essenziali per una piena padronanza linguistica.

Il ruolo centrale della cultura italiana

La visione espressa dal Ministro Valditara agli Stati Generali della Lingua Italiana punta a rafforzare il ruolo internazionale dell’Italia attraverso cultura e formazione, innovando modelli educativi e aggiornando i contenuti didattici per renderli più aderenti alle esigenze contemporanee. 

Parallelamente, il governo intende intervenire sulla qualità dell’insegnamento della lingua italiana anche all’interno del Paese, con l’obiettivo di contrastare le carenze linguistiche degli studenti e valorizzare il nostro patrimonio culturale.