Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, guidato da Giuseppe Valditara, rilancia il ruolo della scuola come presidio educativo contro tutte le forme di dipendenza, vecchie e nuove.
Alla base del messaggio c’è l’idea che soltanto una “educazione alla libertà” permetta ai giovani di sviluppare piena autonomia e resistere a vincoli materiali o psicologici.
L’educazione alla libertà come antidoto alle dipendenze
In un suo recente intervento, il Ministro Valditara ha richiamato il concetto di “adultescenza” — la fatica crescente dei ragazzi a conquistare una propria indipendenza — ponendo l’educazione alla libertà al centro del progetto formativo.
Secondo Valditara, la scuola è nata per «vincere le dipendenze dall’ignoranza, dal degrado e dallo sfruttamento» e far emergere cittadini responsabili.
Tra le nuove sfide, la dipendenza da smartphone viene equiparata a quella da sostanze, in quanto riduce memoria, concentrazione e creatività.
Recentissima, a riguardo, la proposta italiana del Ministro Valditara avanzata a Bruxelles riguardante il divieto dell’uso dello smartphone a scuola prima dei 14 anni, seguendo la scia di Svezia e Francia.
Investimenti formativi per il personale docente
Il decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, all’articolo 8, stanzia 1 milione di euro per il 2025, trasferiti dal Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga.
L’obiettivo è quello di offrire ai docenti delle superiori percorsi di formazione e informazione in tema di sostanze stupefacenti, dipendenze comportamentali e disagio giovanile.
La misura intende potenziare la capacità degli insegnanti di riconoscere segnali di disagio e intervenire precocemente, in linea con la Relazione al Parlamento 2024 che segnala un aumento dei consumi di cocaina, stimolanti, allucinogeni e nuove sostanze psicoattive tra i minorenni.
Approvvigionamenti parlamentari e passi indietro
Nonostante il consenso sull’importanza delle iniziative, la Commissione Cultura del Senato ha respinto, l’8 maggio 2025, un emendamento del M5S per estendere i fondi anche alla prevenzione della ludopatia.
La proposta, sostenuta dalla senatrice Barbara Floridia, mirava a includere il gioco d’azzardo fra le dipendenze da contrastare con i fondi già stanziati, ma è stata bocciata dopo il parere contrario del relatore.
Il passaggio evidenzia come, sul tema del gioco d’azzardo, permangano tensioni politiche nonostante l’allarme diffuso sui rischi legati alla ludopatia giovanile.






