Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha diffuso i dati relativi al reclutamento Personale ATA 2025, un quadro che conferma una criticità sistemica. Sebbene le assunzioni coprano quasi interamente il contingente autorizzato, il divario tra posti disponibili e personale effettivamente assunto resta enorme. Le immissioni in ruolo lasciano, infatti, scoperte oltre 23.000 posizioni, con impatti significativi sull’operatività delle istituzioni scolastiche.
Assunzioni Personale ATA 2025: Il Dettaglio dei Posti Disponibili e delle Nomine
Durante un incontro informativo tenutosi il 7 ottobre, l’Amministrazione ha presentato ai sindacati un’analisi dettagliata delle assunzioni del personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario.
A darne notizia, sul proprio sito, è il sindacato Cisl Scuola.
I numeri evidenziano una situazione complessa: a fronte di un fabbisogno reale di oltre 33.700 unità, il contingente autorizzato per il reclutamento Personale ATA 2025 si è fermato a 10.348 posti.
Una simile discrepanza mette in luce le difficoltà strutturali del sistema di reclutamento, che non riesce a colmare le lacune di organico accumulatesi negli anni.
La ripartizione delle nomine autorizzate e di quelle effettivamente realizzate è la seguente:
- Posti vacanti e disponibili totali: 33.700;
- Contingente autorizzato: 10.348 unità;
- Assunzioni totali effettuate: 10.333 unità (pari al 99,86% del contingente autorizzato).
Nel dettaglio, per i singoli profili, la situazione si articola in questo modo:
- Funzionari: su 824 posti autorizzati, ne sono stati coperti 823 (99,88%);
- Altri profili ATA: su 9.524 posti autorizzati, ne sono stati coperti 9.510 (99,85%).
Un’analisi attenta dei dati rivela come la percentuale di copertura, apparentemente molto alta, sia in realtà fuorviante, poiché si riferisce esclusivamente al numero limitato di posti autorizzati e non al fabbisogno complessivo.

Il Limite del Turn Over: Perché il Reclutamento Personale ATA 2025 non Basta
La ragione principale del profondo divario tra i posti vacanti e le assunzioni effettive risiede nelle normative che regolano il reclutamento del personale scolastico.
Attualmente, le procedure di assunzione a tempo indeterminato sono vincolate alla sola copertura del turn over, ovvero alla sostituzione del personale andato in pensione.
Tale meccanismo impedisce di coprire tutti i posti che, nel tempo, sono rimasti vacanti per altre ragioni, e non permette un adeguamento dell’organico alle necessità reali delle scuole.
Il risultato è un blocco di fatto delle assunzioni su oltre 23.000 posizioni, che rimangono scoperte anno dopo anno. L’applicazione di una simile regola ha un impatto determinante sul funzionamento delle istituzioni scolastiche.
Un’adeguata pianificazione delle risorse umane è, infatti, essenziale per garantire la qualità dei servizi e il corretto svolgimento delle attività didattiche e amministrative. La mancanza di una visione a lungo termine nel reclutamento del personale ATA continua a generare instabilità e a sovraccaricare il personale già in servizio.
L’Impatto sulle Scuole: Le Conseguenze dei Posti Vacanti
La carenza di circa 23.000 unità di personale ATA si traduce in conseguenze operative tangibili per le scuole italiane.
Una simile mancanza di organico genera un sovraccarico di lavoro per il personale di ruolo, chiamato a svolgere mansioni aggiuntive per sopperire alle assenze.
La situazione compromette l’efficienza dei servizi amministrativi, la manutenzione delle strutture e il supporto tecnico, elementi fondamentali per il buon andamento di un istituto.
Inoltre, la gestione delle supplenze a tempo determinato, per le quali l’Amministrazione non ha ancora fornito dati completi a causa del protrarsi delle operazioni, aggiunge un ulteriore livello di complessità.
Questa precarietà organizzativa non solo appesantisce il lavoro del personale, ma influisce negativamente anche sull’intera comunità scolastica, inclusi studenti e famiglie.
La funzionalità di una scuola dipende in modo sostanziale dal contributo di tutte le sue componenti, e un organico ATA incompleto rappresenta una fragilità strutturale che mina la capacità del sistema di rispondere in modo efficace alle sfide quotidiane.
La necessità di una riforma del sistema di reclutamento appare, dunque, non più rinviabile.





