Retribuzione dirigenti scolastici 2025/2026: come cambia in base alle fasce di complessità degli istituti

Rosalia Cimino

11 Giugno 2025

Dirigente scolastico

Retribuzione dirigenti scolastici 2025/2026: come cambia in base alle fasce di complessità degli istituti

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Da quando, nell’anno scolastico 2023/2024, la normativa ha introdotto le fasce di complessità degli istituti come criterio per la retribuzione dei dirigenti scolastici, la macchina organizzativa è diventata centrale nella definizione dello stipendio. 

Anche per il 2025/2026 sarà riconfermata l’adozione della stessa piattaforma digitale già usata, consentendo di raccogliere dati che vanno oltre quelli convenzionalmente presenti nei sistemi ministeriali. Ma che tipo di informazioni vengono monitorate e perché sono così importanti per la determinazione degli emolumenti? Lo scopriamo.

I dati strategici per misurare la complessità

La piattaforma per la raccolta dati, accessibile sia ai dirigenti scolastici sia agli Uffici Scolastici Regionali (USR), è strutturata per acquisire informazioni che riflettono concretamente la complessità gestionale dell’istituto

Viene rilevato il numero di edifici scolastici distaccati (plessi) oltre alla sede principale e l’eventuale presenza in più comuni, con particolare attenzione ai CPIA. 

Sono monitorate anche la collocazione geografica – ad esempio se la scuola si trova in un territorio montano o isolano – e il possesso di certificazione HACCP, necessaria per indirizzi professionali come quello alberghiero o agrario. 

I dati raccolti integrano quelli già disponibili nel SIDI e aiutano a quantificare il carico amministrativo e organizzativo che grava sul dirigente.

Impatto su retribuzione e negoziazione

A partire dall’anno 2023/2024 la parte variabile della retribuzione dei dirigenti scolastici è stata ancorata a una graduazione articolata in fasce (A, B, C) sulla base del punteggio di complessità

Il sistema, ribadito anche nei decreti dipartimentali per il 2024/2025 e 2025/2026, mira a rendere più trasparenti e oggettivi i criteri di determinazione della retribuzione di posizione.

Al dirigente spetta un compenso fisso più una componente variabile che cresce con la fascia di complessità: dagli importi standard della Fascia C fino a quelli maggiorati della Fascia A. 

A questi si può aggiungere una retribuzione di risultato, basata su indicatori di performance, e ulteriori indennità per incarichi specifici come la reggenza di più istituti.

Dunque, la conferma per il 2025/2026 del sistema di raccolta dati attraverso la piattaforma digitale consente di continuare a garantire una retribuzione più aderente al lavoro effettivamente svolto dai dirigenti scolastici. 

Basandosi su indicatori misurabili – dal numero di plessi al contesto territoriale e alle certificazioni – il processo oggi risulta più equo e trasparente, riflettendo il crescente riconoscimento delle difficoltà connesse alla gestione delle istituzioni complesse.