Riconoscimento del servizio nelle scuole paritarie: novità in arrivo?

Rosalia Cimino

13 Marzo 2025

Scuola paritaria

Riconoscimento del servizio nelle scuole paritarie: novità in arrivo?

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Nel panorama dell’istruzione italiana, una questione di grande rilevanza sta riemergendo: il riconoscimento degli anni di servizio svolti nelle scuole paritarie

La questione, che coinvolge circa 300.000 insegnanti – pari al 30% del corpo docente nazionale – riguarda la mancata considerazione di tale servizio ai fini degli scatti stipendiali e della progressione di carriera. 

La controversia è attualmente al centro di un’udienza presso la Corte di Giustizia Europea, dopo il rinvio della questione da parte del Tribunale di Padova, e si prospetta una decisione importante entro l’autunno del 2025.

Il caso e il contesto normativo

La vicenda ha origine dalla mancata attribuzione, nella ricostruzione della carriera, degli anni di servizio prestati nelle scuole paritarie

Finora, sia la Corte di Cassazione che la Corte Costituzionale avevano escluso questi periodi, negando il loro riconoscimento per la mobilità, la progressione di carriera e le graduatorie interne d’istituto. 

Il Tribunale di Padova ha deciso di sollevare la questione, rinviandola alla Corte di Giustizia Europea per verificare se la normativa italiana violi i principi di uguaglianza e non discriminazione sanciti dagli articoli 20 e 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE e dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sui lavoratori a tempo determinato.

La posizione del governo si fonda sull’argomentazione che il servizio svolto nelle scuole paritarie avvenga sotto la direzione di un datore di lavoro privato, in contrasto con il sistema concorsuale adottato per i docenti statali. 

Tuttavia, gli avvocati dell’Anief sostengono che, nel momento in cui viene ricostruita la carriera – quando entrambi i lavoratori diventano dipendenti del Ministero – il servizio paritario deve essere equiparato a quello svolto nelle scuole statali. 

Tale disputa giuridica richiama alla mente situazioni analoghe, come quella affrontata per la “Carta Docente”, e mette in luce il bisogno di una valutazione equa per tutti i lavoratori del settore pubblico.

Strategie per i docenti 

In attesa della sentenza definitiva della Corte di Giustizia Europea, prevista per l’autunno del 2025, gli esperti legali consigliano ai docenti interessati di adottare misure preventive per non compromettere i loro diritti economici e professionali. 

In particolare, viene raccomandato di non presentare ricorsi immediatamente, per evitare inutili sprechi di tempo e denaro in caso di esito negativo, e di intervenire tempestivamente per interrompere la prescrizione relativa agli arretrati economici derivanti dalla mancata attribuzione degli anni di servizio.

La procedura per bloccare la prescrizione prevede l’invio di una diffida ben articolata, che faccia esplicito riferimento agli articoli 20 e 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE e alla clausola 4 dell’Accordo Quadro, elementi che costituiscono il fondamento del ricorso presentato alla Corte. 

L’Anief ha già predisposto un modello di diffida, che gli insegnanti possono scaricare e inviare tramite PEC o raccomandata al Ministero. 

Le implicazioni economiche

Tale operazione, pur non risolvendo immediatamente la questione, preserva il diritto al riconoscimento e agli arretrati, condizionati dalla decisione della Corte che, secondo gli avvocati, non può essere giustificata da ragioni economiche.

L’impatto economico di un eventuale riconoscimento generalizzato del servizio nelle scuole paritarie è stimato in circa 2,5 miliardi di euro

Tuttavia, gli esperti sottolineano che, come già accaduto in precedenti casi – ad esempio con la stabilizzazione dei precari o l’introduzione della Carta Docente – le difficoltà finanziarie non possono rappresentare un valido motivo per negare un diritto fondamentale. 

La decisione della Corte di Giustizia Europea potrebbe dunque segnare una svolta decisiva, aprendo la strada a una maggiore equità e a un miglioramento delle condizioni contrattuali per migliaia di docenti.