Il rinnovo protocollo autismo rappresenta un passaggio determinante per garantire il diritto allo studio e alla salute di oltre centomila alunni italiani, eppure dalle istituzioni non arriva alcun segnale di apertura. Da oltre nove mesi, infatti, il rinnovo protocollo autismo giace in un limbo burocratico che lascia le scuole prive di direttive chiare per gestire un fenomeno in costante crescita e priva le famiglie del necessario supporto operativo.
L’Appello Congiunto per il Rinnovo Protocollo Autismo
La denuncia arriva forte e chiara attraverso un comunicato stampa congiunto diramato da IACABAI (Italy Associate Chapter of ABAI) e APRI ODV ETS (Associazione per la ricerca italiana sull’autismo Cimadori).
Le due organizzazioni, da sempre in prima linea per la tutela dei diritti delle persone nello spettro autistico, evidenziano una situazione di stallo istituzionale che rischia di compromettere seriamente la qualità dell’inclusione scolastica nel nostro Paese.
Il precedente accordo tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Ministero della Salute è scaduto il 17 gennaio 2025 e, nonostante le ripetute sollecitazioni inviate tramite PEC e missive ufficiali, nessuna risposta è pervenuta dai dicasteri competenti.
Tale silenzio appare ancora più grave se si considera che la richiesta di rinnovo protocollo autismo mirava non solo a confermare le intese pregresse, ma a estendere il tavolo di lavoro anche al Ministero dell’Università e della Ricerca e al Dipartimento per le Disabilità.
L’obiettivo era creare una sinergia interministeriale capace di affrontare le sfide educative e sanitarie in modo integrato.
Purtroppo, ad oggi, non risulta fissata alcuna agenda di lavoro, né tantomeno una convocazione ufficiale per discutere i termini della nuova intesa, lasciando un vuoto normativo che pesa quotidianamente sulla vita scolastica di migliaia di studenti.
E questo, lamentano IACABAI e APRI ODV ETS, nonostante la lettera inviata ai ministeri competenti ben nove mesi fa.
I Dati ISTAT e l’Urgenza di un Accordo Strutturale
L’inerzia amministrativa si scontra con una realtà demografica ed epidemiologica che richiederebbe, al contrario, interventi tempestivi e strutturati.
Le rilevazioni ISTAT mostrano, infatti, un incremento costante della categoria diagnostica F84, relativa ai disturbi evolutivi globali dello sviluppo psicologico, con picchi particolarmente significativi nella fascia d’età compresa tra zero e sei anni.
Tali numeri suggeriscono inequivocabilmente che l’onda d’urto di queste nuove diagnosi investirà presto i gradi successivi dell’istruzione, trovando però un sistema scolastico impreparato ad accoglierla.
Il rinnovo protocollo autismo diventa, quindi, uno strumento imprescindibile per pianificare la formazione del personale e garantire la presenza di figure specializzate nelle aule.
Attualmente, la scuola italiana affronta l’aumento degli iscritti con diagnosi di autismo utilizzando strumenti datati e spesso inefficaci.
La carenza di docenti di sostegno specializzati e la conseguente discontinuità didattica rappresentano ferite aperte nel sistema educativo, che un accordo quadro interministeriale potrebbe contribuire a sanare attraverso linee guida condivise e vincolanti per tutti gli attori coinvolti.

Le Proposte Tecniche per Sbloccare il Rinnovo Protocollo Autismo
IACABAI e APRI non si sono limitate a segnalare il problema, ma hanno avanzato proposte concrete e sostenibili per agevolare la sottoscrizione del nuovo accordo.
Le associazioni hanno suggerito interventi realizzabili a costi ridotti o addirittura a invarianza di spesa, basati sull’applicazione rigorosa delle normative nazionali già vigenti.
Tali misure mirano a garantire standard elevati nella formazione degli insegnanti e degli operatori sanitari che entrano nelle scuole, nonché a stabilire protocolli certi per la continuità educativa.
Eppure, la mancata risposta ministeriale impedisce di trasformare queste proposte tecniche in prassi amministrative.
Il rinnovo protocollo autismo servirebbe proprio a formalizzare procedure che oggi sono lasciate alla buona volontà dei singoli istituti o alla discrezionalità dei dirigenti scolastici.
Le famiglie chiedono semplicemente l’applicazione delle leggi dello Stato, reclamando un diritto che non può essere sospeso a causa di ritardi burocratici o disattenzione politica.
Ogni giorno trascorso senza un quadro normativo chiaro si traduce in opportunità formative perse per gli alunni, i quali necessitano di un ambiente strutturato e competente per poter esprimere il proprio potenziale.
Segnali Istituzionali: Il Garante e il Silenzio del Governo
In questo panorama di immobilismo, un segnale positivo è giunto dall’Autorità Garante per le Disabilità.
L’organo indipendente ha recentemente emanato la sua prima raccomandazione ufficiale, recependo una delle istanze fondamentali promosse dalle associazioni, ovvero quella relativa alla regolamentazione dell’accesso in classe dei professionisti sanitari privati pagati dalle famiglie.
L’atto del Garante dimostra una sensibilità istituzionale che contrasta nettamente con l’atteggiamento dei Ministeri.
Le organizzazioni firmatarie hanno accolto con favore l’intervento dell’Autorità, sottolineando come esso provi che l’ascolto e l’azione sono possibili quando vi è la volontà politica di procedere.
Tuttavia, l’iniziativa del Garante, per quanto autorevole, non può sostituirsi al rinnovo protocollo autismo, che resta di esclusiva competenza dei Ministeri dell’Istruzione e della Salute.
Il divario tra l’attivismo dell’Autorità di garanzia e la stasi dei dicasteri esecutivi evidenzia una preoccupante mancanza di coordinamento nella governance delle politiche per l’inclusione.
Formazione e Tavoli Tecnici: Le Priorità del Futuro Accordo
Per uscire dall’impasse, è necessario che il Governo riattivi immediatamente il dialogo con le parti sociali e scientifiche.
Le richieste delle associazioni sono puntuali:
- l’apertura urgente di un tavolo tecnico specifico sull’autismo;
- la definizione di un piano nazionale per la formazione di docenti e assistenti educativi (AEC) basato su evidenze scientifiche;
- la garanzia di continuità per gli interventi educativi.
Il rinnovo protocollo autismo deve diventare il contenitore giuridico all’interno del quale queste priorità trovano attuazione. Non si tratta di una mera formalità, bensì della base sostanziale per costruire una scuola realmente inclusiva.
La speranza è che i Ministeri comprendano che il tempo non è una variabile indipendente quando si tratta di sviluppo evolutivo: agire ora significa prevenire l’emarginazione scolastica e sociale di domani.
Le associazioni restano in attesa di un riscontro, pronte a collaborare nell’esclusivo interesse degli studenti e delle loro famiglie, affinché il diritto all’istruzione non rimanga solo una enunciazione di principio.






