TFA Sostegno 2023: requisiti e opportunità

TFA Sostegno 2023 requisiti e opportunità

A breve partirà l’VIII ciclo del TFA Sostegno 2023: una grande opportunità per molti aspiranti docenti. Il relativo bando è, infatti, atteso entro primavera e dovrebbe riguardare oltre 40mila candidati. Ma cerchiamo, intanto, di capire meglio di cosa si tratta, chiarendo anzitutto cos’è un insegnante di sostegno. 

Per poi soffermarci su cosa bisogna fare per diventarlo, sui requisiti e, ovviamente, anche sulle opportunità che questa specializzazione offre.

TFA è un acronimo che sta per Tirocinio Formativo Attivo ed indica un percorso di formazione universitaria rivolto a coloro che desiderano diventare insegnanti di sostegno. In particolare, è stato introdotto con lo scopo di offrire una formazione specifica per gli insegnanti di sostegno e con l’obiettivo di garantire una maggiore qualità nell’assistenza agli studenti con bisogni educativi speciali nell’ottica di un’efficace attuazione della didattica inclusiva

Che cos’è il TFA Sostegno 2023

Il TFA Sostegno è obbligatorio per coloro che desiderano diventare insegnanti di sostegno sia nella scuola dell’infanzia e primaria che nella scuola secondaria di I e II grado e fornisce una solida base di conoscenze teoriche e pratiche per svolgere il proprio ruolo con efficacia. 

Si tratta di un percorso riconosciuto a livello nazionale e che permette di ottenere l’abilitazione all’insegnamento, assolutamente necessaria per lavorare come insegnante di sostegno.

A tale docente vengono assegnate le procedure volte a tutelare gli studenti con difficoltà di varia natura. É, tuttavia, sbagliato credere che lo stesso venga affidato esclusivamente al discente con disabilità.

Come precisato dalla Nota del MIUR n. 2215 del 26 novembre 2019, infatti,  «il docente di sostegno è assegnato alla classe, di cui diventa pienamente contitolare, e non al singolo alunno».

Un insegnante a tutto tondo, quindi, che deve reggere i fili dell’inclusione e la cui professionalità consente di aiutare anche gli altri docenti a relazionarsi nella maniera corretta con lo studente preso in esame.

VIII Ciclo del TFA Sostegno 2023: requisiti

E il 2023 è proprio l’anno del VIII Ciclo del TFA Sostegno, per il quale si sta ormai solo aspettando la pubblicazione del relativo bando.

Per potervi partecipare è, tuttavia, necessario possedere alcuni requisiti specifici, che variano a seconda della tipologia di scuola.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e la scuola primaria è richiesto il possesso di uno dei seguenti titoli:

  • laurea in Scienze della formazione primaria;
  • diploma magistrale, compreso il diploma sperimentale a indirizzo psicopedagogico, con valore di abilitazione e il diploma sperimentale a indirizzo linguistico, purché conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002;
  • oppure un titolo analogo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia.

Per le scuole secondarie di I e di II grado, invece, i titoli necessari sono:

  • l’abilitazione su una specifica classe di concorso;
  • titolo di laurea + 24 CFU in discipline antropologiche, psicologiche, pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche. 

Da tenere presente, però, che era possibile conseguire i 24 CFU solo fino al 31 ottobre 2022. La nuova Riforma della formazione iniziale e continua e del reclutamento dei docenti – legge n. 79 del 29 giugno 2022, conversione in legge (con modificazioni) del decreto n. 36 del 30 aprile 2022 – ha, infatti, introdotto al loro posto i 60 CFU.  

TFA Sostegno 2023: requisiti ITP

Un discorso a parte va, invece, fatto per gli ITP, ovvero per gli Insegnanti tecnico-pratici che operano nelle scuole secondarie di II grado. Fino al 2024, infatti, gli stessi potranno accedere al TFA Sostegno con il solo diploma

A partire dal 2025 per gli ITP sarà, pertanto, obbligatorio il possesso:

  • di una laurea triennale, oppure di un titolo equipollente o equiparato;
  • nonché dei 24/60 CFU.

Struttura del TFA Sostegno

La struttura del TFA Sostegno prevede un percorso formativo della durata di un anno scolastico – per l’esattezza di 8 mesi – che combina attività teoriche e pratiche. Più nello specifico, il corso include lezioni in aula, esercitazioni e tirocini presso le scuole.

I partecipanti seguiranno lezioni teoriche su temi come la didattica speciale, la psicologia dello sviluppo, la legislazione scolastica e le tecnologie per l’inclusione. Avranno, inoltre, l’opportunità di svolgere tirocini presso le scuole per acquisire esperienza pratica.

Il TFA Sostegno è a numero chiuso ed è organizzato da università pubbliche e private e può essere svolto in modalità a distanza o in presenza, a discrezione delle singole università.

In entrambe le modalità, il programma di studio e i requisiti per l’abilitazione all’insegnamento sono gli stessi. La scelta tra le due modalità dipende semplicemente dalle preferenze personali e dalla disponibilità.

TFA Sostegno 2023: prova preselettiva

Ad ogni modo, prima di affrontare il vero e proprio TFA Sostegno bisogna superare tre prove:

  • una preselettiva;
  • una scritta;
  • una orale.

Si parte con la solita prova preselettiva che consiste in 60 quesiti con 5 opzioni di risposta da completare entro un tempo massimo di due ore. E almeno 20 di queste domande riguardano le competenze linguistiche e la comprensione dei testi in lingua italiana. 

Nelle restanti 40, invece, vengono indagate le competenze socio-psicopedagogiche e didattiche. Ma c’è spazio anche per l’empatia e per l’intelligenza emotiva.

Ogni risposta corretta vale 0,5 punti, mentre ogni risposta non data, o errata, vale 0 punti. E il punteggio minimo per essere ammessi alla prova scritta deve essere di almeno 21/30. 

Da precisare, tuttavia, che sono esentati dalla prova preselettiva le persone con invalidità pari o superiore all’80%. 

Ammessi in soprannumero

Sono, inoltre, ammessi in soprannumero coloro che nei precedenti cicli del TFA Sostegno:

  • abbiano sospeso il percorso e che cioè, pur trovandosi in posizione utile, non si siano poi iscritti al TFA;
  • siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni;
  • siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito ma, nonostante ciò, non siano apparsi in posizione utile.

Ma la misura potrebbe riguardare – come già successo per il VII ciclo – anche i candidati che abbiano superato la prova preselettiva dell’ultimo ciclo e siano poi stati sottoposti a misure sanitarie di prevenzione da COVID-19, ovvero isolamento e/o quarantena. 

Ad essere dispensati dalla prova preselettiva sono anche coloro che hanno svolto tre annualità di servizio di sostegno, anche non consecutive, nel corso degli ultimi cinque anni.

TFA SOSTEGNO: prova scritta e orale

La seconda prova prevede una o più prove scritte o pratiche, a discrezione delle singole università. Gli argomenti saranno praticamente gli stessi della prova preselettiva, ma le domande saranno a risposta aperta. E anche in questo caso il punteggio minimo da raggiungere è di 21/30. 

Ovviamente, nel caso in cui le prove siano più di una, la valutazione si ottiene dalla media aritmetica delle valutazioni delle singole prove, ciascuna delle quali deve comunque essere superata con almeno 21/30. 

Infine bisogna affrontare la terza prova, quella orale, che verte sulle stesse materie delle prove scritte. Ai candidati viene, inoltre, chiesto di spiegare le motivazioni alla base della loro scelta di voler diventare insegnanti di sostegno. Il punteggio minimo anche in questo caso è di 21/30.

I 60 CFU del TFA Sostegno 2023

A questo punto si accede al vero e proprio TFA Sostegno della durata complessiva di non meno di 8 mesi, durante il quale bisogna conseguire 60 CFU così suddivisi:

  • 36 CFU per le lezioni;
  • 9 CFU per i diversi laboratori;
  • 6 CFU per il tirocinio diretto;
  • 3 CFU per il tirocinio indiretto con le TIC (ovvero le tecnologie dell’informazione e della comunicazione);
  • 3 CFU per il tirocinio indiretto;
  • 3 CFU per la prova finale.

Il ruolo dell’insegnante di sostegno

Come abbiamo già avuto modo di precisare, il TFA Sostegno è molto ricercato perché offre la possibilità di diventare insegnante di sostegno, una figura professionale fondamentale per garantire l’inclusione scolastica degli studenti con bisogni educativi speciali, per aiutarli a sviluppare le competenze e le abilità necessarie per raggiungere il massimo delle loro potenzialità e partecipare attivamente alla vita scolastica.

Il mercato del lavoro per questi insegnanti è in costante crescita, con un elevato numero di posti disponibili in tutta Italia. Svolgere questo ruolo significa avere la possibilità di fare la differenza nella vita degli studenti e di contribuire alla loro crescita e formazione.

Il TFA Sostegno è, quindi, un’opportunità unica per coloro che desiderano fare carriera come insegnanti di sostegno e lavorare in un ambito che ha un impatto positivo sulla società.

Il futuro del TFA Sostegno

Si tratta, d’altro canto, di un percorso di formazione molto completo che offre una preparazione approfondita e specifica sull’attività didattica di sostegno e che permette di acquisire le competenze necessarie per svolgere questo ruolo in modo efficace e competente.

Quello del TFA Sostegno è un argomento tanto delicato quanto complesso. E proprio per questo motivo bisogna stare molto attenti alla disinformazione cronica che si agita pericolosamente su social e, in particolare, in molti forum e gruppi dedicati. Affidarsi a professionisti seri, competenti e certificati è sempre la scelta migliore. Così come seguire un corso di preparazione TFA Sostegno per non rischiare di perdere questa fondamentale opportunità.  

Chiariamo subito un punto: i posti su sostegno non sono affatto esauriti, come qualcuno sostiene. Tutt’altro. C’è, piuttosto, una crescente richiesta di docenti specializzati sul sostegno, soprattutto al Nord.

TFA Sostegno: le ultime novità

Il neo Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara – in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità – ha annunciato di voler avviare una riforma del sostegno. Ma è praticamente impossibile che questo possa avvenire per l’VIII ciclo: non ci sono i tempi tecnici per mettere in campo le eventuali modifiche. 

Qualcuno sostiene, addirittura, che questo potrebbe essere l’ultimo ciclo e che la laurea in Scienze della Formazione Primaria potrebbe diventare abilitante. Ma ci sentiamo di escludere questa ipotesi. Sicuramente ci saranno delle novità. Difficile, però, al momento dire quali e, soprattutto, se miglioreranno o peggioreranno il TFA Sostegno.  

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