Dicembre è uno dei mesi più attesi dal personale della scuola. Oltre allo stipendio ordinario, infatti, al personale scolastico viene accreditata anche la tredicesima per insegnanti e ATA, un’entrata aggiuntiva che arriva tradizionalmente entro la metà del mese. Ma come si calcola esattamente? E perché l’importo varia da un dipendente all’altro?
Scopriamo tutto ciò che devi sapere sulla tredicesima mensilità, tra tempistiche, regole di calcolo e aspetti da non sottovalutare.
Quando arriva la tredicesima per insegnanti e ATA: date e tempistiche di accredito
A differenza degli altri mesi dell’anno, in cui lo stipendio del personale scolastico viene accreditato intorno al 23, per dicembre è prevista un’erogazione anticipata.
La tredicesima per insegnanti e ATA viene infatti pagata insieme allo stipendio, generalmente entro la prima metà del mese, per consentire ai dipendenti di disporre delle somme prima delle festività natalizie.
Il pagamento è gestito da NoiPA, che programma l’erogazione in una data unica per tutto il personale statale. In alcuni anni l’accredito può avvenire già tra il 13 e il 16 dicembre, salvo eventuali variazioni comunicate ufficialmente nel portale.
La tredicesima per insegnanti e ATA è riconosciuta a:
- insegnanti di ruolo;
- personale ATA di ruolo;
- lavoratori con contratto a tempo determinato con maturazione del trattamento (in base alle norme vigenti);
- supplenti annuali o al 30 giugno (con regole specifiche a seconda del contratto).
Come si calcola l’importo della tredicesima per insegnanti e ATA
Il meccanismo di calcolo della tredicesima per insegnanti e ATA si basa su un principio semplice ma spesso poco noto: non si tratta di una mensilità piena “extra”, bensì di una quota maturata mese per mese durante l’anno lavorativo.
La formula di riferimento è la seguente:
Importo lordo della tredicesima = Somma delle retribuzioni lorde mensili percepite nei mesi lavorati ÷ 12
Ciò significa che:
- chi ha lavorato per tutti i 12 mesi percepirà una tredicesima pari alla media delle retribuzioni lorde dell’anno;
- chi ha lavorato solo alcuni mesi (es. supplenti) riceverà l’importo proporzionato ai mesi effettivamente retribuiti;
- periodi non lavorati, aspettative non retribuite o assenze particolari possono ridurre la maturazione.
Cosa rientra nella retribuzione lorda utile al calcolo
Di solito sono inclusi stipendio tabellare, indennità fisse previste dal contratto e eventuale IVC. Non rientrano invece compensi variabili o accessori, come straordinari, indennità di turno, compensi del FIS e attività aggiuntive.
Tredicesima: perché l’importo può variare
Non tutti i dipendenti della scuola ricevono lo stesso importo. Le variazioni dipendono da diversi fattori:
- tipologia di contratto (tempo indeterminato, annuale, fino al 30 giugno, breve);
- anzianità di servizio;
- presenza o meno di periodi non retribuiti nell’anno;
- variazioni nella retribuzione tabellare (es. passaggi di fascia).
Inoltre, l’importo visibile nel cedolino è lordo: sul netto incidono contributi e trattenute fiscali, che rendono spesso la tredicesima meno “pesante” rispetto alla mensilità ordinaria.
In definitiva, la tredicesima insegnanti e ATA è un diritto contrattuale che si matura durante tutto l’anno e viene corrisposto entro metà dicembre insieme allo stipendio.
Conoscere la formula di calcolo e i criteri che ne determinano l’importo permette di comprendere perché l’accredito può variare da una persona all’altra e di interpretare con maggiore consapevolezza il cedolino di fine anno.



