L’aggiornamento delle Graduatorie provinciali per le supplenze, atteso per la primavera (tra febbraio e marzo), rappresenta uno snodo fondamentale per la carriera dei docenti precari. Il possesso del corretto titolo di studio, ovvero la laurea GPS 2026, costituisce il requisito d’accesso imprescindibile per l’inserimento in seconda fascia e per determinare il punteggio di partenza.
Il ruolo della laurea per l’accesso alla seconda fascia
Mentre la prima fascia è riservata ai docenti già abilitati, la seconda fascia delle GPS accoglie gli aspiranti in possesso del titolo di studio idoneo per l’insegnamento nella specifica classe di concorso, ma privi di abilitazione.
Per la scuola Secondaria di primo e secondo grado, il requisito d’accesso è costituito da una laurea GPS 2026 (Magistrale, Specialistica o di Vecchio Ordinamento) che sia completa del piano di studi previsto dalla normativa vigente.
Non è sufficiente, dunque, il solo possesso del titolo accademico: è necessario che questo includa tutti i Crediti Formativi Universitari (CFU) o Accademici (CFA) richiesti nei settori scientifico-disciplinari specifici per accedere alla classe di concorso desiderata.
La verifica del proprio piano di studi rispetto alle tabelle ministeriali è un passaggio imprescindibile prima della compilazione della domanda.
Crediti mancanti e iscrizione con riserva: facciamo chiarezza
Un dubbio frequente tra i neolaureati o i laureandi riguarda la possibilità di iscriversi alle GPS se mancano ancora alcuni CFU curricolari per completare il titolo di accesso alla classe di concorso.
È necessario chiarire che, per l’accesso alla seconda fascia tramite laurea GPS 2026, è obbligatorio possedere il titolo di accesso integralmente al momento della presentazione della domanda.
Non è prevista, dunque, la possibilità di iscriversi con riserva in seconda fascia se mancano esami per raggiungere i requisiti della classe di concorso.
L’iscrizione con riserva è consentita esclusivamente per la prima fascia, ovvero per chi sta conseguendo l’abilitazione o la specializzazione sul sostegno entro termini stabiliti (solitamente entro il 30 giugno).
Chi deve ancora acquisire CFU per l’accesso deve necessariamente conseguirli entro la data di scadenza per l’invio dell’istanza di aggiornamento.

Modalità di presentazione dell’istanza e obbligo di conferma
Un passaggio determinante dell’aggiornamento delle Graduatorie GPS 2026 riguarda le modalità operative di presentazione della domanda.
La procedura avverrà esclusivamente in via telematica tramite la piattaforma Istanze Online del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
È essenziale sottolineare che la nuova tornata segna la fine degli automatismi del passato: diventa, infatti, obbligatorio presentare l’istanza anche nel caso in cui non si posseggano nuovi titoli (come una nuova laurea GPS 2026 o master) o servizi da dichiarare rispetto al biennio precedente.
L’aspirante dovrà accedere al portale e confermare esplicitamente la propria volontà di restare in graduatoria per evitare l’esclusione.
Le principali novità normative dell’aggiornamento 2026
Oltre alle regole di accesso tramite laurea, l’aggiornamento GPS 2026 introduce modifiche normative rilevanti.
Tra le innovazioni più attese spicca la revisione dell’algoritmo di assegnazione supplenze, che subirà un cambiamento attraverso un meccanismo di “ripescaggio” per sanare le criticità dei turni di nomina passati.
Si segnala, inoltre, l’equiparazione del punteggio di abilitazione degli ITP a quello dei docenti teorici e la possibilità inedita di frazionare una cattedra intera per garantire il diritto al completamento orario.
Un fronte particolarmente caldo riguarda, però, le Certificazioni informatiche (per approfondire, leggi il nostro articolo [Addio alle Certificazioni informatiche GPS? La rivoluzione digitale nelle nuove Graduatorie GPS 2026]).
Un clima di incertezza avvolge il destino dei titoli “storici” (come LIM, Tablet e Coding) per i nuovi inserimenti: l’ipotesi ministeriale di escluderli dalla valutazione, puntando solo su standard internazionali rigorosi (Accredia), ha incontrato la ferma opposizione sindacale e del CSPI.
In particolare, il CSPI chiede di tutelare gli investimenti formativi già effettuati dai docenti, proponendo che i nuovi titoli Accredia forniscano punteggio aggiuntivo piuttosto che sostitutivo, o che venga attribuito un peso maggiore alle certificazioni conformi ai framework europei DigComp.
Infine, è previsto un inasprimento del regime sanzionatorio in caso di rinuncia o abbandono del servizio.
Ad ogni modo, il quadro, basato ancora sulla bozza di OM del MIM, potrebbe mutare prima della pubblicazione definitiva.






