Percorsi Indire sul Sostegno, il MIM convoca i sindacati. Novità e polemiche

Giuseppe Montone

3 Marzo 2025

docente di sostegno con alunna con disabilità

Percorsi Indire sul Sostegno, il MIM convoca i sindacati. Novità e polemiche

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Mentre le polemiche relative ai Percorsi Indire sul Sostegno riservati ai docenti con 3 anni di servizio o con titoli esteri in attesa di riconoscimento non accennano minimamente a placarsi, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha convocato i sindacati della scuola per un incontro informativo in programma il 6 marzo

Nuove procedure per la specializzazione sul sostegno

I nuovi percorsi di specializzazione Indire sul sostegno voluti dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara (Decreto Legge n. 71/2024, convertito nella Legge 106/2024) e che saranno attivati, in via del tutto straordinaria, solo fino al 31 dicembre 2025 (insieme ai classici percorsi del TFA Sostegno) sono destinati esclusivamente agli aspiranti docenti in possesso dei seguenti requisiti:

  • tre anni di servizio sul sostegno, anche non continuativi, negli ultimi cinque anni scolastici (sia in scuole statali che paritarie);
  • aver conseguito un titolo estero e aver avviato una procedura di riconoscimento del titolo o un contenzioso amministrativo per mancata conclusione dell’iter di riconoscimento nei termini previsti dalla legge (purché disposti a rinunciare al procedimento).

Il relativo decreto ministeriale, che sarebbe dovuto essere pubblicato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma e che dovrà definire le modalità operative dei nuovi percorsi, è finalmente atteso nelle prossime settimane.

Stando a quanto affermato da Valditara, infatti, i percorsi Indire dovrebbero essere attivati entro la primavera prossima.

docente di sostegno in classe con un alunno con disabilità

Il vincolo dei 120 giorni per i titoli esteri

L’incontro del 6 marzo esaminerà le modalità di attuazione dei percorsi di specializzazione paralleli sul Sostegno affidati a Indire.

Tuttavia, alcuni aspetti della normativa hanno creato del malcontento in quanto prevedono l’esclusione di numerosi insegnanti per ritardi burocratici non dipendenti dalla loro volontà.


L’articolo 7 del Decreto-Legge 71/2024 stabilisce, infatti, che i corsi Indire sono accessibili solo a chi ha presentato la domanda di riconoscimento del titolo estero entro il 1° giugno 2024, vale a dire almeno 120 giorni prima dell’emanazione del decreto. 

Le principali criticità evidenziate riguardano:

  • ritardi amministrativi che hanno impedito di rispettare la scadenza;
  • esclusioni di docenti per pochi giorni di differenza nel calcolo dei termini;
  • mancanza di flessibilità nei confronti delle difficoltà burocratiche.

Ad esempio, tra le due università della Romania con il maggior numero di corsisti italiani si registrerebbero circa 450 aspiranti docenti di sostegno esclusi.

Richiesta di un secondo siclo di Corsi Indire

Il problema delle esclusioni legate ai ritardi burocratici hanno spinto gli insegnanti interessati ad avanzare la proposta di una proroga fino al 2026 in modo da consentire un secondo ciclo di corsi Indire. 

D’altro canto, la presenza nell’articolo 7 del Decreto-Legge 71/2024 dell’espressione “in sede di prima applicazione” sembrerebbe lasciare la porta aperta a successive modifiche. 

Ad ogni modo, oltre all’ipotesi di ulteriori cicli, è stata chiesta anche una revisione del limite dei 120 giorni, con margini di flessibilità per chi ha subito ritardi burocratici non imputabili alla propria responsabilità.

disegno su una lavagna di un uomo che aiuta un altro a salire un gradino

Critiche sulla qualità della Formazione

I docenti specializzati attraverso il tradizionale TFA Sostegno (60 CFU) non vedono particolarmente di buon occhio la novità introdotta dal Ministro Valditara, tant’è che alcuni di loro hanno espresso forti preoccupazioni riguardo ai nuovi percorsi.

In particolare, gli stessi temono che i nuovi percorsi Indire abbreviati possano compromettere la qualità della preparazione per l’insegnamento agli studenti con disabilità. 

Da qui, la proposta delle seguenti modifiche:

  • percorsi formativi più rigorosi (durata minima di 6 mesi);
  • prove selettive di accesso;
  • laboratori in presenza e tirocini obbligatori;
  • esami intermedi in modo da verificare le competenze acquisite.

Il timore, del resto, è che i nuovi percorsi di specializzazione Indire sul sostegno che affiancheranno quelli del TFA Sostegno possano rappresentare una regolarizzazione automatica per chi ha ottenuto il titolo all’estero senza adeguati criteri selettivi. 

Da qui l’invito a garantire una preparazione di qualità e a definire criteri chiari per l’attribuzione del punteggio nelle graduatorie.

Nonostante le critiche, una parte della categoria sostiene l’iniziativa ministeriale, ritenendola strategica per affrontare la carenza di docenti specializzati nel sostegno. 

Secondo i sostenitori, infatti, tali percorsi non possono essere considerati scorciatoie, ma costituiscono semplicemente un’opportunità per rispondere all’emergenza educativa.

L’obiettivo dichiarato, a loro avviso, è quello di riconoscere il valore professionale di chi ha maturato anni di esperienza nel settore, attraverso un percorso strutturato per ottenere la stabilizzazione.