L’imminente aggiornamento delle Graduatorie GPS 2026 – prevista tra febbraio e marzo – recepisce le disposizioni in materia di formazione iniziale introdotte dalla Riforma Bianchi, confermando i 60 CFU nelle GPS 2026 come il requisito cardine per l’abilitazione all’insegnamento su posto comune nella scuola Secondaria. Pertanto, capire il valore e il funzionamento di questi nuovi percorsi formativi universitari è strategico per chi ambisce all’inserimento in prima fascia e intende consolidare la propria posizione professionale.
Il valore abilitante dei 60 CFU nelle GPS 2026
La riforma della formazione iniziale ha introdotto i percorsi da 60 Crediti Formativi Universitari (CFU) come via maestra per ottenere l’abilitazione.
Per l’aggiornamento delle Graduatorie GPS 2026, il conseguimento di questo titolo permette l’accesso diretto alla prima fascia e garantisce la priorità nelle convocazioni rispetto ai colleghi non abilitati inseriti in seconda fascia.
È, pertanto, fondamentale comprendere come cambiano i requisiti di accesso e come vengono valutati questi percorsi.
Punteggi e Abilitazione: nessuna differenza tra 30, 36 e 60 CFU
Un chiarimento fondamentale va fatto in merito alla valutazione dei diversi percorsi abilitanti.
Contrariamente a quanto ipotizzato in precedenza, nelle GPS 2026 non vi sono differenze sostanziali di punteggio basate meramente sulla durata del percorso (30, 36 o 60 CFU).
Le disposizioni ministeriali e il DPCM del 4 agosto 2023 stabiliscono, infatti, un principio di equivalenza: ciò che determina il peso specifico del titolo in graduatoria non è il numero di crediti, bensì la natura dell’accesso e il voto finale.
Il meccanismo di calcolo: Selettivo vs Non Selettivo
Il sistema di valutazione si articola su una struttura composta da un punteggio base (legato al voto di abilitazione, fino a un massimo di 12,5 punti) a cui si sommano bonus specifici.
La vera distinzione, dunque, risiede esclusivamente nella selettività del percorso:
- Percorsi Selettivi (es. numero programmato): garantiscono un bonus aggiuntivo di 12,5 punti. Grazie alla combinazione tra voto finale, bonus selettivo e ulteriori punti fissi previsti dalle tabelle (fino a 24 punti), chi consegue l’abilitazione tramite canali selettivi può arrivare a maturare un punteggio complessivo fino a 36 punti.
- Percorsi Non Selettivi: per i corsi che non prevedono barriere d’ingresso selettive, il bonus aggiuntivo attribuito è pari a 5 punti.
In sintesi, l’obiettivo strategico per l’aspirante docente è conseguire l’abilitazione: che il percorso sia da 30 o 60 CFU, il calcolo seguirà la medesima logica (punti voto + punti per accesso selettivo o meno), premiando il merito e la selezione all’ingresso piuttosto che la sola durata formativa.

Inserimento con riserva e tempistiche di conseguimento
Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di iscriversi in prima fascia pur non avendo ancora completato l’intero percorso abilitante al momento della domanda.
La normativa prevede un meccanismo di flessibilità: è consentito l’inserimento con riserva in prima fascia per chi sta frequentando i percorsi da 60 CFU nelle GPS 2026, a condizione che il titolo venga conseguito entro i termini stabiliti dal decreto (solitamente il 30 giugno).
La riserva dovrà poi essere sciolta positivamente in una finestra temporale successiva, generalmente compresa tra la metà di giugno e l’inizio di luglio.
Il mancato conseguimento del titolo entro la scadenza comporta la decadenza dalla prima fascia e, di conseguenza, la perdita della priorità acquisita.
Modalità di presentazione dell’istanza e obbligo di conferma
Un passaggio determinante dell’aggiornamento 2026 riguarda le modalità operative di presentazione dell’istanza.
La procedura avverrà esclusivamente in via telematica tramite la piattaforma Istanze Online del Ministero dell’Istruzione e del Merito, accessibile con SPID o CIE.
È essenziale sottolineare che la nuova tornata segna la fine degli automatismi del passato: diventa, infatti, obbligatorio presentare la domanda anche nel caso in cui non si posseggano nuovi titoli o servizi da dichiarare rispetto al biennio precedente.
L’aspirante dovrà accedere al portale e confermare esplicitamente la propria volontà di restare in graduatoria per evitare l’esclusione.
Le novità 2026: algoritmo e il nodo Certificazioni Informatiche
L’aggiornamento introduce modifiche normative rilevanti, come la revisione dell’algoritmo di assegnazione supplenze con il meccanismo di “ripescaggio” e l’equiparazione del punteggio di abilitazione degli ITP a quello dei docenti teorici.
Tuttavia, un fronte di grande incertezza riguarda le Certificazioni informatiche (LIM, Tablet, Coding).
L’ipotesi ministeriale è quella di accettare per i nuovi inserimenti solo titoli rilasciati da enti accreditati Accredia e di escludere i vecchi attestati.
I sindacati e il CSPI hanno espresso forti perplessità, chiedendo di tutelare gli investimenti formativi dei docenti.
Il CSPI ha proposto di attribuire un peso maggiore alle Certificazioni conformi ai framework europei DigComp 2.2 e DigCompEdu (uniformandole al sistema di punteggio delle Certificazioni linguistiche), piuttosto che escludere in toto i titoli pregressi.
Inoltre, è previsto un inasprimento delle sanzioni per rinuncia o abbandono del servizio.






