Autonomia scolastica, percorsi di sostegno e precariato: Rino Di Meglio, CGS, analizza le sfide del nostro sistema educativo

Rosalia Cimino

4 Dicembre 2024

Rino Di meglio

Autonomia scolastica, percorsi di sostegno e precariato: Rino Di Meglio, CGS, analizza le sfide del nostro sistema educativo

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Abbiamo intervistato, in occasione del dibattito organizzato dalla nostra rivista “Aggressioni in Cattedra: cause e soluzioni per una scuola più sicura”, Rino Di Meglio, rappresentante della Confederazione Generale Sindacale (CGS).

Di Meglio ci ha offerto una prospettiva critica sulle questioni più urgenti del sistema educativo italiano: dall’autonomia scolastica ai nuovi percorsi di specializzazione per il Sostegno (INDIRE), fino al secondo concorso per docenti, di cui si attende il bando entro il 31 dicembre 2024.

Autonomia scolastica: una realtà consolidata, ma con margini di miglioramento

Alla domanda sulla questione dell’autonomia scolastica, Di Meglio chiarisce che si tratta di un principio già sancito dalla legge negli anni ’90. Tuttavia, sottolinea che la sua implementazione può essere soggetta a opinioni divergenti. 

L’autonomia è già una realtà” afferma “ma probabilmente ci sono aspetti che dovrebbero essere uniformi per tutti i cittadini, mentre altri possono essere lasciati alla discrezione del territorio.”

Questa distinzione, spiega, sarebbe fondamentale per garantire un equilibrio tra uniformità nei diritti fondamentali e flessibilità nell’organizzazione scolastica, tenendo conto delle esigenze specifiche delle diverse aree del Paese.

Specializzazione sul sostegno: un sistema che necessita di equità

Sul tema dei percorsi INDIRE che saranno attivati nel 2025 come ulteriori corsi di specializzazione sul sostegno, Di Meglio evidenzia la gravità della carenza di insegnanti specializzati. 

Abbiamo una cronica mancanza di insegnanti di sostegno, ed è un problema quasi tragico, perché la maggior parte di loro sono precari,” osserva. Il rappresentante della CGS dimostra di apprezzare l’attivazione di nuovi corsi di specializzazione, ma critica la disparità tra i percorsi formativi

Non va bene che alcuni percorsi durino sei mesi, altri un anno e altri ancora due anni. La specializzazione dovrebbe avere la stessa durata e gli stessi requisiti per tutti, perché è una questione di giustizia e buonsenso.”

Di Meglio ritiene fondamentale uniformare questi percorsi per garantire pari opportunità e qualità nella formazione degli insegnanti di sostegno, che svolgono un ruolo cruciale nell’inclusione scolastica.

Secondo concorso docenti: la necessità di stabilizzare i precari

Riguardo al secondo concorso per docenti previsto dal PNRR, il cui bando è previsto entro la fine del 2024, Di Meglio esprime perplessità sulla sua reale utilità. “Prima di procedere con nuovi concorsi, sarebbe stato saggio stabilizzare i precari storici” dichiara. 

A suo avviso, la scuola italiana ha un numero di precari senza precedenti in Europa, e questo fenomeno mina la stabilità del sistema educativo. Di Meglio critica anche i meccanismi complessi e costosi che accompagnano i concorsi attuali. 

Da una parte si rischia di selezionare docenti con prove a crocette, che magari non sanno scrivere in italiano. Dall’altra, i candidati devono affrontare percorsi complicati e costosi per accumulare CFU. Non è accettabile speculare sulla pelle di chi non ha un lavoro stabile.”

Il rappresentante CGS propone un approccio più razionale, con meccanismi semplificati che bilancino la qualità della selezione con la sostenibilità economica per i candidati, evitando inutili difficoltà burocratiche.

L’intervento di Rino Di Meglio evidenzia le contraddizioni e le urgenze del sistema educativo italiano, richiamando l’attenzione su soluzioni pratiche e giuste per affrontare i problemi di autonomia, formazione e precariato nella scuola.