Con il termine ultimo del 30 aprile 2025 per conseguire la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD), il Personale ATA si trova di fronte a una scadenza di estrema importanza: sciogliere la riserva nelle Graduatorie 2024-2027 entro il 9 maggio, senza possibilità di proroga. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha, infatti, respinto le richieste sindacali, nonostante solo un terzo dei candidati abbia adempiuto al requisito. Tra certificazioni non valide e ritardi, quali saranno le conseguenze per migliaia di aspiranti?
L’obbligo della CIAD per il Personale ATA
Il nuovo requisito di accesso imprescindibile per il Personale ATA, ovvero la Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD), è stato introdotto il 18 gennaio 2024 con la firma definitiva del CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021.
L’obbligo, in vigore dal 1° maggio 2024, si applica a tutti i profili professionali ATA, ad eccezione del Collaboratore scolastico, e rappresenta un importante passo verso la digitalizzazione del sistema scolastico.
Tuttavia, grazie a un emendamento al Decreto Milleproroghe 2024, è stata concessa una proroga di un anno, fissando il termine ultimo per il conseguimento della CIAD al 30 aprile 2025.
Nonostante le richieste sindacali di un’ulteriore estensione, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) – con la nota n. 87837 del 10 aprile 2025 – ha confermato la scadenza, fissando una finestra temporale dal 28 aprile al 9 maggio 2025 per lo scioglimento della riserva tramite la piattaforma Istanze Online.

Cos’è la CIAD e perché è obbligatoria
La CIAD è una certificazione che attesta le competenze digitali di base secondo il framework europeo DigComp 2.2, coprendo aree come la navigazione online, la comunicazione digitale, la creazione di contenuti, la sicurezza informatica e la risoluzione di problemi tecnici.
Introdotta per garantire che il Personale ATA possa operare in un contesto scolastico sempre più digitalizzato, la CIAD è obbligatoria per tutti i profili tranne il Collaboratore scolastico, come stabilito dall’Allegato A del CCNL 2019-2021.
La certificazione deve essere rilasciata da un ente accreditato presso Accredia, essere registrata, valida al momento dell’iscrizione in graduatoria e attestare il superamento di un esame finale su competenze come l’uso di sistemi operativi, word processor, fogli elettronici e gestione della posta elettronica.
Le Certificazioni valide per la CIAD
Non tutte le certificazioni digitali sono riconosciute come CIAD. Per essere valide, devono rispettare criteri precisi, come l’accreditamento presso Accredia e la conformità al framework DigComp 2.2.
Attualmente, le certificazioni accettate dal MIM includono:
- CertiCod FULL (Biesse Solution), riconosciuta come conforme agli standard richiesti;
- EIPASS 7 Moduli Standard (CERTIPASS), con possibilità per i possessori di EIPASS 7 Moduli User di passare alla versione Standard tramite un esame integrativo di 56 domande in 90 minuti;
- EDSC DigComp 2.2 (Intertek Italia);
- IDCERT DigComp 2.2;
- ICDL Full 7 Moduli Standard (AICA), che richiede un esame integrativo per la conformità a DigComp 2.2; ECDL non è valida senza due test integrativi;
- Eirsaf European Digital Pass (EEDP) (IRSAF);
- PEKIT Expert (Fondazione Onlus Sviluppo Europa).
Per verificare l’accreditamento, si può consultare il sito di Accredia cercando “DigComp” nella sezione dedicata.

Scioglimento della riserva: tempistiche e modalità
Il Ministero ha comunicato, con la nota n. 87837 del 10 aprile 2025, le modalità per lo scioglimento della riserva per i candidati inseriti con riserva nelle Graduatorie ATA di terza fascia 2024-2027.
Dal 28 aprile al 9 maggio 2025 sarà attiva una procedura informatizzata su Istanze Online (POLIS), accessibile tramite credenziali SPID, CIE o utenza ministeriale abilitata.
I candidati dovranno dichiarare il conseguimento della CIAD, indicando l’ente certificatore e le informazioni necessarie per verificarne la validità presso Accredia.
La certificazione deve essere conseguita tassativamente entro il 30 aprile 2025, e il mancato adempimento comporterà l’esclusione automatica dalle graduatorie, come previsto dal CCNL e dal bando ATA 2024.
La proroga negata: le posizioni del MIM e dei sindacati
Nelle settimane scorse, i sindacati, tra cui FLC CGIL e Uil Scuola Rua, hanno richiesto una proroga della scadenza del 30 aprile 2025, proponendo un’estensione almeno fino a giugno per consentire a più candidati di regolarizzare la propria posizione.
Le motivazioni includono i ritardi nel rilascio degli attestati e il problema di certificazioni non valide conseguite e/o presentate in buona fede.
Tuttavia, il MIM, durante l’incontro del 10 aprile 2025, ha confermato che non ci sarà alcuna proroga, mantenendo fermo il termine al 30 aprile 2025.

CIAD: i numeri della crisi
Dati non ufficiali evidenziano una situazione critica: su circa 2 milioni di domande presentate per le Graduatorie ATA di terza fascia, al momento sarebbero state rilasciate meno di 700.000 CIAD, pari a circa 1/3 del Personale ATA interessato.
Ragion per cui, qualora da qui al 30 aprile il dato non verrà drasticamente rovesciato, le istituzioni scolastiche si troveranno a gestire una situazione potenzialmente esplosiva, con migliaia di figure professionali che verranno escluse dalle Graduatorie ATA di terza fascia valide per il triennio 2024-2027.
Se è vero che molti candidati hanno conseguito in buona fede certificazioni non valide, finendo nella trappola degli “avvoltoi dei falsi titoli”, è anche vero però che tutti – indistintamente – hanno avuto un anno di tempo per adempiere al requisito, ma si sono ridotti all’ultimo momento, contribuendo al sovraccarico degli enti certificatori e ai ritardi amministrativi.
Il pigro temporeggiamento di chi ha rimandato per mesi e mesi la sfida della CIAD rischia, tuttavia, di trasformarsi in un pericoloso boomerang che potrebbe costringere migliaia di aspiranti Personale ATA a restare con le mani in mano fino al prossimo aggiornamento delle Graduatorie di terza fascia in programma per il 2027.
Da parte loro, i sindacati, nonostante il rischio che migliaia di candidati vengano depennati dalle Graduatorie ATA (alle quali si erano iscritti con riserva durante l’aggiornamento 2024), escludono un ripensamento del MIM sulla proroga.


