Riforma organici ATA 2026/2027: come cambia la mobilità verticale

Rosalia Cimino

12 Maggio 2025

Collaboratore scolastico

Riforma organici ATA 2026/2027: come cambia la mobilità verticale

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Via libera a una profonda revisione degli organici del personale ATA in vista dell’anno scolastico 2026/2027, dopo l’incontro tra  le organizzazioni sindacali e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, avvenuto lo scorso 8 maggio. 

Al centro dell’accordo c’è la transizione della figura dei “Collaboratori scolastici” verso il nuovo profilo di “Operatore Scolastico”, per garantire maggiore professionalità e un’unità operativa in ciascun plesso. La riorganizzazione prevede numeri, criteri di accesso e impatti economici ben definiti. Li scopriamo insieme.

Nuovo profilo di “Operatore Scolastico” e numeri della trasformazione

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2019-21 ha introdotto la figura dell’Operatore Scolastico, collocata nell’Area degli Operatori (As), a differenza dei Collaboratori scolastici che rimangono nell’Area A. 

Secondo quanto stabilito nell’incontro, 42.114 Collaboratori Scolastici saranno riclassificati come Operatori Scolastici, in modo da assicurare almeno un operatore per ogni plesso della rete nazionale. 

Una simile scelta risponde all’esigenza di uniformare il servizio di accoglienza, vigilanza e supporto operativo in tutte le scuole, senza più differenze tra sedi.

Le mansioni dell’Operatore Scolastico riprendono in gran parte quelle del precedente profilo, ma con l’aggiunta di compiti di assistenza non specialistica agli alunni con disabilità e supporto alle attività tecnico-amministrative. 

Tale evoluzione punta a valorizzare le competenze socio-assistenziali e l’autonomia operativa, come previsto dalle “declaratorie delle aree” dell’allegato A del CCNL.

Mobilità verticale: modalità di accesso e tempistiche

La trasformazione del personale avverrà tramite mobilità verticale, riservata al personale già in servizio. Potranno partecipare al passaggio coloro che, alla data di entrata in vigore (1° settembre 2026), vantano uno dei seguenti requisiti:

  • Attestato di qualifica professionale valido per l’accesso esterno al profilo di Operatore Scolastico e almeno 5 anni di esperienza maturata nell’area dei Collaboratori scolastici o nell’equivalente area del precedente sistema di classificazione.
  • Diploma di scuola secondaria di primo grado e almeno 10 anni di servizio nei medesimi ambiti professionali.

Il Ministero ha definito un calendario delle fasi di presentazione delle istanze e delle graduatorie interne, che sarà pubblicato con apposito decreto di prossima emanazione. 

L’intento è quello di concludere tutte le operazioni entro l’estate 2026, in modo da garantire piena operatività del nuovo organico già dal primo giorno di lezione.

Impatti economici e sostenibilità della riorganizzazione

L’operazione di riclassificazione è finanziata con un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro, prelevati dal fondo contrattuale destinato ai nuovi ordinamenti del personale ATA. 

L’inquadramento nel ruolo di Operatore Scolastico comporterà per ciascun lavoratore un aumento lordo annuo di circa 595 euro, corrispondente a un incremento netto mensile di circa 25 euro, calcolato dalla UIL Scuola sulla base delle tabelle retributive vigenti.

Dal punto di vista delle scuole, la riorganizzazione non incide sul numero complessivo dei posti ATA – mantenuto in linea con le esigenze didattiche e organizzative – ma punta a ripartire le risorse umane in modo più funzionale. 

L’approvazione del piano rappresenta dunque un cambiamento epocale per il personale ausiliario, garantendo qualità del servizio e nuove opportunità di crescita professionale.