Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha tracciato le linee guida per una scuola fondata sui principi di rispetto, educazione e responsabilità, denunciando però l’aumento di episodi di violenza e bullismo.
Nel corso di un’intervista rilasciata al Giornale, il Ministro ha evidenziato la gravità della situazione, citando casi emblematici e annunciando nuove misure per contrastare tali comportamenti. L’obiettivo è chiaro: garantire un ambiente scolastico sicuro, responsabilizzando studenti e famiglie attraverso sanzioni più severe e percorsi educativi alternativi.
La denuncia del Ministro: episodi di violenza in aumento
Durante l’intervista, Valditara ha riportato un episodio significativo avvenuto in una scuola: uno studente, dopo essersi rifiutato di spegnere il cellulare nonostante le richieste dell’insegnante, ha reagito con violenza, aggredendo fisicamente il docente e provocandogli la frattura del setto nasale.
L’episodio citato da Valditara fa riferimento al professor Rocco Latrecchiana – che il 15 ottobre 2024 è stato aggredito da un alunno 16enne nell’istituto di istruzione superiore “Lombardini” di Abbiategrasso (Milano) – e che lo scorso febbraio (in un’intervista esclusiva con “La Scuola Oggi”) ha annunciato la propria decisione di lasciare l’insegnamento.
Tra l’altro Latrecchiana era stato anche nostro ospite in occasione del dibattito “Aggressioni in cattedra: cause e soluzioni per una scuola più sicura” tenutosi a Roma il 22 novembre 2024 con la partecipazione dei sindacati del comparto scuola e di rappresentanti del mondo politico e istituzionale.
Il Ministro ha criticato chi considera “repressive” le sanzioni contro i responsabili di tali atti, definendo “cattivismo” l’idea che chi commette azioni dannose per la scuola non debba affrontarne le conseguenze.
Secondo Valditara, la mancanza di responsabilità rischia di alimentare un clima di impunità, con effetti negativi sull’intera comunità scolastica.

Danni alle strutture scolastiche
Un altro esempio citato riguarda l’istituto Gullace di Roma, gravemente danneggiato da un incendio doloso che ha causato danni per due milioni di euro.
Il Ministro ha sottolineato che i responsabili saranno tenuti a risarcire i danni, in linea con il principio “chi rompe paga”.
In assenza di tale misura, il costo delle riparazioni ricadrebbe sulla collettività, penalizzando le risorse destinate all’istruzione.

Nuove misure, sanzioni più severe: arresti e risarcimenti per le aggressioni
Il governo ha già introdotto sanzioni economiche per chi aggredisce docenti o dirigenti scolastici, come previsto dal Decreto Scuola 2025/2026, che stabilisce multe fino a 10.000 euro per tali comportamenti.
Tuttavia, Valditara ha annunciato un ulteriore inasprimento delle pene: in caso di aggressione fisica da parte di un genitore nei confronti di un insegnante, scatterà l’arresto in flagranza, come previsto dall’articolo 381 del Codice di Procedura Penale.
Tale misura mira a tutelare il personale scolastico e a scoraggiare atti di violenza, garantendo una risposta immediata e proporzionata.

Cittadinanza solidale per gli studenti
A partire dall’anno scolastico 2025/2026, gli studenti responsabili di atti di violenza o bullismo non saranno semplicemente sospesi, ma coinvolti in attività di cittadinanza solidale.
Le nuove disposizioni prevedono che i giovani possano essere impegnati in compiti come la pulizia degli spazi scolastici, la distribuzione di pasti nelle mense per i poveri, l’assistenza agli anziani o il supporto in strutture ospedaliere.
L’obiettivo, come dichiarato da Valditara, è trasformare la sanzione in un’opportunità di rieducazione, evitando che gli studenti restino inattivi durante il periodo di sospensione e favorendo, invece, un percorso di crescita e responsabilizzazione.






