3 anni di servizio ATA: come si calcolano?

Rosalia Cimino

22 Luglio 2024

Tre stelle

3 anni di servizio ATA: come si calcolano?

ll Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro stipulato tra l’ARAN e le Organizzazioni Sindacali del comparto scuola disciplina il rapporto di lavoro sia dal punto di vista normativo (orario, qualifiche e mansioni, stabilità del rapporto), sia dal punto di vista economico (retribuzione, trattamenti di anzianità). Il Contratto si applica al personale docente di tutti gli ordini e gradi, educativo e a quello ausiliario, tecnico e amministrativo. Ci soffermiamo sui 3 anni di servizio ATA: come si calcolano e se incidono sulla definizione dei giorni di ferie. 

Come si calcolano 3 anni di servizio per il Personale ATA

L’anzianità dei 3 anni di servizio ATA risulta di fondamentale importanza per diversi aspetti: vediamo come si calcola, soffermandoci sui punti assegnati per le differenti tipologie di servizio:

  • 6 punti per la scuola statale dell’Infanzia e Primaria e Secondaria di I e II grado per ogni anno scolastico e 0,50 punti per ogni mese o frazione di mese superiore a 15 giorni;
  • 3 punti per la scuola paritaria dell’Infanzia e Primarie e Secondaria di I e II grado per ogni anno scolastico e 0,25 punti per ogni mese o frazione di mese superiore a 15 giorni;
  • 0,10 punti per ogni mese di servizio o frazione superiore a 15 giorni, fino a massimo 1,20 punti per anno scolastico per i profili di AA, AT, cuoco, infermiere; 0,15 punti per guardarobiere, operatore dei servizi agrari, collaboratore scolastico, operatore scolastico. In ogni caso, per altro servizio prestato nelle scuole statali, insegnamento nei corsi CRACIS (Corsi di Richiamo e di Aggiornamento Culturale Secondaria) e con rapporto di lavoro costituito con enti locali, e il servizio prestato come modello vivente;
  • Il punteggio si dimezza per altro servizio prestato nelle scuole paritarie;
  • 0,60 punti per ogni anno, 0,05 punti per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni (fino a un massimo di 0,60 punti per anno scolastico) per il servizio prestato alle dirette dipendenze di amministrazioni statali e enti locali;
  • 6 punti per ciascun anno scolastico; 0,50 punti per ogni mese o frazione superiore a 15 giorni solo per il profilo di infermiere e per servizio prestato nei convitti annessi agli istituti tecnici e professionali, nei convitti nazionali e negli educandati femminili dello Stato.

Perché serve calcolare bene i 3 anni di servizio? 

Calcolare precisamente i 3 anni di servizio ATA è molto importante per diverse ragioni: dal computo ferie – poiché dopo il terzo anno di lavoro sono riconosciuti 32 giorni di ferie l’anno – al punteggio utile ai fini delle graduatorie.

Partiamo dal presupposto che il calcolo delle ferie spettanti al personale ATA varia a seconda dell’anzianità del dipendente, dalla tipologia di contratto e dall’impegno settimanale richiesto. Se il lavoratore ha meno di tre anni di esperienza, poi, ha diritto a 30 giorni di ferie all’anno.

Il CCNL prevede che, per definire i giorni di ferie maturati, la settimana lavorativa sia calcolata su uno standard di 6 giorni, anche se la scuola presso cui si presta servizio contempli la settimana corta e quindi sia chiusa il sabato.

Per quanto riguarda i lavoratori impegnati per mezza giornata, le ferie variano a seconda che si tratti di un part-time verticale o orizzontale. Per i part-time verticali, le ferie sono calcolate proporzionalmente ai giorni di lavoro previsti per ogni settimana, considerando un tetto massimo di 6 giorni su 7. Per i part-time orizzontali, i giorni di ferie sono calcolati come per il full-time, ovvero considerando 30-32 giorni l’anno anche se la scuola prevede un orario ridotto.

Come aumentare il punteggio ATA oltre agli anni di servizio

Il personale ATA può aumentare il proprio punteggio, oltre che con gli anni di servizio prestato, anche seguendo dei Corsi per il personale ATA riconosciuti. Si tratta di corsi al 100% online che sono validati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e permettono, in questo modo, di aumentare il proprio punteggio all’interno delle graduatorie.