Classe di concorso A-12

Classe di concorso A-12

Quando si parla di classe di concorso si indica un preciso codice alfanumerico che delinea una disciplina di studio. Per la precisione, ogni docente ha una o più classi di concorso di riferimento. Il tutto è in relazione alla propria laurea, come si vedrà meglio in seguito.

Ciò implica che i soggetti in esame possano impartire lezioni solo ed esclusivamente nelle materie appartenenti alla propria cdc. Per ottenere questa possibilità, però, nel piano di studio dell’aspirante docente devono essere inseriti tutti i CFU utili.

Quindi, per classe di concorso A-12 si intende la capacità di insegnare le discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado. Quest’ultima, inoltre, è la nuova dicitura approvata dal MIUR. Precedentemente, era conosciuta agli addetti ai lavori come 50/A.

Gli aspiranti insegnanti di queste materie hanno la necessità di avere tutte le informazioni del caso. In questo modo potranno avvicinarsi alla docenza in maniera più sicura e pratica.

Con tale articolo, dunque, si ha la volontà di andare a esplorare i meandri di questa cdc. Le nozioni indispensabili, inoltre, sono estrapolate dalle coordinate emanate dal Ministero dell’Istruzione.

Classe di concorso A-12 cos’è

Date le premesse iniziali, bisogna soffermarsi su che cosa sia la classe di concorso A-12. La prima cosa da analizzare riguarda le caratteristiche tipiche di ogni cdc. Quest’ultime, infatti, sono strutturate attraverso i seguenti fattori:

  • il codice;
  • la denominazione;
  • il titolo di accesso;
  • l’indirizzo di studio.

Tutti questi elementi indicano una precisa disciplina. Quest’ultima il punto di riferimento utile per i professori e le professoresse italiane. Infatti, non è possibile impartire lezioni in una disciplina differente dalla propria.

Le cdc, inoltre, sono delineate dai Settori Scientifico Disciplinari (SSD). Essi servono proprio per classificare l’istruzione superiore. Per conoscere il proprio ambito ci si può affidare al Ministero dell’Istruzione.

Il MIUR, infatti, ha emesso un tabellario utile allo scopo. Gli aspiranti docenti in tale maniera hanno le linee guida su cui basarsi per ampliare le proprie opportunità di lavorare nella scuola.

Di conseguenza, la classe di concorso A-12 è la cdc utile per quanti vogliano operare nell’ambito umanistico. Così si può diventare docenti di Storia, Geografia, Lingua e Letteratura italiana.

Tutte materie fondamentali in diverse scuole italiane. Ciò fa comprendere immediatamente la portata di questo tipo di insegnamento.

Requisiti classe di concorso A12

I requisiti per l’accesso alla classe di concorso A-12 sono molto vari tra di loro. Infatti, nel corso degli anni sono state emanate numerose normative che è possibile snocciolare. Ciò consente di avere le informazioni utili al riguardo.

La prima normativa che si può analizzare è il Decreto Ministeriale n. 39 del 30 gennaio 1998. Esso viene riconosciuto con il nome di vecchio ordinamento. In questo caso, i titoli di accesso si concretizzano nei seguenti titoli:

  • laurea in Geografia;
  • laurea in Storia;
  • laurea in Materie letterarie;
  • laurea in Lettere.

Inoltre, tale normativa fa riferimento anche ai titoli di ammissione con validità temporale. Quest’ultimi hanno cambiato denominazione, ma si parla anche di lauree ormai soppresse. In particolare ci si riferisce a laure in:

  • Lettere, Filosofia, Materie letterarie, Pedagogia, Storia purché conseguite entro l’A.A. 1986/1987;
  • Conservazione di Beni culturali e Musicologia purché conseguite entro l’A.A. 1993/1994;
  • Filosofia, Pedagogia, Scienze dell’Educazione purché conseguite entro l’A.A 2000/2001;
  • Geografia, Lettere, Materie letterarie, Storia purché conseguite entro l’A.A. 2000/2001.

Titoli di accesso DM 22/2005

Differente è il discorso per il Decreto Ministeriale n. 22 del 9 febbraio 2005. Ivi vengono inglobate le lauree specialistiche con quelle del vecchio ordinamento. I titoli, dunque, sono:

  • LS 1, Antropologia culturale ed etnologia;
  • LS 2, Archeologia;
  • LS 5, Archivistica e biblioteconomia;
  • LS 10, Conservazione dei beni architettonici e ambientali;
  • LS 12, Conservazione e restauro del patrimonio storico-artistico;
  • LS 15, Filologia e letterature dell’antichità;
  • LS 16, Filologia moderna;
  • LS 21, Geografia;
  • LS 24, Informatica per le discipline umanistiche;
  • LS 40, Lingua e cultura italiana LS 51-Musicologia e beni musicali;
  • LS 73, Scienze dello spettacolo e produzione multimediale;
  • LS 93, Storia antica;
  • LS 94, Storia contemporanea;
  • LS 95, Storia dell’arte;
  • LS 97, Storia medievale;
  • LS 98, Storia moderna.

Questi candidati, però, devono possedere almeno 80 CFU nei seguenti Settori Scientifico Disciplinari:

  • L-FIL-LET;
  • M-GGR;
  • L-ANT;
  • M-STO di cui 12 L-FILLET/04, 12 L-FILLET/10, 12 L-FILLET/12, 12 M-GGR/01;
  • 24 tra L-ANT/02 o 03 e M-STO/01 o 02 o 04.

Anche qui, dunque, il candidato deve fare i giusti accertamenti del caso. Troppo spesso capita che il candidato alla docenza di queste materie abbia dei deficit dal punto di vista dei CFU utili allo scopo.

Ciò è dovuto specialmente ai cambiamenti legislativi effettuati nel corso degli anni.

Titoli di accesso lauree magistrali D.M. 270/2004

C’è un ultimo elemento che va analizzato per quanto riguarda i titoli di accesso alla classe di concorso A-12. Il Decreto Ministeriale n. 270 del 22 ottobre 2004, infatti, decreta quale sia la formazione adeguata al caso.

Le lauree di accesso sono quelle elencate di seguito:

  • LM 1, Antropologia culturale ed Etnologia;
  • LM 2, Archeologia;
  • LM 5, Archivistica e biblioteconomia;
  • LM 10, Conservazione dei beni architettonici e ambientali;
  • LM 11, Conservazione e restauro dei beni culturali;
  • LM 14, Filologia moderna;
  • LM 15, Filologia, letterature e storia dell’antichità;
  • LM 39, Linguistica;
  • LM 43, Metodologie informatiche per le discipline umanistiche;
  • LM 45, Musicologia e beni culturali;
  • LM 65, Scienze dello spettacolo e produzione multimediale;
  • LM 80, Scienze geografiche;
  • LM 84, Scienze storiche;
  • LM 89, Storia dell’arte.

Naturalmente, può capitare anche in questo contesto quanto preannunciato nel precedente paragrafo. 

Infatti, una delle lauree menzionate può non possedere tutti i crediti formativi obbligatori per la cdc. Per tale ragione, il candidato è chiamato a integrare i CFU mancanti.

Ciò può avvenire sia attraverso un master per integrare le materie mancanti, con il conseguimento di esami singoli, ma anche tramite un nuovo corso di laurea.

Dove si può insegnare con A-12

Comprese le basi, è ora di proseguire nel cammino che si sta percorrendo volto all’analisi di questa cdc. Un’altra domanda che ci si pone spesso è dove si possa insegnare con A-12.

A venire in aiuto degli aspiranti docenti ci pensa come sempre la tabella messa a disposizione del MIUR. 

Nella stessa si può leggere che si può operare all’interno dei seguenti istituti scolastici:

  • Liceo Artistico. Lingua e letteratura italiana, Storia e Geografia (1° biennio), Storia (2° biennio e 5° anno);
  • Liceo Linguistico. Lingua e Letteratura italiana, Storia e Geografia (1° biennio), Storia (2° biennio e 5° anno);
  • Liceo Musicale e Coreutico. Lingua e letteratura italiana, Storia e Geografia (1° biennio), Storia, (2° biennio e 5° anno);
  • Liceo Scientifico. Lingua e letteratura italiana, Storia e Geografia (1° biennio);
  • Liceo Scientifico – opzione delle scienze applicate. Lingua e Letteratura italiana, Storia e Geografia (1° biennio), Storia, (2° biennio e 5° anno);
  • Liceo delle Scienze Umane. Lingua e letteratura italiana, Storia e Geografia (1° biennio), Storia (2° biennio e 5° anno);
  • Liceo delle Scienze Umane – opzione Economico-sociale. Lingua e Letteratura italiana, Storia e Geografia (1° biennio), Storia (2° biennio e 5° anno);
  • Liceo Sportivo. Lingua e Letteratura italiana, Storia e Geografia (1° biennio);
  • Istituto Tecnico, settori Economico, Tecnologico. Lingua e Letteratura italiana, Storia;
  • Istituto Professionale, settori Servizi, Industria e Artigianato. Lingua e Letteratura italiana, Storia.

Anche da questo elenco, dunque, è possibile notare le enormi possibilità date da questa classe di concorso. Infatti, essa è spendibile in molteplici scuole e in diversi contesti assai differenti tra di loro.

Classe di concorso A-12 in GPS

Tutti coloro che ambiscono a insegnare, naturalmente, devono entrare in ruolo. Solo in questo modo è possibile occupare una cattedra a tempo indeterminato. Per ottenere ciò è necessario superare un concorso nazionale per la docenza.

Per usufruire di una supplenza a tempo determinato, però, c’è l’occasione di iscriversi nelle GPS. Le Graduatorie Provinciali per le Supplenze sono nate proprio a tale scopo. Il loro ultimo aggiornamento è avvenuto tramite l’Ordinanza Ministeriale n. 112 del 6 maggio 2022.

In tale normativa sono elencati i vari requisiti di accesso alle GPS. Sono menzionati sia i titoli di cultura sia i titoli di servizio.

La loro presenza nel curriculum vitae del candidato può essere fondamentale per poter crescere di punteggio. Maggiori saranno i punti a disposizione dell’aspirante docente e più alte saranno le occasioni di ricevere una supplenza.

Le supplenze GPS, dunque, sono essenziale per la carriera scolastica. Le suddette graduatorie GPS, inoltre, si distinguono tra prima fascia (docenti abilitati) e seconda fascia (possessori dei soli titoli).

Insieme alle Graduatorie di Istituto, sono un’opportunità vitale non solo per chi aspira a insegnare sulla A-12. Esse, infatti, sono aperte a tutte le classi di concorso presenti nella scuola italiana.

Come è già stato detto nel corso di questo articolo, ci sono alcuni modi per poter integrare i CFU mancanti. Uno di questi è rappresentato dai master materie integrative.

Per chi non ha la possibilità di frequentare un ateneo fisico, c’è anche la valida opzione rappresentata dalle università telematiche. Ovviamente, ci si deve sempre affidare a enti riconosciuti dal MIUR.

Sulla medesima scia, si possono aggiungere esami utili al completamento della cdc oppure iniziare un nuovo percorso di laurea. 

Quest’ultima alternativa è da scegliere in un contesto ben preciso. Ciò avviene quando i CFU mancanti sono decisamente troppi rispetto al titolo di studio posseduto dal candidato.

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