Il Collaboratore scolastico (CS) ATA è il profilo più numeroso del comparto Ausiliario, Tecnico e Amministrativo e, nel 2025/2026, anche quello con più assunzioni in ruolo autorizzate. Dei 10.348 nuovi ingressi a tempo indeterminato nel personale non docente, oltre 7.300 riguardano i collaboratori scolastici: più del 71% del totale.
Nel frattempo è stato firmato il nuovo CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024 e, a pochi mesi di distanza, anche l’ipotesi del CCNL 2025-2027. In mezzo a una stagione di trasformazioni rilevanti, il prossimo bando per l’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia ATA, atteso tra marzo e giugno 2027, è l’appuntamento che migliaia di aspiranti attendono per entrare nel sistema.
Collaboratore scolastico (CS) ATA: una figura sempre più richiesta dalle scuole italiane
Il Decreto Ministeriale n. 107 del 31 maggio 2024 fissa l’organico di diritto dei collaboratori scolastici a 131.143 unità su un totale di 196.477 posti del personale ATA. Si tratta della voce più consistente dell’intero comparto, con una distribuzione concentrata nelle regioni a maggior densità scolastica: oltre 19.700 posti in Lombardia, più di 14.000 in Campania, 12.000 in Sicilia, 11.800 nel Lazio.
Per l’anno scolastico 2025/2026 il Ministero dell’Istruzione e del Merito, insieme al MEF, ha autorizzato 10.348 immissioni in ruolo ATA, con una quota del 71% destinata proprio ai collaboratori scolastici. Un dato che conferma la centralità del profilo nell’organizzazione scolastica: è la figura che garantisce ogni giorno pulizia, sorveglianza, accoglienza, supporto ai docenti e assistenza agli alunni con disabilità.
La domanda di personale per la figura del Collaboratore scolastico (CS) ATA è sostenuta anche dall’aumento costante degli alunni con disabilità certificata, passati a circa 330.000 nell’anno scolastico 2024/2025, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente.
La presenza di studenti con bisogni educativi speciali è uno dei criteri che il MIM utilizza per la ripartizione regionale degli organici. La FLC CGIL, nelle informative ministeriali dell’ultimo anno, ha sottolineato più volte la necessità di “un investimento concreto sulla qualità del lavoro” e di rafforzare ulteriormente la dotazione.
Posizioni simili sono state espresse da UIL Scuola RUA e CISL Scuola: il fabbisogno di personale nelle scuole resta un nodo centrale del dibattito sindacale.
Cosa cambia con il nuovo CCNL: aumenti, arretrati, prospettive
Il 5 novembre 2025 è stato firmato all’ARAN il CCNL Istruzione e Ricerca 2022-2024, con sottoscrizione definitiva il 23 dicembre. Hanno firmato CISL, UIL, SNALS, Gilda e ANIEF; non ha firmato la FLC CGIL, che ha giudicato insufficienti gli aumenti rispetto all’inflazione del triennio di riferimento.
Il Contratto introduce incrementi mensili lordi che per la figura del Collaboratore scolastico (CS) ATA vanno da 85,74 euro per la fascia iniziale (0-8 anni di anzianità) fino a 110,80 euro per chi ha superato i 35 anni di servizio. Gli arretrati per il triennio 2022-2024 ammontano a circa 1.300 euro per un neoassunto, comprensivi di una quota una tantum di 270 euro.
A questi si aggiungono le novità sulla retribuzione accessoria: il Compenso Individuale Accessorio (CIA) sale da 79,40 a 88,80 euro mensili a regime, con incrementi progressivi dal 2024 e 2025. Le nuove buste paga sono operative da gennaio 2026, con erogazione degli arretrati già avvenuta nei mesi precedenti.
Il dato più rilevante in chiave prospettica è però un altro. Il 1° aprile 2026 è stata sottoscritta all’ARAN anche l’ipotesi del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, questa volta con la firma di tutte le sigle, FLC CGIL compresa.
Il nuovo accordo prevede un aumento medio di 107 euro mensili per il personale ATA, con un incremento minimo di 91,57 euro per un Collaboratore scolastico (CS) ATA a inizio carriera. Gli arretrati per il periodo gennaio 2025 – giugno 2026 si stimano intorno agli 800 euro medi, con erogazione prevista per giugno 2026. Un emolumento una tantum di 110 euro è previsto per gennaio 2027.
Due contratti rinnovati in sei mesi rappresentano, nelle parole del Ministro Valditara, “un risultato storico di continuità contrattuale”. Per chi entra nel sistema nei prossimi mesi significa un quadro retributivo più chiaro e stabile rispetto agli ultimi dieci anni.

La revisione degli organici del secondo ciclo
Accanto agli aumenti, il 2026 porta anche una riorganizzazione degli organici. Il Decreto Ministeriale n. 211 del 3 novembre 2025, in attuazione dell’articolo 1 comma 828 della Legge 207/2024, ridefinisce le dotazioni dei collaboratori scolastici con una riduzione di 2.174 posti a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
La revisione riguarda esclusivamente il secondo ciclo di istruzione — 1.294 posti in meno nei licei e 880 negli istituti tecnici, professionali e nei licei artistici — e non intacca né il primo ciclo né le dotazioni degli assistenti amministrativi e tecnici.
In termini percentuali, il taglio incide per l’1,6% sull’organico complessivo nazionale dei collaboratori scolastici. La scelta risponde a un aggiornamento dei parametri di calcolo che legano più strettamente il numero di posti al numero effettivo di studenti iscritti in ciascun istituto, superando l’impianto del DM 181/2016.
Sul piano sindacale, la misura è stata accolta con posizioni critiche: la FLC CGIL ha definito la revisione “infierisce sulla scuola” e la UIL Scuola ha chiesto all’Amministrazione di certificare le economie generate per destinarle al personale.
Resta il dato di contesto: anche dopo la revisione, l’organico dei collaboratori scolastici si attesta su oltre 128.000 posti a livello nazionale, la dotazione più numerosa del comparto ATA.
Per chi guarda al bando 2027, gli spazi di inserimento e le supplenze disponibili non cambiano in modo sostanziale, anche perché il fabbisogno di personale di fatto supera largamente i posti in organico di diritto.
L’arrivo dell’Operatore Scolastico: una nuova via di carriera per il Collaboratore scolastico (CS) ATA
Il CCNL Istruzione e Ricerca 2019-2021, sottoscritto il 18 gennaio 2024 ed entrato in vigore il 1° maggio dello stesso anno, ha introdotto il nuovo profilo di Operatore Scolastico.
Si tratta di una figura gerarchicamente superiore al collaboratore scolastico, destinata a entrare pienamente negli organici a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
Secondo le ultime intese tra MIM e organizzazioni sindacali, sono previsti circa 31.000 passaggi dalla qualifica di collaboratore scolastico a quella di operatore nel triennio di riferimento, a fronte di una proposta iniziale che ne prevedeva oltre 42.000.
L’operatore scolastico svolge le stesse attività del collaboratore — sorveglianza, accoglienza, pulizia, collaborazione didattica — con l’aggiunta di compiti qualificati di assistenza non specialistica agli alunni con disabilità e di un primo livello di supporto ai servizi amministrativi e tecnici.
Richiede, per l’accesso dall’esterno, un attestato di qualifica professionale nel settore dei servizi sociali accompagnato dalla Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD).
Per chi entra oggi come collaboratore scolastico, l’operatore scolastico rappresenta una nuova possibilità di progressione di carriera.
Il passaggio dall’area dei collaboratori a quella degli operatori avviene tramite procedura comparativa basata su valutazione del servizio, assenza di provvedimenti disciplinari e una di queste due condizioni alternative previste dall’Allegato D del CCNL: attestato di qualifica professionale più 5 anni di esperienza nell’area dei collaboratori, oppure diploma di scuola secondaria di primo grado più 10 anni di esperienza nella stessa area.
Si tratta di una novità che modifica strutturalmente le prospettive del profilo. Fino al 2024 il Collaboratore scolastico (CS) ATA rappresentava un punto di arrivo nell’ordinamento ATA; oggi diventa anche un punto di partenza per una carriera interna più articolata.
Mansioni e assistenza ai disabili: competenze sempre più qualificate per il Collaboratore scolastico (CS) ATA
L’evoluzione del profilo non è solo economica o di carriera, ma anche professionale. Sulle mansioni del collaboratore scolastico si è pronunciata in modo chiaro l’ARAN con l’orientamento applicativo CIRS 124 del 5 novembre 2024: le attività di cura dell’igiene personale degli alunni — incluso il cambio del pannolino nelle scuole dell’infanzia e primarie, oltre che nell’assistenza agli alunni con disabilità di ogni ordine di scuola — rientrano pienamente tra i compiti ordinari previsti dal CCNL.
L’indicazione conferma quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 22786 del 30 maggio 2016 (VI sezione penale), che ha qualificato il collaboratore scolastico come “incaricato di pubblico servizio” nell’esercizio delle funzioni di assistenza agli alunni con disabilità.
La Cassazione ha ribadito che il rifiuto di tali mansioni configura il reato di rifiuto di atti d’ufficio ai sensi dell’articolo 328 del Codice Penale, con conseguenze disciplinari, civili e penali. L’obbligo vale anche in assenza di formazione specifica o compenso aggiuntivo.
La giurisprudenza e la posizione dell’ARAN chiudono definitivamente un dibattito che per anni ha attraversato le scuole italiane. Oggi il collaboratore scolastico è una figura chiamata a svolgere compiti di assistenza alla persona che richiedono competenze specifiche, sensibilità relazionale e responsabilità.
Non a caso, l’art. 1 comma 124 della Legge 107/2015 ha reso obbligatorio l’aggiornamento professionale del personale ATA impegnato nell’assistenza agli alunni con disabilità.
L’importanza di avere delle qualifiche
Proprio per i motivi precedentemente illustrati, le qualifiche professionali regionali del settore socio-assistenziale, socio-sanitario e socio-educativo sono diventate nel tempo un elemento distintivo per chi esercita o aspira a esercitare il ruolo di Collaboratore scolastico (CS) ATA.
Figure come l’Operatore Socio Assistenziale (OSA), l’Assistente Specialistico all’Autonomia e alla Comunicazione (ASACOM) e l’Operatore per l’Infanzia (OPI) forniscono gli strumenti teorico-pratici per affrontare con competenza le situazioni più delicate della quotidianità scolastica: dal supporto ai bambini della scuola dell’infanzia all’assistenza a studenti con disturbi dello spettro autistico o disabilità complesse.
Non si tratta solo di titoli valutabili nelle graduatorie ATA di terza fascia — dove l’Allegato A/5 del DM 89/2024 attribuisce loro punteggio aggiuntivo (1 punto cadauno) — ma di competenze che concorrono alla professionalizzazione effettiva della figura.
Bando graduatorie 2027: l’appuntamento da non perdere
L’attenzione di chi vuole lavorare come collaboratore scolastico è oggi rivolta alla primavera 2027, quando è atteso il bando per l’aggiornamento delle graduatorie di circolo e di istituto di terza fascia ATA.
Le graduatorie attualmente vigenti, disciplinate dal DM 89 del 21 maggio 2024, coprono il triennio 2024-2027 e saranno sostituite integralmente dalle nuove, valide per gli anni scolastici 2027/2028, 2028/2029 e 2029/2030.
Sulla base del calendario seguito nel 2024, il decreto ministeriale con il bando ufficiale dovrebbe essere pubblicato tra marzo e giugno 2027, con finestra di presentazione delle domande di circa 30 giorni.
La compilazione avviene esclusivamente online tramite la piattaforma Istanze Online (POLIS) del Ministero dell’Istruzione, con credenziali SPID, CIE, CNS o eIDAS. L’aspirante sceglie una sola provincia di inserimento e indica fino a 30 istituzioni scolastiche per le graduatorie di istituto.
Il profilo di Collaboratore scolastico (CS) ATA presenta una caratteristica distintiva rispetto agli altri profili ATA: non richiede il possesso della Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (CIAD) come requisito di accesso.
È l’unica eccezione prevista dal CCNL 2019-2021. Per tutti gli altri profili — assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, infermiere, guardarobiere, operatore scolastico — la CIAD è invece requisito obbligatorio per presentare domanda e restare in graduatoria.
Per il collaboratore scolastico, invece, la certificazione può essere dichiarata come titolo aggiuntivo e contribuisce al punteggio nella categoria “certificazioni informatiche e digitali”.
Concorso Collaboratore scolastico (CS) ATA: è per titoli
Il concorso per Collaboratore scolastico (CS) ATA è per soli titoli, senza prove d’esame. La posizione in graduatoria dipende esclusivamente dal punteggio complessivo, calcolato sulla base del voto del titolo di accesso, dei titoli culturali dichiarati (qualifiche regionali socio-assistenziali, socio-sanitarie, socio-educative, certificazioni informatiche) e del servizio eventualmente prestato come supplente in scuole statali.
L’Allegato A/5 del DM 89/2024 riconosce 1 punto a ciascuna qualifica regionale valutabile e 0,25 punti alle certificazioni informatiche (una sola valutabile), mentre il servizio nello stesso profilo in scuole statali vale 6 punti per ogni anno scolastico.
I titoli utili per il bando 2027 devono essere posseduti alla data di scadenza della domanda: chi parte da zero ha davanti poco più di un anno per organizzare la propria candidatura.
Le qualifiche professionali regionali hanno una durata tipica di 300-500 ore, completabili in 5-8 mesi. Arrivare al bando con i titoli nel cassetto fa la differenza tra una posizione utile e una posizione marginale in graduatorie che nelle province più competitive possono separare i candidati per pochi decimi di punto.
Il Collaboratore scolastico (CS) ATA resta una delle porte d’ingresso più accessibili al mondo della scuola pubblica italiana. Con 131.000 posti in organico, due contratti rinnovati in sei mesi, un nuovo profilo di carriera all’orizzonte e un bando triennale alle porte, il 2027 si prospetta come un anno di grande attenzione per migliaia di aspiranti.
La scuola italiana ha bisogno di personale preparato: chi sceglie di candidarsi arriva in un momento di trasformazione profonda, ma anche di massima apertura.





