Dispersione scolastica

Dispersione scolastica

L’istruzione è fondamentale per la crescita personale e culturale di un individuo. Per questa ragione si deve combattere un grave male che attanaglia vari contesti sociali: la dispersione scolastica.

Con questo termine si va a intendere il mancato conseguimento di un titolo di studio appartenente all’istruzione obbligatoria. Un fenomeno abbastanza complesso che interessa sia i Paesi poveri sia quelli ricchi.

La dispersione scolastica ha, quindi, delle radici abbastanza profonde. Infatti, su tale situazione possono andare a influire molteplici fattori. Tra di essi ci sono il sostrato formativo della famiglia di origine e la situazione socio-economica della stessa.

Un argomento delicato, quindi, che va trattato al meglio. Infatti, quanti desiderano operare nel mondo della scuola devono farsi garanti del diritto allo studio di tutti i discenti.

Cosa si intende con dispersione scolastica

La dispersione scolastica è un fenomeno molto più diffuso di quanto si crede. Spesso ha origine complesse che non si limitano di certo alla mancanza di volontà da parte degli allievi coinvolti.

I soggetti interessati, infatti, frequentemente appartengono a contesti disagiati, hanno subito bullismo o forme di violenza. Tutto ciò porta a costi sociali e individuali davvero elevati.

Le ripercussioni della dispersione scolastica, inoltre, verranno scontate dagli ex-studenti per tutta la loro vita. Nell’incompletezza dell’istruzione possono essere radunati:

  • la totale non scolarizzazione;
  • l’abbandono;
  • la ripetenza, ovvero il dover frequentare più volte lo stesso anno scolastico;
  • i casi di ritardo.

Le nozioni in merito vengono snocciolate dall’INVALSI. La sigla in questione si riferisce all’Istituto nazionale per la Valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione.

Coloro che presentano nel proprio curriculum vitae una bassa scolarizzazione non hanno gli strumenti adatti per operare nella società odierna. La percentuale di queste persone viene determinata misurando la quota degli Early Leavers from Education and Training.

Secondo i dati EUROSTAT 2019 in Italia questo tasso si attesta al 14,5% della popolazione scolastica. Inoltre, c’è un altro fenomeno di cui tenere conto.

Si tratta della dispersione scolastica implicita. Qui vengono immessi quanti riescono a raggiungere un diploma senza avere, però, le competenze necessarie che si dovrebbero avere dopo 13 anni di scuola.

Le cause della dispersione scolastica 

Da quanto si è affermato finora, è evidente come questo fenomeno non possa essere affatto sottovalutato. Inoltre, gli aspiranti docenti devono fare del proprio meglio per poter arginare una piaga di siffatta natura.

Le cause della dispersione scolastica sono molteplici. Infatti, quasi mai è possibile trovare un unico elemento che riesca a produrla. Tra i motivi è possibile annoverare quelli:

  • ascritti;
  • di contesto;
  • individuali.

Negli ascritti si possono inserire la situazione socio-economica della famiglia di origine, ma anche la cultura della stessa e il background migratorio.

I fattori di contesto concernono le caratteristiche della scuola, ma anche la preparazione degli insegnanti. Infine, gli elementi individuali riguardano le attitudini del singolo soggetto preso in esame.

Ovviamente, il Ministero dell’Istruzione e del Merito è chiamato a svolgere il proprio dovere per contrastare la dispersione scolastica. Anche per questa ragione ha prodotto un documento ufficiale.

Lo stesso analizza questo fenomeno nell’anno scolastico 2016/2017 e nel passaggio all’anno scolastico 2017/2018 (“Fonte: MIUR – Ufficio Gestione Patrimonio Informativo e Statistica”).

Inoltre, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sono stati inseriti gli obiettivi da raggiungere per limitare questo male. Proprio per tale ragione, sono stati stanziati 1,5 miliardi contro la dispersione scolastica, le povertà educative e per superare i divari territoriali.

Una buona istruzione, infatti, è in grado di dare maggiori opportunità agli allievi. Questo è riscontrabile non solo al livello lavorativo, ma anche in quello sociale e personale. Pertanto, i docenti e gli aspiranti tali devono fare in modo di incrementare la percentuale di studenti con titoli.

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