Nel pomeriggio di ieri, 19 giugno 2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha riaperto il tavolo negoziale per rinnovare la contrattazione integrativa sulle indennità di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici.
Tra le novità emergono rilevanti aggiornamenti sulle risorse, nuovi criteri di valutazione e un’accelerazione nel riconoscimento dei dirigenti, con attenzione all’uso efficace dei fondi europei.
Fondo UNICO e ricalcolo retroattivo sugli anni precedenti
Il nodo centrale della discussione al tavolo ministeriale riguarda l’ammontare complessivo del Fondo Unico Nazionale (FUN) assegnato ai dirigenti tra il 2020 e il 2023.
Dopo una prima ipotesi firmata a fine febbraio, il Ministero ha rivisto gli importi su input dell’Ufficio Centrale Bilancio.
Ora, si attende la certificazione ufficiale, condizione necessaria per l’erogazione delle somme integrative relative agli anni in questione.
La cifra ricalcolata verrà trasferita ai dirigenti effettivamente in servizio, proporzionalmente alla loro iniziale retribuzione di risultato.
Il rinvio ha necessariamente spostato anche i tempi di comunicazione delle dotazioni, penalizzando la programmazione della mobilità del personale.
Valutazione del merito: come funziona la maggiorazione al 30 %
Per il biennio in corso, grande attenzione è stata rivolta alla quota variabile del FUN, pari al 15 % del totale, destinata alla retribuzione di risultato.
Il contratto integrativo introduce un bonus del 30 % per il 5 % di dirigenti con le valutazioni più alte in ogni regione.
In caso di pareggio nei punteggi, si privilegeranno coloro che hanno interamente utilizzato, nei tempi stabiliti, i fondi del PNRR per progetti ministeriali.
Il criterio, ancora in fase di revisione, è stato messo in discussione durante la riunione del 19 giugno. L’amministrazione ha promesso di rivederlo e preannuncia un nuovo incontro per perfezionare l’accordo e chiudere la strada all’ipotesi definitiva di CCNI.




